POP y PROTESTA (1968-2018): Paolo Flores D’Arcais e Joaquín Estefanía protagonisti dell’incontro/evento all’Instituto Cervantes di Roma

Il fenomeno politico delle utopie e l’influenza sui movimenti sociali attuali. La Guerra Fredda, le contestazioni in piazza, ma anche l’esplosione della cultura pop in due paesi così vicini eppure, al tempo stesso, così differenti, come Italia e Spagna. 50 anni di ribellione, il 68 raccontato da due illustri giornalisti, in rappresentanza dei due paesi. Giovedì 25 ottobre alle ore 18.30 all’Instituto Cervantes di Roma (piazza Navona, 91), nell’ambito del programma Pop y Protesta (1968-2018), il giornalista spagnolo Joaquín Estefanía, ex direttore de El País ed autore del libro “Revoluciones. 50 años de rebeldía”, dialogherà con Paolo Flores D’Arcais, direttore di MicroMega  sui movimenti sociali del ’68 e sulla loro dimensione culturale e politica. Una riflessione sulle grandi trasformazioni sperimentate dall’Europa, ed in particolare dalla Spagna e dall’Italia, a 50 anni dal quel vento di protesta giovanile che cambiò per sempre il mondo. L’incontro/confronto, a ingresso libero fino ad esaurimento posti, sarà introdotto dal direttore dell’Instituto Cervantes di Roma, Juan Carlos Reche e sarà moderato da Daniel Verdú, corrispondente di El Pais in Italia.

Pop y Protesta (1968-2018), evento organizzato e coordinato dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, in collaborazione con l’Instituto Cervantes, la Real Academia de España e la EscuelaEspañola de Historia y Arqueología en Roma, presenta due mesi di dibattiti, incontri, cinema, musica, letture e mostre in 5 città italiane: il programma generale prevede appuntamenti a Milano, Napoli, Roma, Salerno e Torino. Un grande contenitore culturale che celebra il 50° anniversario dall’anno della protesta per eccellenza, approfondendo l’impatto del 1968 nelle diverse forme politiche, culturali e sociali. Dall’apice delle proteste studentesche e operaie degli anni ’60 alle contestazioni giovanili che prendono forma in Italia e in Spagna, dove insorgono le prime rivolte contro il regime di Franco. Fino alla nascita del fenomeno “Pop” la cui cultura, proveniente direttamente dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna della Swinging London, contribuisce a dar vita a nuovi movimenti sociali come la Dolce Vita a Roma e le canzoni di protesta in Spagna, l’emancipazione femminile e l’affrancamento degli afroamericani. Il pop del titolo, etichetta non solo musicale, è estendibile a figure amate in Spagna quanto e più che nel nostro Paese, su tutte, Raffaella Carrà e Lucia Bosè.

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