INTERVISTA CON MIKE SPONZA: “MADE IN THE SIXTIES E’ IL MIO OMAGGIO AGLI ANNI SESSANTA”

Si intitola “Made in the Sixties” il nuovo disco di Mike Sponza, in uscita il 22 giugno e distribuito da Self. Il progetto, che esce anche in vinile, è un personale omaggio del bluesman italiano agli anni Sessanta. In queste dieci tracce, una per ogni anno del decennio, Mike Sponza racconta sia la parte scintillante che la parte più buia di questo periodo storico, affrontando tanti argomenti, dalla guerra fredda e alla crisi cubana, dall’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, alla svolta artistica di Bob Dyan e al movimento studentesco del ‘68.

Lunedì 16 luglio MIKE SPONZA presenterà live al MONDADORI MEGASTORE di Piazza Duomo a Milano (alle ore 18.30) il suo nuovo album di inediti, che è stato anticipato in radio dal singolo “BLUES FOR THE SIXTIES”, il cui video è online al seguente link: https://youtu.be/izuUYc2gL3M.

Mike Sponza esordisce nel 1997 con l’album “News for You” prodotto da Guido Toffoletti, con cui ha registrato 3 album. Nel 2003 ha pubblicato “Mike Sponza”, il suo omonimo album da solista. Nel 2005 lancia il concept discografico “Kakanic Blues”, primo album realizzato con l’ensemble “Mike Sponza & Central Europe Blues Convention”, che comprende alcuni tra i principali esponenti della scena blues/jazz del Centro Europa. Nel 2006 Mike pubblica il dvd “Live In Italy” con la formazione centroeuropea e il leggendario chitarrista californiano Carl Verheyen. Nel 2008 esce il disco “Kakanic Blues 2.0”, che coinvolge ben 25 musicisti da 12 stati europei. Tra il 2011 ed il 2012 Mike pubblica “Continental Shuffle”, un doppio in cui raggruppa quasi 40 musicisti alle prese con brani originali interpretati in sorta di “song crossing” reciproco. Nel 2013 esce “Mike Sponza & Orchestra”, album e dvd realizzati dal vivo con l’Orchestra Sinfonica della RTV Slovenia: brani originali di Mike arrangiati per un ensemble di 40 elementi. Il 2016 è l’anno di “Ergo Sum”, non solo un album blues, ma un progetto rivoluzionario e originalein cui la lingua e la cultura latina incontrano il blues. Nell’album, prodotto negli Abbey Road Studios di Londra, suona con Mike Sponza anche Dana Gillespie, dalla carriera artistica tanto lunga quanto prestigiosa. Negli ultimi anni Mike Sponza ha inoltre collaborato con Georgie Fame, Pete Brown, Lucky Peterson, Louisiana Red.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Mike Sponza. Qui la nostra video intervista.

 

Ciao Mike, “Made in the Sixties”, il tuo nuovo disco, è un omaggio agli anni Sessanta. Ci racconti come è nato?

“E’ un disco dedicato agli anni ’60, una decade per me affascinante sotto molti aspetti e in cui sono successe tante cose. E’ un progetto che ho curato tantissimo, con un anno di lavorazione tra scrittura dei brani e registrazione. E’ un disco che parla di cose complesse e condensarle anno per anno in una singola canzone è stato interessante ma anche stancante, perchè era necessario creare un filo che collegasse il discorso. Musicalmente volevo dedicare del tempo a questo disco, far decantare le canzoni, riprenderle e lavorarle più avanti, per cui abbiamo fatto una session di una settimana con la mia band ad Abbey Road a cui sono stati aggiunti la sezione fiati, il coro gospel, gli ospiti. Avere l’album tra le mani mi fa un effetto particolare”.

Come mai sei particolarmente affascinato dagli anni Sessanta?

“Io sono nato alla fine degli anni Sessanta ma quel mondo mi ha affascinato fin da bambino, con i dischi che si ascoltavano in quegli anni e la macchina di mio papà. A me è sempre piaciuto sapere cosa ci fosse intorno a quella canzone, cosa avesse ispirato l’artista, come riuscisse ad essere il filtro del proprio tempo. Quello che cerco di fare oggi. Ho scoperto che ci sono tante cose che hanno similarità con quei tempi e con Pete Brown che è l’autore di canzoni come White Room dei Cream ci siamo seduti al tavolo, e dai tanti fatti interessanti accaduti in quegli anni abbiamo provato a creare un filo poetico che legasse le tracce”.

MIKE SPONZA_Foto di Matteo Prodan 2 b (2)

Gli argomenti trattati nelle canzoni riguardano gli anni Sessanta ma sotto certi apsetti sono ancora attuali…

“Le canzoni parlano di un sacco di cose che sono ancora attuali, dal ’68 con i movimenti giovanili al muro di Berlino che rappresentava una divisione e ancora oggi vengono costruiti muri, al 1965 che ha come fatto musicale importante la svolta elttronica di Bob Dylan che combatte contro i boicottaggi, contro la critica ma va avanti per la sua strada e diventa un esempio di cambiamento, un messaggio che vale tuttora. Ci sono canzoni più filosofiche, poetiche, altre che sono una sorta di documentario messo sul pentagramma”.

Anche la cover e il booklet sono molto curati con i bellissimi disegni di Romeo Toffanetti. Come si è sviluppata questa collaborazione?

“Questo disco è un mondo di immagini non solo di pensieri e note. Avere le immagini originali degli anni Sessanta era impensabile a livello di costi e di diritti, allora ho pensato di utilizzare dei disegni e ho chiesto a Romeo Toffanetti di dare vita alle canzoni. Così ha creato questo viaggio che parte dalla copertina del disco e si snoda attraverso il booklet, in cui da Trieste a bordo di una macchina anni ’60 arrivo a Londra, passando per Berlino nel 1961, per Dallas nel 1963, approdo poi sulla spiaggia di James Bond -Licenza di uccidere dove Ursula Andress sta uscendo dal mare, vado a un concerto dei Cream, quindi arrivo ad Abbey Road, dove stanno attraversando la strada Jimi Hendrix, Emma Peel, Ringo Starr e Neil Armstrong che è stato il primo uomo a sbarcare sulla Luna. E’ un viaggio nel tempo”.

Cover_Made in the Sixties_b

Presenterai il disco con dei live questa estate?

“Sarò live questa estate con una band di otto elementi perché le canzoni sono nate così, è un disco suonato con molti strumenti come si faceva una volta. Verrà presentato dal vivo ai festival in Italia, Croazia, Slovenia e Austria”.

Questa la tracklist dell’album: “1960 – Made In The Sixties”, “1961 – Cold, Cold, Cold”, “1962 – A Young Londoner’s Point Of View On Cuban Crisis”, “1963 – Day Of The Assassin”, “1964 – Glamour Puss”,“1965 – Even Dylan Was Turning Electric”, “1966 – Spanish Child”, “1967 – Good Lovin’”, “1968 – Just The Beginning”, “1969 – Blues For The Sixties”.

di Francesca Monti

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