Anche i festival hanno colonne sonore, sono le voci degli ospiti che parlano dai palcoscenici, il chiacchiericcio in sala prima di cominciare, le domande dal pubblico, gli scambi di opinioni e pareri all’uscita, dopo aver ascoltato intellettuali, filosofi, sacerdoti, scrittori prender parola. Ma non solo, perché Torino Spiritualità Preferisco di no (26-30 settembre 2018 a Torino) è ricco di musica: quella che portano con sé, inevitabilmente, due grandi della canzone autoriale italiana, sono Francesco Guccini e Giovanni Lindo Ferretti; e poi quella che risuona accompagnando una discussione intorno a Bruce Springsteen, cantautore che ha saputo raccontare le contraddizioni dell’America solitaria e smarrita, con estrema sincerità e fuggendo le mode; la musica blues e klezmer degli erranti e dei senza patria, degli oppressi e degli irriducibili, nel concerto di chiusura del festival Walking bass & Burning violins; le note del sax di Javier Girotto uno dei musicisti più sensibili e capaci in circolazione, che incontrano per la prima volta Charles Bukowski nel reading di Massimo Popolizio; e infine la voce e la chitarra di due giovani artiste che intrecciano inni di protesta ai racconti dei grandi disobbedienti della storia, in Io dico no! Storie di disobbedienza.
Così anche Torino Spiritualità – festival dedicato quest’anno ai “no” che pungono le coscienze, pronunciati senza ostilità per difendere tutto ciò che è umano – ha la sua originale playlist, battagliera e rivoluzionaria, delicata e nostalgica.
Francesco Guccini arriva a Torino da Pavena, piccola frazione di Sambuca Pistoiese dove vive da quando si è ritirato dalla scena, punto di approdo di una vita di canzoni e concerti, di amici e di amori. Ha scelto un’esistenza a sua misura, in una paese semideserto, svuotato, luogo dell’infanzia e della memoria. Ai suoi capolavori, come Radici, dell’Ultima Thule, di Piccola città, Eskimo, Auschwitz, Culodritto, Signora Bovary, Farewell – solo per citarne alcuni – Gabriella Fenocchio ha di recente dedicato un libro, si intitola Canzoni ed è stato pubblicato da Bompiani. L’incontro al Teatro Carignano (piazza Carignano 6), sabato 29 settembre, ore 17 è proprio tra loro due: un dialogo tra il cantautore e la filologa e studiosa di letteratura italiana del Novecento, per rileggerle, studiarle e amarle di nuovo, attraverso i loro segreti, stilistici, ritmici, retorici. Ma non solo, perché le canzoni di Francesco Guccini, contengono, intime e fluviali, le storie dei personaggi indimenticabili, talvolta un po’ ammaccati, comunque mai allineati al petulante vociare del proprio tempo. Perché all’indifferenza e all’omologazione hanno sempre preferito dire di no. Modera Francesco Antonioli, giornalista. Ingresso € 6 | Biglietteria al Circolo dei lettori e online su Vivaticket
Protagonista di anni sfrenati, battaglieri e ribelli Giovanni Lindo Ferretti è il punk per eccellenza. Leader del CCCP e poi dei CSI, quindi solista, misterioso e mutevole, possiede l’innata capacità di scandalizzare – con le sue azioni imprevedibili e parole inaspettate – i conformisti. Protagonista di svariate contorsioni ideologiche, si racconta a Marco Belpoliti domenica 30 settembre, ore 18.30 al Teatro Gobetti, nell’incontro A senso unico: cantare per ripercorrere le storie e le motivazioni profonde di un fenomeno che ha definito il passaggio dagli anni dell’impegno politico all’epoca post-politica, fino agli approdi più recenti e controcorrente. Ingresso libero
Nato a Freehold, New Jersey, il 23 settembre 1949, Bruce Springsteen è il rock in persona, ma in un’accezione lontana dal rocker dedito ad alcol e droghe. Anzi, la sua musica, fatta col cuore, trabocca di sincerità, regalando speranza ai reietti e disillusi, luce che non si spegne mai nell’America profonda e in rovina. Ma tutta l’opera del Boss è anche una lotta con il padre, un rifiuto della sua eredità morale e sociale, la condanna di un destino a cui sottrarsi: «Non faranno a me quello che ho visto fare a te», canta Springsteen in Independence Day, per esempio. Di questa corsa per liberarsi, che alla fine diventa un ritorno a un padre più grande, parlano a Torino Spiritualità il giornalista di Avvenire Luca Miele con Maurizia Rebola, direttore della Fondazione Circolo dei lettori, sostenuti dalle energiche incursioni musicali di Renato Tammi, voce e chitarra, e Diego Alloj, sassofono, della Spring Street Band. È Erediti i peccati, erediti le fiamme. Bruce Springsteen e la rivolta contro il padre, sabato 29 settembre, ore 21.30, Jazz Club (piazzale Valdo Fusi). Ingresso libero
E dopo il rock, arrivano al Jazz Club (piazzale Valdo Fusi), note blues e klezmer, le musiche degli erranti e dei senza patria, degli oppressi e degli irriducibili, colonna sonora giusta per accompagnare la vita di Giordano Bruno, filosofo errabondo e perseguitato. Le sue parole, raccolte da Carlo Grande e Roberto Carretta, risuonano tra le note dei neri afroamericani e degli ebrei dell’Est riproposte dal cantautore Federico Sirianni e dal gruppo klezmer Les Nuages Ensemble. Il concerto Walking bass & Burning violins chiude Torino Spiritualità, domenica 30 settembre, ore 21.30. Ingresso libero
E inoltre, a Torino Spiritualità, arriva Javier Girotto, uno dei musicisti più affermati del panorama jazzistico italiano e internazionale. Capace di intrecciare jazz e musica popolare argentina, è uno dei principali esponenti del tango jazz. Una trentina di dischi all’attivo, innumerevoli concerti, ha la capacità di muoversi tra generi e mondi sonori diversi. Per la prima volta al festival incontra le parole di Charles Bukowski e le mette in musica con il suo sassofono, nel reading dell’attore Massimo Popolizio dedicato a Post Office, romanzo che inaugurò il culto dello scrittore americano in Europa. Girotto e Popolizio vanno in scena al Teatro Carignano (piazza Carignano 6), giovedì 27 settembre, ore 21, per raccontare la vita di Henry Chinaski, ironico e malconcio alter ego di Bukowski, perennemente in ritardo, vessato dal capufficio e insofferente ai regolamenti. Intero € 15 | Ridotto Amici di Torino Spiritualità € 10 | Biglietteria al Circolo dei lettori e online su Vivaticket
Infine, la chitarra di Chiara Perciballi e il synth di Giulia Marinelli accompagnano le parole ribelli di Daniele Aristarco, nel reading Io dico “no”! Storie di disobbedienza venerdì 28 settembre, ore 22 a Off Topic (Via Giorgio Pallavicino, 35, Torino), una carrellata in musica di brevi ritratti in forma di monologo di donne e uomini che hanno saputo disobbedire di fronte alle ingiustizie. Da Oscar Wilde ad Anna Politovskaja, da Franco Basaglia a Rosa Parks e Martin Luther King, lo scrittore coglie i personaggi nel momento in cui imprimono alla loro vita una svolta che cambierà il corso della Storia. A dire che, se lo vogliamo davvero e ci diamo da fare, non c’è muro che non si possa abbattere, non c’è iniquità che non si possa rimuovere. Ingresso libero
