A “Speciale Tg1” in onda domenica 25 novembre alle 00:05 su Rai1 andrà in onda “1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani” di Pietro Suber

A “Speciale Tg1” in onda domenica 25 novembre alle 00:05 su Rai1 andrà in onda “1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani” di Pietro Suber, in collaborazione con Rai Cinema. Il film documentario ricostruisce le vicende che portarono dalle leggi antiebraiche, alla deportazione degli ebrei italiani (1943-1945) attraverso cinque storie raccontate in gran parte dai diretti protagonisti. A iniziare da quella di una famiglia di ebrei fascisti (la famiglia Ovazza) massacrata sul Lago Maggiore nell’autunno del 1943, alla storia di un ebreo del Ghetto di Roma, il mitico ‘Moretto’, che decise di lottare contro la persecuzione e che riuscì a salvarsi flirtando con la nipote di un collaborazionista fascista. Fino a quella di Franco Schonheit e dei suoi genitori, tutti sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. Poi la vicenda di una ebrea di Fiume che si salvò nascondendosi presso la casa di un incisore del Vaticano e infine la storia di una famiglia di presunti delatori fascisti accusati di aver denunciato i vicini ebrei ai tedeschi. A parlare infatti non sono solo le vittime, i perseguitati, ma anche i cosiddetti persecutori. Con loro gli altri testimoni, cioè quella stragrande maggioranza di italiani che non aderì alle leggi razziali, ma neppure si oppose. Il racconto, che si snoda oltre alle testimonianze attraverso preziose immagini d’archivio e una mole di documenti d’epoca pubblici e privati, si conclude con il tema della memoria delle leggi razziali, di cosa sia rimasto oggi di uno dei periodi più oscuri della recente storia italiana, con un viaggio tra i movimenti giovanili di estrema destra e la vicenda delle strade ancora intestate, a 80 anni di distanza, ai firmatari (o presunti tali) del Manifesto della Razza, da cui scaturirono le leggi razziste. Un’opera sul tema, con questo taglio, non è mai stata realizzata nel nostro Paese. Ed è di particolare importanza perché i testimoni dell’epoca stanno scomparendo, la memoria collettiva degli anziani si sta spegnendo e la conoscenza dei fatti delle giovani generazioni è sempre più labile. In questo 2018 si celebra l’80⁰ anniversario delle leggi razziali. Di fatto una delle ultime occasioni collettive per raccogliere testimonianze dirette su cosa accadde nel nostro Paese dal 1938 al 1945. Con l’intento anche di spiegare come questi provvedimenti abbiano influenzato in seguito la nostra storia, il nostro vivere.

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