Presentato a Casa Teatro “L’ombra del Cardellino”, il nuovo lavoro editoriale di Pietro Cardellino. Recensione

Quando storia e tradizione sposano poesia e cultura. Presentato a Casa Teatro “L’ombra del Cardellino”. Incubi e visioni notturne attraverso racconti e poesie del nuovo lavoro editoriale di Pietro Cardellino

Nella suggestiva location di Casa Teatro Germani Pulcrano, è stato presentato il libro del dott. Pietro Cardellino. Presenti, a rappresentanza della stampa locale, il sottoscritto e il giornalista Rosario Aversano. Ha moderato l’evento Vincenzo Maria Pulcrano il quale era presente anche in qualità di “padrone di casa”.

Non poteva esserci cornice migliore di Casa Teatro, infatti come ha sottolineato lo stesso Pulcrano, la graziosa sede di piazza Duomo, un piccolo granello di sabbia del passato di Acerra, che attraverso gli innumerevoli e preziosi cimeli vuole farne uno spazio per i giovani affinché possano mettere in evidenza la loro sana cultura. Un lavoro quello presentato da Cardellino, che attraverso le sue 80 pagine di prosa e poesia fa si che il lettore riesca a percepire subito un linguaggio quasi poetico dell’opera.

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L’autore cerca di mettere in risalto delle immagini poetiche cercando di dare ai personaggi una caratterizzazione psicologica interiore. Ma quello che personalmente mi ha colpito di Pietro Cardellino è il suo “coraggio” di proporre e divulgare cultura in un contesto sociale ove, ahimè, regna spesso l’indifferenza, l’invidia da cui scaturisce una concorrenza quasi distruttiva. Il suo saper e voler divulgare poesia è estremamente lodevole, soprattutto se fatto a proprie spese e senza alcun tipo di sovvenzionamento esterno. Infatti la pubblicazione presentata è stata elaborata, impaginata, curata direttamente dall’autore e stampata attraverso Il portale Il Mio Libro.it.

Tra le tante poesie inserite nel libro, Vincenzo Pulcrano ne ha magistralmente lette alcune, riuscendo ad emozionare e incuriosire il pubblico presente nel salotto-museo di piazza Duomo; tra queste: “Pendolo” , “Natura assonnata”, “Valle solitaria” . Nella lettura si denota spesso la parola malinconia, una sorta di grido di dolore che lo stesso Cardellino durante la presentazione lo definisce un grido di realtà, o meglio di frustrazione di un qualcosa che non si riesce a raggiungere, dovuta alla cattiva comprensione, sia dell’anima innanzitutto e sia dell’inconscio. Insomma un libro da leggere, per respirare quella dolce malinconia che spesso però è maestra di meditazione, riflessione ed in alcuni casi anche di speranza.

di Luigi Buonincontro
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