ORA E SEMPRE – RIPRENDIAMOCI LA VITA  di Silvano Agosti LA CRONACA DI UNA RIVOLUZIONE Cinema Spazio Oberdan Milano, dall’8 al 14 ottobre

50 anni dal Sessantotto. 40 anni dal 1978. Dieci anni che hanno sconvolto un mondo. Un movimento mondiale di idee, parole, corpi, lotte, conquiste sociali. E che hanno assistito a contraccolpi violenti, paurose reazioni. Anni in cui l’Italia è riuscita a essere protagonista internazionale, della rivoluzione e della reazione. E che in Italia hanno avuto un “testimone oculare”, con la sua camera, il suo sguardo, tutti i suoi sensi, particolare e particolarmente presente, di nome Silvano Agosti: regista, montatore, autore, esercente, scrittore, agitatore culturale.

Un uomo di cinema come pochi, organico e unico nella sua ricerca. Un anti-maestro nella cui sala cinematografica romana, l’Azzurro Scipioni, sono cresciuti centinaia di cinefili, di tutte le età. Dopo il festival di Locarno, siamo dunque felici di presentare l’ultimo film di Agosti, Ora e sempre – Riprendiamoci la vita , un titolo programmatico per cantare e raccontare quei dieci anni attraverso rari, preziosi materiali di repertorio realizzati durante quei giorni e quei fatti dallo stesso regista; con musiche straordinarie di Nicola Piovani e l’aiuto di un cast davvero eccezionale di testimoni. Dai protagonisti dei movimenti, come Mario Capanna, Oreste Scalzone, Franco Piperno e un grande sindacalista come Bruno Trentin; ai protagonisti dell’immaginario, da Bernardo Bertolucci al più grande regista dell’underground italiano, Alberto Grifi, da una coppia da Nobel come Dario Fo e Franca Rame, a un architetto visionario, Massimiliano Fuksas. E ancora volti con storie diversissime, scavati dalla Storia: il grande scrittore di Storie e partigiano Nuto Revelli, il filosofo Emanuele Severino, Pietro Valpreda…

Ha dichiarato Silvano Agosti: «”In futuro, se ci sarà uno storico onesto, sentirà come legittima la necessità di avvicinare i dieci anni trascorsi dal 1968 al 1978 ai grandi eventi che hanno saputo cambiare il mondo come la rivoluzione francese e la rivoluzione russa”. Questo il pensiero guida al quale abbiamo affidato con particolare emozione la nostra memoria personale e i materiali cinematografici che abbiamo realizzato o raccolto durante quegli anni e che rappresentano il corpo fisico delle lotte e delle conquiste ottenute ovunque in quel decennio. La loro preziosità in un Paese privo di memorie come questo rappresenta una testimonianza rara sulla potenza della dignità umana in continua lotta verso il proprio riscatto.»

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