MITO 2018: DANZE D’AMBIENTE, I Solisti de laVerdi, Luca Santaniello e Carlotta Nicole Lusa, al Teatro della Cooperativa, il 6 settembre alle ore 21

Per il suo secondo giorno di concerti a Milano, giovedì 6 settembre, ore 21, al Teatro della Cooperativa, MITO SettembreMusica presenta una serata che risponde perfettamente al tema portante di questa XII edizione del Festival: la danza. In programma, interpretati da I Solisti de laVerdi, quattro brani di altrettanti compositori americani che, con il loro genio novecentesco, hanno sfruttato ritmi e


colori legati alla danza per dare vita a storie, ambienti e personaggi: Erich Wolfgang Korngold, Leonard Bernstein, John Williams e George Gershwin.

Protagonisti di queste Danze d’Ambiente a stelle e strisce, i Solisti de laVerdi Luca Santaniello (violino) e Carlotta Nicole Luise (pianoforte). Una presenza che testimonia il profondo legame tra le realtà musicali e artistiche della città e MITO, che in questi anni è stato capace di coinvolgere attivamente e concretamente le “fucine dello spettacolo” milanesi (I Pomeriggi Musicali, laVerdi, Accademia e Filarmonica della Scala, Università Statale, Civica Scuola di Musica Claudio Abbado) in un rapporto di crescita reciproca continua di grande valore.

Al Teatro della Cooperativa, a nord di Milano, location che restituisce il senso di MITO quale festival diffuso in tutta l’area metropolitana, i due Solisti de laVerdi eseguiranno un programma che spazia dalla musica per la scena a quella per il grande schermo, in un alternarsi di riferimenti che, se pur in diversa maniera, rimandano alla danza e al teatro, ricordandoci come la quasi totalità della musica prodotta in Occidente sia musica destinata a una qualche funzione. Musica applica, arte derivata.

Di Erich Wolfgang Korngold (1897-1957), austriaco naturalizzato statunitense, sarà proposta la Suite op. 11 aus der Musik zu Shakespeares Viel Lärmen um Nichts (Much Ado about Nothing). Il compositore, dalle musiche di scena commissionategli quando era poco più che ventenne dal Burgtheater, scelse quattro brani. La partitura sfrutta appieno le potenzialità di un’orchestra che allinea legni, tromba, trombone, due corni, un quartetto d’archi, percussioni, arpa, harmonium e pianoforte.

Seguono la Suite da West Side-Story di Leonard Bernstein (1918-1990) nell’arrangiamento di Boyd-Parman, i Three Concert Pieces dalla colonna sonora per il film Schindler’s List, firmata John Williams (1932), e la Selezione da Porgy and Bess di George Gershwin (1898-1937) / Jascha Heifetz (1901-1987). I tre brani hanno in comune il riferirsi a culture “altre”, non accademiche. Gershwin e Bernstein eleggono a protagonisti dei loro capolavori rispettivamente afroamericani e immigrati, mentre Williams, per raccontare l’Olocausto, cita scopertamente le melodie ebraiche. Il teatro qui diventa cinema. La danza, infine, è sempre presente: esplicitamente in West Side Story (celebri le coreografie di Jerome Robbins) e in Porgy and Bess; tra le righe, ma non troppo, in Schindler’s List.

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Luigi Marzola.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Fabrizio Festa.

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