Si riapre il caso Alex Schwazer: analisi delle urine manipolate

Si apre un clamoroso scenario nel caso Alex Schwazer: sembra infatti che i campioni di urina del marciatore siano state manipolate per incastrarlo in un nuovo caso doping. E’ quanto emergerebbe dalla perizia del Ris di Parma sui campioni dell’ex atleta azzurro, oro alle Olimpiadi di Pechino 2008, che sono stati finalmente consegnati dalla Iaaf e dai laboratori di Colonia al Tribunale di Bolzano, dopo mille difficoltà.
La notizia, la cui ufficialità si avrà ad inizio settembre, è stata anticipata da Nando Sanvito su ilsussidiario.net e trova conferma nelle parole dell’avvocato dell’atleta, Gerhard Brandstaetter: “Ci sono forti anomalie nelle urine, siamo sicuri che ci siano state manipolazioni ma non abbiamo ancora gli esiti”.

Dopo la prima squalifica post Giochi di Londra 2012 e l’ammissione di colpevolezza da parte di Schwazer, che nel frattempo aveva scontato la pena e si stava preparando per le Olimpiadi di Rio 2016, il 21 giugno dello stesso anno era stata annunciata la nuova positività del marciatore a un controllo antidoping effettuato il primo gennaio 2016. Il primo test era risultato negativo, mentre una successiva analisi aveva rilevato la presenza di metaboliti del testosterone. Schwazer è stato quindi squalificato per 8 anni.

Per mesi la Iaaf e il Laboratorio di Colonia non hanno concesso i campioni al Tribunale di Bolzano, ma ora che finalmente sono stati analizzati dal Ris di Parma sta uscendo quello che si temeva: una manipolazione volta a stroncare definitivamente la carriera di Schwazer, come è effettivamente accaduto.

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