“Vite sospese” è il titolo di Speciale Tg1, in onda domenica 17 giugno alle 23.40 su Rai1

“Vite sospese” è il titolo di Speciale Tg1, in onda domenica 17 giugno alle 23.40 su Rai1. Si  racconta un’emergenza trascurata: storie di bambini e ragazzi italiani e di origine straniera accomunati da situazioni di marginalità. Da Palermo a Milano, da Trieste a Napoli passando per le viscere di Roma.  Povertà, violenza, pregiudizi, mancanza di istruzione. Ragazzini in guerra tra loro per pochi spiccioli e un futuro da boss, bambine già madri in cerca d’aiuto, altre pronte a vendere il proprio corpo per un vestito firmato.  Invisibili nascosti nei sottopassi delle città, dai quartieri ghetto a quelli residenziali, un viaggio nei sogni infranti di un’infanzia negata. Un’indagine sul campo che documenta la violenza subita, vista con gli occhi dei bambini.

L’inferno dei bambini. Abbandonati e traditi, sospesi nella violenza, tra un presente ai margini e il sogno di potere che diventa ossessione da esibire.

«La strada m’ha imparato che pure se sto da sola non sto sola». Anna è romana, ha diciassette anni ed è incinta. Aspetta una bambina. Vive nascosta nel cuore della città eterna, alla ricerca di un posto dove salvarsi. Con lei altri adolescenti, accolti nelle interiora della città, arrotolati nelle coperte. In tre su un materasso, due distesi e uno di traverso. Esistenze eclissate, da condividere con i topi. In fuga da famiglie che non ci sono, assistenze pubbliche che non assistono.

«Mi piace sparare con la pistola, io sono coraggioso». Quartieri di tranquillità borghese e il disagio di chi rincorre il sogno di una vita migliore da raggiungere attraverso il crimine.  «Siamo andati al supermercato a volto scoperto. Ci siamo presi sui 5mila euro per andare in vacanza. In quattro giorni abbiamo speso tutto». A sedici anni. Minori che rubano senza sapere il perché, annoiati dal tornare a casa e giovane imprenditoria della droga. Carlo in meno di due anni ha costruito il suo business: «Non è solo questione di soldi, sapere che dipendono da te ti fa sentire qualcuno». Madre e padre impiegati non sospettavano nulla.

Ragazzini in guerra tra loro per pochi spiccioli e un futuro da boss. Un esercito a buon mercato per la criminalità organizzata. Bambine già madri che chiedono aiuto e si ritrovano protagoniste di un gioco dell’oca infernale tra case famiglia e strada. Minori violati e costretti a vendere il proprio corpo, a essere considerati merce.

I sogni infranti di un’infanzia negata. Povertà, violenza, pregiudizi, mancanza di istruzione e un paese che non riesce a garantire un futuro. Un’emergenza trascurata.
“Vite sospese” di Floriana Bulfon per la regia di Ivan Corbucci è stato realizzato in collaborazione con Unicef Italia.

Il ruolo dell’UNICEF è promuovere politiche e interventi concertati tra tutte le istituzioni competenti che riescano ad avere un impatto positivo anche sulle vite dei più vulnerabili tra i vulnerabili.

 

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