MITO SettembreMusica 2018 presenta   MELODIE INATTESE: Il violino di Ilya Gringolts torna a MITO e propone Beethoven e Stravinsky. Con lui Peter Laul al pianoforte

MITO SettembreMusica festeggia un altro felice ritorno: quello del violinista russo Ilya Gringolts, mercoledì 5 settembre, ore 21, sul palco del Piccolo Teatro Grassi. In duo con il pianista di San Pietroburgo Peter Laul, affianca in programma due giganti, Beethoven e Stravinsky, disvelandone, inaspettatamente, pieghe meno consuete: piccole, per dire, melodie orecchiabili che ne rivelano una vicinanza inattesa.

In programma due brani di Igor Stravinsky (1882-1971), in apertura e chiusura di concerto: la Suite italienne per violino e pianoforte da Pulcinella e, da L’uccello di fuoco, Preludio e Ronda delle Principesse, Berceuse e Scherzo. Di Ludwig van Beethoven (1770-1827), invece, la Sonata n. 5 in fa maggiore op. 24 “La primavera” e Sonata n. 4 in la minore op. 23. Pagine musicali, affidate all’archetto di Gringolts e al suo Giuseppe Guarneri del Gesù di Cremona (1742-1743), ricchissime di spunti e legami con la danza, in piena sintonia con il tema di questa edizione del Festival.

Melodie inattese, il titolo di questo concerto, “inattese” nella misura in cui gli autori ci hanno abituato. Se Beethoven non è Schubert, è vero, non ci ha certo, però, risparmiato motivi cantabili. Campione della composizione di grandi architetture a partire da motivi di poche note (l’esempio più celebre: la Quinta Sinfonia), Beethoven ci ha regalato brani capaci di incunearsi nella memoria anche con pochissimo materiale di base.

Esemplare, a tal proposito, l’attacco (Allegro) della Sonata n. 5 in fa maggiore op. 24 detta “La primavera”. Il tema iniziale, di leggiadria mozartiana, trova la sua efficacia nel rapporto dialettico, per contrasto con il secondo tema, più inquieto e peculiarmente beethoveniano (e marcatamente ritmico), così che quando si ripresenta è come se avesse acquisito un nuovo significato, liberatorio. Il breve Adagio che segue, notturno da sonata pianistica, è disteso, una prosecuzione, emotivamente risolta, del discorso precedente. Non mancano bruschi picchi, accenti dello spirito tormentato beethoveniano. Quindi lo Scherzo, rapidissimo, fino al Rondò, pieno di trilli e virtuosismi stimolanti anche per gli esecutori.
Nella Sonata n. 4 in la minore op. 23, invece, domina inizialmente un clima più drammatico, complice la tonalità di la minore. Tre tempi, tutti piuttosto veloci. Proprio questa singolarità, l’assenza di un tempo lento nel mezzo, ne ha forse ostacolato la notorietà. Il Presto, ecco uno sviluppo fatto di riprese e variazioni, soprattutto nel dialogo serrato, di botta e risposta, tra pianoforte e violino, che, caratteristica fondamentale delle sonate di Beethoven, sono parimenti protagonisti e mai l’uno l’accompagnamento dell’altro. L’Andante scherzoso, che costituirebbe lo Scherzo, è un divertissement salottiero di brevi motivi cinguettati. Il finale, Allegro molto, riprende l’irrequietezza del primo movimento. In forma di rondò, custodisce nella parte centrale un piccolo corale articolato in vario modo, tra le parti più orecchiabili dell’intero brano.

E Stravinsky? Qualcuno diceva che “Stravinskij non ha melodia”. Niente di più falso. Il periodo neoclassico di Stravinskij unisce al carattere ritmico distintivo della sua musica, quello melodico. Non è un caso che il compositore russo abbia brillato soprattutto nei balletti, ove è il corpo a farsi canto, ove il meccanismo complesso del ritmo sposa lo slancio della melodia. Pulcinella e L’uccello di fuoco sono due esempi splendenti di questo connubio. In Pulcinella (1920), dove il riferimento è il classicismo italiano, quello di Pergolesi in primis, la melodia Stravinskij se la trovò bella e pronta, nel balletto, nella suite sinfonica da concerto e infine ancora nella riduzione per violino e pianoforte.

Le melodie dell’Uccello di fuoco (1911) derivano invece prevalentemente dalla tradizione russa. Si nota già però un modo tipico di Stravinskij di trattare i temi, dilatandoli, frammentandoli, contraddicendoli. L’obiettivo è quello di restituire immagini e movimenti (didascalismo che gli obietterà Theodor Adorno) e quindi la melodia viene piegata a questo uso. In Stravinskij, come poi interamente nella musica del ’900, la melodia e il cantabile cominciano a diventare indipendenti. Tra i brani scelti per il concerto, esclusi i momenti più lacerati (gli strappi della Danza infernale, per esempio) vengono proposti i momenti più delicati della Ronda delle principesse, della cullante Berceuse e del virtuosistico Scherzo.

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Federico Capitoni.

PROGRAMMA

Igor Stravinskij (1882-1971)
Suite italienne per violino e pianoforte
da Pulcinella
Introduzione
Serenata
Tarantella
Gavotta con due variazioni Scherzino
Minuetto e Finale
Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata n. 5 in fa maggiore op. 24 “La primavera”
Allegro
Adagio molto espressivo Scherzo. Allegro molto
Rondò. Allegro ma non troppo

Sonata n. 4 in la minore op. 23
Presto
Andante scherzoso, più Allegretto
Allegro molto

Igor Stravinskij
Da L’uccello di fuoco:
Preludio e Ronda delle Principesse
Berceuse
Scherzo

Ilya Gringolts violino
Peter Laul pianoforte

BIGLIETTERIA
La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi d’ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all’apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Ogni spettatore avrà diritto ad un solo tagliando.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it
http://www.mitosettembremusica.it/biglietti/2018/milano-biglietteria.html

BIOGRAFIE
Dopo aver studiato violino e composizione a San Pietroburgo con Tatiana Liberova e Jeanna Metallidi, Ilya Gringolts ha frequentato la Juilliard School dove ha avuto come insegnante Itzhak Perlman. Nel 1998 ha vinto il prestigioso Premio Paganini diventando il più giovane vincitore nella storia del Concorso. Molto richiesto come solista, si dedica sia al grande repertorio orchestrale sia ad opere contemporanee e poco frequentate. Ha tenuto le prime esecuzioni assolute di lavori di Peter Maxwell Davies, Augusta Read Thomas, Christophe Bertrand e Michael Jarrell. È inoltre molto interessato alla prassi esecutiva storica e collabora con rinomati ensemble quali Finnish Baroque Orchestra e Oxford Philharmonic. Ilya Gringolts si è esibito con le principali orchestre di tutto il mondo tra cui Royal Liverpool Philharmonic, BBC Symphony, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Filarmonica di San Pietroburgo, Filarmonica di Los Angeles, Sinfonica di Chicago, NHK, Mahler Chamber Orchestra e molte altre. La stagione 2017/2018 è iniziata con alcuni recital al Musikfest Berlin e al Salzburger Festspiele; altri progetti prevedono concerti alla Philharmonie di Colonia, al Konserthuset di Stoccolma, alla Festspielhaus di Baden-Baden e al Teatro Colón di Buenos Aires. Appassionato musicista da camera, Ilya Gringolts collabora con artisti del calibro di Yuri Bashmet, David Kadouch, Itamar Golan, Aleksandar Madžar, Nicolas Altstaedt, Andreas Ottensamer, Antoine Tamestit e Jörg Widmann ed è ospite regolare dei Festival di Lucerna, Kuhmo, Verbier, Colmar e Bucarest (Festival Enescu), così come della Wigmore Hall, delle Serate Musicali di Milano e della Filarmonica di San Pietroburgo.
Dopo alcune registrazioni di grande successo per le etichette Deutsche Grammophon, BIS e Hyperion, ha pubblicato tre cd con musiche di Schumann per Onyx. Nel 2017 ha inciso i Concerti di Korngold e Adams con la Filarmonica di Copenhagen (Orchid Classics) e di recente da Pulcinella per violino e pianoforte di Stravinskij sono stati pubblicati due cd con l’integrale delle musiche per violino per BIS Records. Ilya Gringolts suona un violino Giuseppe Guarneri del Gesù di Cremona (1742-1743), su gentile concessione di una collezione privata.

Peter Laul è nato a San Pietroburgo dove ha studiato con Alexander Sandler al Conservatorio; ha vinto un premio speciale per la migliore esecuzione di Bach al Concorso di Brema nel 1995 mentre nel 1997 ha vinto il primo premio allo stesso concorso e un riconoscimento speciale per la migliore esecuzione di Schubert. Nel 2000 ha vinto il primo premio al Concorso Skrjabin di Mosca e nel 2003 ha ricevuto una medaglia onori ca dal Ministero della Cultura della Federazione Russa.
È apparso come solista con la Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra del Teatro Mariinskij, la Sinfonica e la Capella Orchestra di Mosca, oltre a numerose orchestre russe sotto la guida di direttori del calibro di Valery Gergiev, Nikolaj Alexeev, Vladimir Ziva, Vasilij Sinaiskij, Felix Korobov, Tugan Sochiev, Jean-Claude Casadesus e Maxim Šostakovič.
Si è inoltre esibito con la Nordwestdeutsche Philharmonie, le orchestre dei Teatri di Dessau, Bremerhaven e Oldenburg e con l’orchestra Les Siècles diretta da François-Xavier Roth. In recital si è esibito nelle sale da concerto più rinomate, tra cui, a Mosca, il Conservatorio, la Sala Čajkovskij e la nuova International House of Music, la Sala Filarmonica di San Pietroburgo, l’Auditorium del Louvre, il Théâtre de la Ville, il Théâtre du Châtelet e il Musée d’Orsay a Parigi, il Lincoln Center di New York, il Concertgebouw di Amsterdam, l’Opera City Hall di Tokyo, il Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, la Salle Garnier di Montecarlo, l’Opéra di Lione; si è inoltre esibito in numerosi Festival in Russia, Europa, Giappone e Stati Uniti. Peter Laul è molto attivo anche nel campo della musica da camera e collabora frequentemente con Dmitry Kouzov, Marc Coppey, Graf Mourja, Sergey Levitin, Françoise Groben, Gary Hoffman, David Grimal, Laurent Korcia e Tedi Papavrami. Ha registrato per Harmonia Mundi, Aeon, Querstand, Integral Classics, King Records, Northern Flowers, Querstand e numerose radio e televisioni in Russia e all’estero.

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