Intervista a Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta

di Emanuela Cassola Soldati

Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta, una coppia nella vita ed in scena. Oggi forti della triade con il figlio Joseph, luce e cuore del loro saper condividere amore e passione per il lavoro che svolgono in qualità di Direttori del JAS Art Ballet Company da loro fondata e per l’insegnamento costante ai ballerini in essere. Un importante e corposa carriera in seno al Corpo di Ballo del teatro alla Scala, con ruoli e riconoscimenti  di rilievo ottenuti da primi ballerini, danzando spesso insieme i classici di repertorio nelle parti salienti.

Copione primo atto Jack_09a746a4-ad33-4597-9522-e2e8ba5ca3b2

Quando nasce il sodalizio tra Andrea e Sabrina, di creare una propria Compagnia?

Andrea e Sabrina: “Quando abbiamo capito che l’Italia non poteva essere uno sbocco sicuro di lavoro per tanti giovani ballerini promettenti, abbiamo pensato di metterci in gioco noi, con tanti dubbi ma infinita speranza. Oggi, dopo una carriera importante, lamentarsi e piangersi addosso non serve. Siamo partiti a lavorare e porre le basi del nostro progetto, in una palestra dell’Oratorio, senza alcun sostegno,  pur avendo lavorato a lungo al teatro alla Scala, nei ruoli di primi ballerini e étoile. Ancor oggi pur essendo residenti artisticamente al teatro Carcano, non siamo sostenuti dal MIBACT e dal Ministero, un supporto ambito che speriamo presto arrivi a sostenere la Compagnia”.

La parola JAS Art Ballet, da dove deriva?

Sabrina: “Cercavamo una identità particolare, e la sigla acronimo JAS, è stata suggerita da nostro figlio Joseph, l’iniziale dei nostri nomi, Joseph, Andrea e Sabrina, la triade della nostra famiglia da cui attingiamo energia, Art e Ballet, sono il completamento esplicito con cui ci esprimiamo”.

Se doveste definire la vostra cifra stilistica, in termini anche tecnici, quale sarebbe?

Sabrina e Andrea: “Balletto con tecnica classica, con la visione della spettacolarità, quindi con l’idea di presentare anche temi più attuali. Ci dedichiamo tanto con gli allievi e i ballerini della Compagnia allo studio della tecnica classica, ma mai fine a se stessa, per destrutturarlo e metterlo al servizio dei temi da raccontare. Oggi notiamo che chi ha studiato tecnica contemporanea è privo di quella classica. I nostri esempi tra gli altri, sono Sylvie Guillem, Martha Clarke, coreografa, con la quale abbiamo lavorato alla Scala nello spettacolo l’Altra metà del cielo sulle musiche di Vasco Rossi”.

Sabrina e Andrea_ Jack_Locandina 34a5a5b7-12fa-46c3-8432-c6dd385ee76a

Cosa spinge a ricercare questi temi: Dracula, e prossimamente Jack lo squartatore?

Andrea: “JACK, pazzia e amore-i conflitti di un serial killer, è un’opera basata sul taglio diverso da quello che si è letto e scritto sul personaggio, fino ad ora, firmata nei testi e nelle musiche da Diego Mecchi. Sì, il dualismo tra il bene e il male, è il tema affrontato, ma si moltiplica e si sdoppia in uno spettacolo in due atti con le coreografie di Damiano Bisozzi, che mette in risalto, la figura della donna e la sua capacità di resilienza, cioè di saper affrontare e superare un evento traumatico. Sabrina: senza per questo assumere il ruolo di crocerossina pensando di curare il lato violento ed oscuro del proprio compagno, che se malato, deve essere curato da figure competenti ”. E’ essenzialmente un ballet opera con 30 scene differenti, musiche, ed arrangiamenti rock sinfonici, con incursioni dal vivo di un tenore e una ½ soprano e l’ambientazione dark –punk romantica”.

La novità di questo prossimo imminente progetto a dicembre, in scena il 5 e 6 al teatro Carcano, è l’inclusione delle giovani reclute dello  JAS Art Ballet Junior, come è stata l’idea?

Sabrina: “E’ un esperimento pensato, per stimolare ed introdurre giovani studenti nel mondo professionale del teatro, ed essendo ragazzi molto reattivi, abbiamo assegnato loro 4 quadri, tre nel primo tempo e uno nel secondo. Ci saranno 13 elementi in scena, dai 15 ai 17 anni, con i quali abbiamo lavorato intensamente nei week end, provenienti da tutta Italia. Andrea: amo insegnare loro, e vedo nei loro occhi brillare la voglia di farcela e riuscire in questa difficile e meravigliosa professione. E’ una condivisione e uno scambio”.

Sabrina e Andrea IMG_2609

Avete mai pensato di puntare al cinema, vista la presenza fisica scenica, dietro la telecamera?

Andrea: “Avevo pensato di fare l’attore, mio padre me lo disse. Chiunque ci ha visto ci ha riconosciuto questo feeling per l’inquadratura. Sabrina: Essendo ballerini, cerchiamo di portarla nel nostro lavoro con il movimento del corpo, cercando di trasmetterlo ai nostri allievi”.

Qual è il progetto più grande a cui ambite ancora realizzare?

Sabrina: “Mi piacerebbe in un futuro, che JAS Art Ballet cominciasse a entrare nei circuiti teatrali italiani ed internazionali. Proseguire su questa strada, Non ho grandi ambizioni, vivo giorno per giorno. Andrea: Siamo sulla buona strada, ma ci vuole tanto lavoro e dedizione che a noi non manca”.

Andrea-Lezione alla Junior 043a0909-22b1-4598-96cb-4aecfaa36a7c

C’è stato per voi, un momento in cui la danza, è stata vissuta in maniera terapeutica?

Sabrina: “Sono nata ballerina, era il mio destino. Ho iniziato a ballare prima ancora di iniziare a parlare all’età di 8 anni. Il movimento è stato la mia comunicazione non verbale da sempre, la mia parola dell’anima. Ho subito il bullismo da bambina, sia a scuola che all’esterno delle istituzioni. In famiglia non è mai stato accettato che essere dislessica poteva avere un valore aggiunto, e non motivo di diversità, per cui, non è mai stato diagnosticato protempore. Alla Scala ho taciuto questa mia condizione, per molto tempo un tabù. Quando entravo in sala ballo, però, tutto svaniva per incanto, mi sentivo protetta e capace di potermi esprimere ed accettata per le mie qualità. Pian piano in età evolutiva, e poi da adulta, sono affiorati i primi problemi di orientamento spaziale, che ho sempre risolto come vuole la danza, prendendo a riferimento nei punti cardinali dello spazio scenico, oggetti simbolici. Ma la mia vera forza, oltre ad Andrea, è mio figlio Joseph, il nostro angelo custode, che, avendo in classe un compagno dislessico, in età scolare elementare un giorno mi disse, all’età di 9 anni…bisogna essere onesti con se stessi, mamma…ed è stata una liberazione. Ho saputo raccontarmi in uno spettacolo, mettendo a nudo me stessa, le mie fragilità e il disagio di partecipare la dislessia. E’ stato un trionfo di condivisione ed accettazione con il pubblico che non mi aspettavo. Sicuramente da ripetere. Certamente con Andrea tutti i giorni danziamo i colori e le sfumature della vita, e questa è la danza che più ci appartiene”.

credit foto copertina Franco Covi

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...