Intervista con Veronica Pompeo, che ci presenta “A Provincial Painter Moods”, un progetto artistico originale e sperimentale che unisce la musica e il teatro

Si intitola “A Provincial Painter Moods” il nuovo Ep della cantante e compositrice materana Veronica Pompeo, uscito il 16 novembre per Rusty Records, con distribuzione digitale affidata a Believe Italia).

Un progetto artistico originale e sperimentale che unisce la musica e il teatro in sei tracce originali. Nate come una sorta di “divertissement” sulle musiche di scena pianistiche di Domenico Capotorto realizzate per la commedia “A Provincial Painter” di Dacia Maraini, le composizioni hanno presto assunto le sembianze di un’opera a sé stante.

La voce emozionante di Veronica, autrice dei testi e coautrice delle musiche, canta, sussurra, parla, bisbiglia, urla, diventando l’alter-ego musicale dei personaggi sulla scena, estendendone la componente descrittiva ed evocativa e aggiungendo il “valore umano” alle composizioni pianistiche.

Artista versatile ed eclettica, affianca lo studio della recitazione e del canto classico alla passione per la musica pop e le contaminazioni fra generi. Diplomata in canto lirico, si avvicina al mondo jazzistico e pop grazie alle collaborazioni con Paolo Fresu, Lorenzo Maffia, Angelo Nigro e Federico Ferrandina. A fine 2008 incide in qualità di soprano, cantante moderna e voce recitante “Dolly today… around Faurè” (Stradivarius), “Metti 2 Sere d’Agosto Live” e “Hermit’s song and Canciones” (Ed. Rusty Records). Affianca inoltre in recital di musica e poesia Arnoldo Foà, Ugo Pagliai, Vanessa Gravina, Irma Ciaramella. È stata critico musicale per la RAI Basilicata in occasione del “Festival di Sanremo 2012” ed ha collaborato come consulente musicale e vocal coach con il “Festival di Castrocaro”, “I Fatti Vostri”, “Ti lascio una Canzone”, “Musicultura”, “Festival di Sanremo”, con l’etichetta discografica RUSTY Records e il L.A.M.S. Matera. Esperta di “Vocologia Artistica”, attualmente è docente di Canto Pop Rock presso il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno.

Abbiamo incontrato Veronica Pompeo a Milano e fatto una piacevole chiacchierata. Ecco cosa ci ha raccontato.

Veronica Pompeo_cover edit by Lazzaro Parete_b

Ciao Veronica, è uscito il tuo nuovo Ep “A Provincial Painter Moods”, un progetto artistico sperimentale molto interessante che unisce la musica e il teatro. Cosa ci puoi raccontare a riguardo?

“L’idea è nata per caso, sentivo la necessità di creare qualcosa di mio e l’occasione è arrivata quando il pianista Domenico Capotorto mi ha inviato questa musica, senza dirmi nulla, già scritta per lo spettacolo teatrale di Dacia Maraini. Era come se la musica mi chiedesse di cantarle sopra. Così ho chiamato Domenico e gli ho chiesto se potevo lavorarci. Lui mi ha detto di sì ed è nato questo disco in un periodo della mia vita in cui la voglia di tirar fuori la creatività era molto forte. L’ho concepito e realizzato in quindici giorni, non ho fatto altro che prendere la musica pianistica, leggere e studiare approfonditamente il copione, quindi ho volutamente deciso di realizzare prima la musica e poi scriverla. Tra qualche mese uscirà anche lo spartito. L’opera di Dacia Maraini è A Provincial Painter mentre la mia ha in piu’ “Moods” perchè volevo far uscire le emozioni e gli umori, gli stati d’animo della ragazza protagonista che ha vissuto una vita sempre in lotta con il mondo esterno per realizzare il suo sogno di pittrice ma anche con la sua famiglia, visto che ha dovuto convincere il padre della sua scelta. Alla fine il fatto di essere riuscita ad avere il plauso di grandi critici d’arte e di essere esposta nelle gallerie newyorkesi le fa avvertire il peso della fama e le commissioni continue fanno sentire la sua creatività sotto pressione. La stessa protagonista non si sente piu’ libera come una volta. E’ una commedia dolce-amara, è quello che è uscito dalla musica già composta e dalla parte vocale che cerca di trasmettere i contrasti che lei vive dentro di sé e con il mondo esterno”.

Contrasti che spesso vivono gli artisti…

“In Italia, chiunque decida di fare una vita diversa da quelli che sono i canoni classici, se non ha attorno a sé un mondo pronto ad accogliere questa volontà, deve lottare ma la nostra forza fa sì che riusciamo a vincere questa battaglia e quando questo avviene è una grande soddisfazione”.

La parte dolce di quest’opera e di questo Ep è il messaggio che traspare: non devi mai mollare e continuare a inseguire i sogni affinché si realizzino…

“Esattamente. Quando ad esempio mi dicono che questo progetto non è di facile ascolto io rispondo perchè dovrebbe esserlo? Questo mi fa comprendere quanto essere una voce fuori dal coro ti spinga ad andare avanti essendo te stessa. Non potrei mai tradirmi o copiare qualcun altro”.

Veronica Pompeo_ foto di Fabio Perrone_b

credit foto Fabio Perrone

In un mondo in cui tutto è omologato è importante invece diversificarsi dalla massa… 

“La cosa che vorrei che si comprendesse è la grande veridicità e spontaneità, congruenza con la matrice dell’opera creativa, io sono stata molto me stessa in quello che ho fatto e  ritengo questo Ep anche una sorta di traslucido diario personale perchè se ti guardi dentro riesci a tirar fuori quello che sei, se pensi di dimostrare qualcosa non ti riconosci, almeno per come intendo io l’arte ed è quello che cerco di fare nella mia attività parallela di docente. Dico sempre ai ragazzi che si affacciano al mondo della musica di non emulare nessuno e di imparare da tutti, rubare il mestiere come diceva il grande Mozart ma non copiare, prendere il bello dalla musica, dalla scienza, dalla letteratura, farlo proprio e poi filtrare l’arte attraverso la propria mente. Non smetterò mai di dire questo. La soddisfazione di portare fuori qualcosa di tuo che sia diverso è superiore rispetto a diventare famosi con qualcosa di uguale ad altri, di copiato”.

Presenterai questo disco nella tua città, Matera, e poi cosa stai progettando?

“Questo lavoro avrà luce nella sua prima il 18 dicembre a Matera e sono felice perchè in questo momento nella mia città c’è anche la mostra “La persistenza degli opposti” di Salvador Dalì, è tutto un mondo pieno d’arte. Lo spettacolo sarà rappresentato all’interno di un museo e ho chiesto di esporre anche le foto di un mio carissimo amico per rendere il tutto ancora piu’ congruente. Per queste prime rappresentazioni voglio creare musiche aggiuntive non mie ma di importanti esponenti musicali del passato e anche contemporanei, da Bach a Gershwin. Come nelle arti figurative la mise en abyme è il significato del significato all’infinito, così nella musica è come se aprissi un vocabolario e dicessi “vedi anche”, andrò a sposare l’idea di decostruzionismo che vuole che ogni concetto non abbia una sola interpretazione ma mille all’interno, volutamente frammentarie ma meravigliosamente infinite, aprendo contemporaneamente tantissimi scenari. Anche una favola per bambini ha mille significati all’interno se analizziamo ogni personaggio, è come se su ogni piccolo segno si aprisse una nuova casella ed è quello che andrò a fare in questo lavoro. Andrò a creare uno spettacolo di musica nella musica, come se fosse una matrioska, avendo come riferimento A Provincial Painter Moods e quindi strizzeremo anche l’occhio alla retorica, alla filosofia e alla letteratura del secondo Novecento. Per quanto riguarda i prossimi progetti abbiamo delle idee per un nuovo lavoro in cui sarò affiancata da un compositore di musica elettronica che creerà uno strumento appositamente per la mia voce”.

di Francesca Monti

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