Persian Pelican canta Rosa Balistreri in “Terra Matta”

Persian Pelican canta Rosa Balistreri in “Terra Matta”, in uscita il 21 settembre.

“Il canto popolare è un’espressione profondamente radicata al territorio, poiché custodisce le tradizioni e l’identità di una comunità. Attraverso di esso si può comprendere il nostro passato, le condizioni sociali dei nostri antenati e i loro bisogni legati all’amore, al lavoro ed alle relazioni sociali”, racconta Persian.

Da qui nasce “Terra Matta“, una riscrittura sonora riguardante canzoni di Rosa Balistreri (Licata 1927 – Palermo 1990) realizzata da Persian Pelican, progetto del musicista marchigiano Andrea Pulcini. Il lavoro è il risultato di un bando ideato da 10 HeartZ che consiste in una residenza musicale nei territori marchigiani colpiti dal sisma dell’agosto 2016. L’EP è stato concepito e registrato all’interno di una yurta dell’Azienda Agricola Scolastici di Macereto (MC) con la collaborazione di Paola Mirabella (voce, percussioni) e Roberto Colella (tecnico del suono).

In Italia poche voci come quella della cuntastorie e cantastorie siciliana hanno saputo incarnare in modo autentico la ricchezza di una terra, le sofferenze di un popolo, i soprusi dei potenti, i rapporti tra mafia e politica, la condizione subalterna delle donne. Secondo il poeta Ignazio Buttitta “il suo canto strozzato, drammatico, angosciato, pareva uscisse dalla terra arsa di Sicilia, perché Rosa Balistreri è un personaggio favoloso, direi un dramma, un romanzo, un film senza volto”. Rosa cantava in dialetto, recuperando testi antichi o appartenenti alla tradizione orale. La potenza autentica della sua opera era tale che nel corso degli anni la sua musica è uscita fuori dai confini regionali per rendersi patrimonio della musica mondiale al pari di Amalia Rodrigues, Odetta, Maria Bethania.

Terra Matta non è un’opera commemorativa, ma un dialogo a distanza tra mondi diversi, ma non per questo lontanissimi. Fin dagli inizi del suo percorso Persian Pelican, si è interessato al folk, sfilacciando e ricomponendo a livello musicale e strutturale la grammatica della forma canzone tradizionale.  I titoli selezionati sono stati Avò, Terra ca nun senti, I Pirati a Palermu, Ti vogliu beni assai, La Sicilia havi un patruni e Quannu moru. La scelta non è stata casuale, poiché in ognuna di essi c’è più di un parallelo con la situazione dei territori coinvolti dal sisma. Si va dall’amore per la propria terra, al dolore di doverla lasciare, alle ombre sul tema della ricostruzione.

Questo ep vuole donare nuova linfa alla tradizione del canto popolare senza campanilismi di sorta e continuare a far vivere il canto e la voce di Rosa, poiché come lei stessa cantava “quannu io moru cantati li me canti, un li scordati cantatili pi l’antri”.

Nel disco: Andrea Pulcini – Voce, Chitarre, Basso, Setar, Omnichord, Synth e Paola Mirabella – , Voce, Batteria, Percussioni, Toy Piano. Registrato in una yurta presso l’Azienda Agricola Scolastici di Macereto (MC) da Roberto Colella. Mixato a Bologna da Andrea Pulcini. Masterizzato a Bologna presso lo Studio Spaziale da Roberto Rettura. Progetto grafico e foto di copertina di Andrea Pulcini.

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