Petrolio, in onda sabato 13 ottobre alle 23.55 su Rai1, indaga sull’immunoterapia

Si chiamano check point immunitari, sono i freni naturali del sistema immunitario, le molecole che regolano i nostri meccanismi di difesa. Il loro funzionamento è al centro di una vera e propria rivoluzione nella lotta contro il cancro, una terapia che agisce attivando e potenziando il sistema immunitario del paziente. Ma come funziona questo sofisticato meccanismo? Quali sono le cure innovative e i centri all’avanguardia in Italia? I nuovi farmaci sono accessibili a tutti? In che modo ci può aiutare l’alimentazione?
A pochi giorni dal conferimento del premio Nobel per la medicina all’americano James P. Allison e alla giapponese Tasuku Honjo per le loro terapie innovative, Petrolio, in onda sabato 13 ottobre alle 23.55 su Rai1, indaga sull’immunoterapia, la cura che sta cambiando il volto della medicina moderna e che oggi è in grado di dare speranze concrete ai pazienti. Ma che rischia di metter in crisi il Sistema sanitario nazionale per i costi elevati dei farmaci immunoterapici rispetto a quelli tradizionali. L’immunoterapia costa in media 50 mila euro a paziente, in alcuni casi anche 70 mila euro, per un anno di trattamento. Finora lo Stato è riuscito a garantire le coperture economiche necessarie. Petrolio racconta che per la prima volta una nuova terapia immunologica non sarà rimborsata e, quindi, non sarà disponibile negli ospedali. L’Agenzia del farmaco non ha concluso l’accordo economico con la casa farmaceutica e pertanto questa nuova terapia, pur essendo stata approvata a livello europeo, per il momento in Italia non sarà disponibile.
In collegamento da Taormina Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano. Nello studio di ‘Petrolio’ Michele Maio, direttore del Centro Immunoterapia Oncologica del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, l’oncologa e nutrizionista Debora Rasio e Carlotta Filardi, a cui si deve l’introduzione della cosiddetta “Legge Carlotta”, la norma che dal 2015 estende a tutti i lavoratori del settore privato colpiti da malattie gravi gli stessi diritti dei lavoratori pubblici.

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