MUSICANTI: il musical con le canzoni di PINO DANIELE, al centro di una storia inedita di amore, coraggio, integrazione, in scena da Dicembre: “Abbiamo scelto questo titolo perché Pino amava definirsi non un musicista ma un musicante”

Sarà in scena nei principali teatri italiani, a partire dal prossimo dicembre, “MUSICANTI”, un’opera teatrale che supera i confini dell’opera stessa – un musical oltre il musical:una storia inedita da raccontare sulle straordinarie musiche dell’immenso patrimonio del “musicante on the road” per eccellenza, l’indimenticato PINO DANIELE.

Il musical è stato presentato questa mattina nella splendida cornice del Pavarotti Restaurant di Milano, dal produttore Sergio De Angelis, dal direttore artistico Fabio Massimo Colasanti, dal regista Bruno Oliviero, dagli autori Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, che hanno così raccontato la genesi di “Musicanti”: “Questo musical nasce dalla voglia di contaminare il linguaggio di Pino Daniele con la sua musica, soprattutto quella dei suoi primi dischi degli anni Settanta. Abbiamo scelto il titolo Musicanti perché Pino amava definirsi così e poi perché al centro della storia raccontata e ambientata nella Napoli degli anni Settanta c’è una band in pericolo che si esibisce in questo locale, Ue’ Man, che rischia la chiusura. Nei suoi primi lavori Pino Daniele si era fatto interprete non solo dei cambiamenti della sua città, Napoli, ma anche del modo di fruire la musica. Stiamo facendo un lavoro cinematografico con una scenografia enorme e d’impatto, a piu’ piani, pensando a Napoli come a una città portuale, un po’ come la New York di Sergio Leone. Il protagonista del musical viene strappato da Napoli da bambino e subisce una sorta di lavaggio del cervello, per cui quando torna in città porta con sé molti pregiudizi, ma attraverso incontri e avventure potrà riappropriarsi delle sue radici. Inizialmente il problema era come far emergere la grandiosità di Pino Daniele avendo rispetto per la sua opera, abbiamo scelto di raccontare il percorso poetico musicale di questo immenso artista, che come pochi altri ha saputo raccontare non solo Napoli ma anche quel periodo storico, dal legame con la propria terra alle tematiche sociali. L’obiettivo è portare “Musicanti” non solo in Italia ma anche in altri Paesi del mondo, dall’Argentina, al Canada agli Stati Uniti“.

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credit foto FM

L’idea alla base di “Musicanti” è portare la musica di Pino a confrontarsi con un nuovo linguaggio, quello dell’opera teatrale”, dice Sergio De Angelis. “Era una vecchia intuizione mia e di Pino, di oltre venti anni fa (De Angelis ha curato la produzione esecutiva di alcuni tra i più bei progetti artistici del cantautore, ndr) e che ora, dopo una lunga gestazione e tre anni di lavoro, vede finalmente la luce”.
Fabio Massimo Colasanti, altro stretto collaboratore del “lazzaro felice”, con cui ha condiviso venti anni di studi di registrazione e tournée, dichiara: “Il progetto nasce dal mio bisogno di colmare un vuoto artistico e personale che ha lasciato la prematura scomparsa di Pino. Dalla scelta dei brani è scaturito il mio primo dilemma (Pino ne ha composti innumerevoli), altrettanto impegnativo per me è stato raccontare l’artista e la sua musica senza di lui, senza averlo accanto, come succedeva: “Musicanti” è un’opera emotivamente avvincente e appassionante”.

In scena un cast di talentuosi artisti (Noemi Smorra, Alessandro D’Auria, Maria Letizia Gorga, Simona Capozzi, Pietro Pignatelli, Enzo Casertano, Francesco Viglietti, Leandro Amato, Ciro Capano)accompagnato sul palco da una “resident band” d’eccezione, che eseguirà dal vivo le canzoni nel rispetto degli arrangiamenti originali, composta da celebri musicisti “amici” di Pino (Hossam Ramzy, percussioni; Alfredo Golino, batteria; Fabio Massimo Colasanti, chitarra; Elisabetta Serio, tastiere; Roberto d’Aquino, basso; Simone Salza, sax; Fabrizio De Melis, viola. In alcune città, si affiancheranno Mel Collins, sax, e Jimmy Earl, basso).

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Prodotto da Sergio De Angelis per Ingenius Srl, con la direzione artistica di Fabio Massimo Colasanti, “MUSICANTI” è la storia di Antonio che ritorna nella Napoli degli anni ‘70 venticinque anni dopo. Pur avendo trascorso lì l’infanzia, detesta la città ma ora ha ricevuto un lascito testamentario dal padre – uno storico locale del porto, oggi in crisi, che si chiama “Ue’ Man”. Tutti temono che Antonio non veda l’ora di chiuderlo, e invece…

Nello spettacolo, interpretate dal cast, le canzoni dei primi tre album del cantautore napoletano(tra queste, “NA TAZZULELLA ‘E CAFE’”, “A ME ME PIACE ’O BLUES”, “I SAY I STO ‘CCA”,” NAPULE E’”, “VIENTO”, “YES I KNOW MY WAY”, “JE SO’ PAZZO”, “CAMMINA CAMMINA”, “LAZZARI FELICI”, “MUSICA MUSICA”, “TUTTA N’ATA STORIA”, “QUANNO CHIOVE”) e alcune altre tratte dal repertorio successivo (come, ad esempio, “Che soddisfazione!” e “Anima”)si mescolano con la drammaturgia e la tradizione partenopea: gli attori e i danzatori si muoveranno all’interno di una scenografia imponente – sviluppata su quattro piani – e con movimenti coreografici studiati per accompagnare il racconto e la musica.

In “MUSICANTI”, così, le musiche scandiscono il tempo e le vicende dei personaggi e la narrazione è influenzata da quelle canzoni che hanno contribuito al rinnovamento epocale del nostro panorama musicale – e che fanno rivivere per qualche ora quel “Neapolitan power” e quella città orgogliosa e dispettosa, densa di culture e ricca di contraddizioni, una Napoli antica e moderna insieme, due anime coesistenti senza alcuna contraddizione in cui il blues si contamina con la “tamurriata”, il funky con la parlesia, Pulcinella con la passione per il calcio. Un viaggio per chi quegli anni li ha vissuti, una scoperta per tutti gli altri.
Il testo inedito è di Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, mentre la regia è affidata a Bruno Oliviero.

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Il debutto di “MUSICANTI” non poteva che essere a NAPOLI (dal 7 dicembre, Teatro Palapartenope). Lo spettacolo arriverà, quindi, a BARI, (29 e 30 dicembre, Teatro Team).
Nel 2019 il tour attraverserà l’Italia: ASSISI (15 e 16 gennaio, Teatro Lyrick); FIRENZE (14 e 15 febbraio, Obihall); TORINO (23 e 24 febbraio, Teatro Colosseo); MILANO (dal 7 al 17 marzo, Teatro Arcimboldi) e ROMA (dal 7 al 12 maggio, Teatro Olimpico).
Il calendario aggiornato del tour è disponibile sul sito ufficiale: http://www.musicanti.show

“Musicanti” è realizzato e fortemente voluto dalla società di produzione Ingenius Srl.

Hossam Ramzy: “Ho conosciuto Pino nel 1997, grazie ad un amico comune, il batterista Manu Katche, insieme al quale ho registrato diversi album per Peter Gabriel, Claudio Baglioni e Sting. Conoscere Pino per me è stato un onore. Un cantante, chitarrista, compositore, arrangiatore e produttore geniale e appassionato. Non solo, un artista serio e professionale capace di esibirsi con la stessa intensità di fronte a migliaia di persone come davanti ad un pubblico molto più ristretto. Un fratello, che mi ha fatto da guida diverse volte da un punto di vista musicale, mostrandomi tanti modi diversi di produrre musica. Ho imparato tanto da Pino. Gli piaceva ridere e scherzare e rendere l’ambiente intorno a sé il più leggero possibile, al punto che con grande piacere realizzavamo le nostre performance… Soltanto per Pino.
Un uomo generoso, preoccupato che in tour si assicurava che i suoi musicisti avessero lo stesso trattamento a lui riservato. Ci manca moltissimo, ma terremo viva la sua memoria grazia a questo show”.

Alfredo Golino: “Ho conosciuto Pino più di 40 anni fa e da quando ho iniziato a fare il musicista è stato un punto di riferimento. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui molte volte ed è sempre stata un’esperienza emozionante. Pino era molto esigente, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e per questo era anche difficile collaborare con lui. In tanti anni il nostro rapporto si era anche arricchito di un’amicizia sincera. Quello che ha lasciato artisticamente esprime pienamente la sua grandezza”.

Roberto d’Aquino: “Per me Pino rappresenta la colonna sonora di una vita, ogni brano è intriso di ricordi, colori, sapori…La mia crescita musicale è ricca degli umori forti emanati da una musica che nella sua unicità diventa immortale. Come diceva Troisi. Pino è come il caffè al mattino…Non ne puoi fare a meno!”.

Simone Salza: “Sunamm’ che è mejo……da anni porto con me questa frase”.

Fabrizio De Melis: “Da bambino ho ascoltato un suo concerto allo stadio e mi ha influenzato molto da un punto di vista musicale per l’innovazione delle sue sonorità, per la sua vocalità così particolare, la sua capacita di essere semplice e complesso allo stesso tempo, tradizionale e innovativo, comunque unico.”

*credit foto Ufficio Stampa

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