LINEA VERDE ESTATE: alla scoperta di Orvieto, tra storia e agricoltura

Ci sono storie scritte sulla carta e altre scritte nella roccia. È questo il caso della zona di Orvieto dove l’uomo, sin dai tempi più antichi, ha fatto i conti con la fragilità del suo territorio e lo ha spesso trasformato, servendosene nei modi più disparati. Il viaggio di “Linea Verde estate”, in onda domenica 22 luglio alle 12.20 su Rai1, continua nel centro Italia, in un territorio particolarmente ricco di storia e molto importante dal punto di vista delle tradizioni agricole. Il fulcro della puntata sarà Orvieto, in provincia di Terni: antiche cantine etrusche, frantoi medievali, colombai, luoghi di culto e – ancora oggi – aziende agricole e agrituristiche che seguono le tradizioni che caratterizzano la zona: a cominciare da olio, vino e pastorizia. Ma c’è un momento particolare in cui soffermarsi nella storia di Orvieto: è il 1264. È l’anno in cui Papa Urbano IV fissò la festività del Corpus Domini. Sempre da questo miracolo prenderanno il via i lavori, nel 1290, per il meraviglioso duomo della città. Federica De Denaro, Federico Quaranta, con le simpatiche incursioni di Giuseppe Calabrese (in arte “Peppone”) esploreranno questo territorio per raccontarne tutta la complessità paesaggistica e storica. Si scopriranno le particolarità del vino Orvieto doc, realizzato seguendo il regime biologico. Si incontreranno gli ultimi custodi delle antiche tradizioni pastorali, partecipando direttamente alla produzione del pecorino, ma soprattutto si incontrerà la storia, scoprendo gli antichi rimedi messi a disposizione dalla natura e già utilizzati in epoca etrusca e scoprendo antiche ricette umbre come il piccione in salmì. Grande spazio al paesaggio e a tutte le curiosità scientifiche, storiche e turistiche che esso suggerisce: dai calanchi di Civita di Bagnoregio fino al “centro geografico d’Italia” a Narni, fino a Prodo, con le sue “Gole del Fosso campione”. Ma ci sarà anche occasione di compiere un vero e proprio viaggio nel sottosuolo di questo territorio, a cominciare dalle meraviglie della “Orvieto sotterranea”, come il capolavoro dell’ingegneria rinascimentale: il Pozzo di San Patrizio.

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