SPECIALE NATALE: I LIBRI DA METTERE SOTTO L’ALBERO

Se ancora non sapete cosa regalare a Natale, ecco qui la nostra selezione di libri (in ordine casuale), usciti negli ultimi mesi. Ne abbiamo scelti 33 di genere diverso, dalla cronaca al romanzo, dallo sport alla cucina, dalla storia ai racconti di Natale.

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“Goals-98 storie +1 per affrontare le sfide piu’ difficili”, il nuovo libro di Gianluca Vialli, edito da Mondadori.

Gianluca Vialli, campione di Juventus e Sampdoria e poi allenatore di Chelsea e Watford, ha raccolto e raccontato 99 quotes e 99 storie sportive (l’ultima è autobiografica) che lo hanno ispirato e tuttora lo ispirano nella sua progressione di vita quotidiana. Ogni quote è strumento di meditazione e motivazione ed è collegato a ogni storia. Non è un’autobiografia e nemmeno un semplice libro di imprese sportive altrui. Il taglio motivazionale delle storie e l’abbinamento al quote iniziale ne fanno un originale manuale di ispirazione e meditazione. L’obiettivo del libro è quindi quello di condividere la morale e gli spunti che emergono dalle storie, nella speranza che possano essere utili nell’affrontare le proprie grandi e piccole sfide di tutti i giorni. “Goals” va tradotto con “obiettivi” e non semplicemente con il suo significato meramente sportivo.

Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili

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“A mano disarmata”, il libro della giornalista Federica Angeli, edito da Baldini & Castoldi.
“Chi sta dalla parte giusta non perde mai. Chi ha scelto di sfidare a viso aperto la mafia la testa non la chinerà mai. Perché sulla bilancia alla sera ci si sale da soli, con la propria coscienza, ed è a lei che si risponde”.
Due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subìto gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Dal giorno dopo la sua vita è stravolta: per la sua incolumità le è assegnata una scorta, eppure nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità. La storia giudiziaria di cui è protagonista fino alle più recenti sentenze racconta di una possibile seppur faticosa vittoria, confermando che tutti insieme possiamo alzare la testa e cambiare in meglio. Federica Angeli ha ottenuto questa vittoria con l’unica arma che possiede, la penna, e in queste pagine ci racconta le tappe di una vera e propria sfida alla malavita, nel solco di un giornalismo nobile, che non compiace mai null’altro che la verità. La sua testimonianza puntuale, incalzante, senza respiro non dimentica mai la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare. Una serenità che, ispirata dalla Vita è bella di Benigni, Federica Angeli riesce magicamente a preservare.
I diritti di questo libro sono stati acquistati dal regista Claudio Bonivento che ha trasformato l’incredibile storia di Federica Angeli in un film, interpretato da Claudia Gerini.

A mano disarmata. Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta

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“Una guerriera disarmata” è il titolo del libro scritto da Lorena Bianchetti, edito da Piemme.
Una guerriera dalle armi spuntate. Così si definisce la giornalista, conduttrice e autrice all’inizio del viaggio dentro se stessa affrontato in questo libro. Nel prologo Lorena Bianchetti spiega il motivo per cui ha deciso di lanciarsi nell’avventura della scrittura: «Scrivo con la speranza che la gente possa tornare a sognare e a desiderare di realizzare quello che ha dentro. Ognuno di noi deve poter credere nel proprio talento. Ognuno di noi può trovare la propria strada nella vita dando il meglio di sé, senza mai strizzare l’occhio a quel sistema che vuole disilludere i capaci per premiare i servi di qualche strano potere».
In questo libro c’è una donna, che nell’esplorazione di se stessa parla soprattutto alle donne, e nella filigrana di una vita traspare la vicenda professionale di una giornalista piena di curiosità e di passione.

Una guerriera disarmata. La battaglia quotidiana delle donne normali

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“Consigli a me stesso – I miei 2 centesimi”, il nuovo libro di J-Ax, edito Mondadori, con prefazione firmata da Michele Serra.
Dopo “Axforismi” e “Imperfetta forma”, J-Ax si diletta nuovamente nella prosa con 112 pagine di riflessioni ed esperienze che, grazie a una riscoperta maturità, il rapper più amato d’Italia analizza e rielabora, pronto a condividerle con i suoi fedelissimi fans. Dai ventenni, che fanno de “I miei 2 centesimi” un salvadanaio di preziosi consigli cui attingere per il futuro… fino ai coetanei, che si rispecchiano in quella monetina, e riconoscono parte di se stessi e del loro passato nelle opinioni dell’autore, sempre acute e dirette e che spesso diventano motivo di dibattito costruttivo.

Consigli a me stesso. I miei 2 centesimi

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“OGNI COSA È FULMINATA Alla ricerca delle Picicì (Piccole Cose Certe)” il nuovo divertentissimo libro di Luciana Littizzetto, edito da Mondadori.
In un mondo complicato, difendiamo almeno le piccole cose certe. La regina dell’umorismo torna in libreria con un’idea nuova dal sapore positivo.
I tovagliolini dei bar che non asciugano, i cartelli stradali che ti abbandonano sul più bello, le calze che si bucano appena le metti, la paletta della scopa che lascia sempre una striscia di polvere (“la sottile linea grigia”), l’apertura impossibile del tonno in scatola, le date di scadenza illeggibili, i tubetti di pomata che appena li apri esplodono… Questo nuovo libro di Luciana Littizzetto è un manifesto sull’importanza trascurata di quelle piccole cose che potrebbero facilitarci la vita e invece ce la complicano. Un piccolo capolavoro di letteratura umoristica che diventa anche un elogio della delicatezza, della sensibilità, dell’attenzione. Contro la prepotenza, la superficialità, l’incuria. “Sarò la portavoce, l’ambasciatrice, la paladina delle micro-rotture del quotidiano, le incongruenze con le quali tutti, tutti i giorni, abbiamo a che fare. Quelle che ti fanno dire: ‘Ma perché? Ma ti sembra normale che? Non sarebbe più facile se?’. I piccoli e grandi scontri con un reale che sembra lontano dalla logica e dal buon senso. Vedrei con favore un partito che si occupasse delle cose quotidiane, che promettesse di risolvere minuzie che intossicano giorno dopo giorno il nostro tran tran abituale. Il partito delle Picicì, Piccole Cose Certe.” I grandi comici e gli scrittori migliori hanno il potere di osservarci quando crediamo che non ci veda nessuno, mentre ci incagliamo nella vita e nei suoi inciampi. Per questo ridiamo così tanto con Luciana Littizzetto, perché ci sentiamo meno soli.

Ogni cosa è fulminata. Alla ricerca delle Picicì (Piccole Cose Certe)

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“Inganno” il nuovo libro di Lilli Gruber, edito da Rizzoli.
Un crescendo di violenza dalla fine degli anni Cinquanta investe il Sudtirolo, dove i “combattenti per la libertà” vogliono la riannessione all’Austria. Lo Stato italiano si trova per la prima volta di fronte al terrorismo. Nella piccola provincia sulle Alpi affluiscono migliaia di soldati e forze dell’ordine: ma la militarizzazione è davvero la risposta all’emergenza creata dagli attentati? Lilli Gruber torna a esplorare il passato della sua terra con due potenti strumenti narrativi: le voci dei testimoni con la ricostruzione dei grandi scenari, e in parallelo un’appassionante fiction. I protagonisti sono quattro antieroi moderni: Max e Peter, due ragazzi sudtirolesi tentati dalla radicalizzazione, Klara, una giovane austriaca innamorata del potere, e Umberto, un agente italiano incaricato di evitare un’escalation incontrollabile. Quattro anime perdute che con la loro parabola di passione e disinganno mettono in scena le colpe dei padri, le debolezze dei figli, le ambiguità della Storia.

Inganno. Tre ragazzi, il Sudtirolo in fiamme, i segreti della Guerra fredda

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“Pane, amore e felicità” il nuovo libro di Antonella Clerici, edito da RaiEri.
Le battute goliardiche con Anna Moroni. Il giro delle trattorie d’Italia progettato con Beppe Bigazzi. L’affetto degli chef e la complicità con i grandi ospiti. La ricchezza delle vite e delle storie dei concorrenti. E tanto altro… Diciotto anni di “Prova del cuoco” non sono pochi e Antonella Clerici li ha vissuti intensamente, con il gusto della diretta, la voglia di sorprendere e sorprendersi, e un enorme amore per la cucina intesa nel suo senso più genuino e casalingo. In questo libro, raccoglie alcune delle ricette che ama di più, tra piatti che sono diventati un suo “marchio di fabbrica” – come i risotti e i grandi piatti di carne – e sperimentazioni ben riuscite. Un solo ingrediente è sempre obbligato: la semplicità. Che significa replicabilità delle ricette, alla portata di ogni capacità e di ogni frigorifero. Ma vuol dire anche fare tesoro di una tradizione gastronomica sul territorio: chilometro zero è meglio. Pane, amore e felicità è l’omaggio di Antonella al pubblico fedelissimo che l’ha seguita in questi anni. Un viaggio nel gusto punteggiato di aneddoti sulla sua vita e sulla trasmissione. Un racconto, a suo modo, dell’Italia: un Paese in cui c’è un pacco di pasta in ogni dispensa, un cuoco provetto o una cuoca d’eccezione all’ombra di ogni campanile. Il Paese della buona tavola, che è un cardine della buona vita.

Pane, amore e felicità. Le migliori ricette della mia avventura ai fornelli

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“Senza Rete” di Maurizia Cacciatori, edito da Roi Edizioni.

Una carriera strepitosa, 228 presenze in Nazionale, di cui è stata capitana, 5 scudetti, 5 Coppe Italia, 3 Coppe Campioni, 3 Supercoppe Italiane, un oro ai Giochi del Mediterraneo del 2001, un bronzo e un argento agli Europei del 1999 e del 2001, il premio come miglior palleggiatrice durante i campionati mondiali di Osaka del 1998. Oggi Maurizia Cacciatori è mamma di due figli, commentatrice tv e speaker aziendale e ha deciso di raccontare la sua storia in un libro che lei ha definito non una biografia, non un romanzo, ma quasi un “thriller”.
“Senza Rete” è il racconto coinvolgente, emozionante, senza filtri, a tratti comico di una grande campionessa ma soprattutto di una donna che ha imparato a reinventarsi per ricominciare, a rialzarsi dopo le cadute, a non mollare mai.

Senza rete

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“I luoghi e i racconti più strani di Padova” della giornalista e scrittrice Silvia Gorgi, edito da Newton Compton. Il libro arriva dopo il grande successo di “Forse non tutti sanno che a Padova…” e “Storie segrete della storia di Padova“.
Le curiosità, i luoghi nascosti di Padova, i segreti di certe strade, i caffè storici, i palazzi, i fantasmi e le chiese sono al centro dell’opera di Silvia Gorgi. Un viaggio ideale per apprezzare la città con il maggior numero di antichità di tutto il Veneto, unendo l’esigenza di approfondire la storia e andare oltre i principali monumenti, per addentrarsi in un mondo affascinante e segreto di curiosità nascoste. Può esistere una “biblioteca senza libri”? Quali osterie padovane frequentò Hemingway? Chi ha risolto l’enigma di Palazzo San Bonifacio? Cosa nasconde il cranio conservato nella Chiesa della Beata Elena? Cosa successe al Lola Club frequentato anche da Felice Maniero? Chi era Elisa Garnerin che nell’Ottocento scese in paracadute su Prato della Valle? E che dire di Sophia Loren e Marcello Mastroianni fianco a fianco in Piazza dei Signori? Queste e molte altre storie insolite, come lo strano vento che spira sul Ponte della Morte, i segreti dell’ex base Nato dei Colli Euganei, il destino del Cinema Cristallo, ex tempio del porno d’autore, la bilancia pesapersone di Santorio Santorio, sono raccontate con dovizia di particolari in un libro imperdibile, l’alleato perfetto per immergersi nei racconti e nelle leggende più stravaganti che sorprenderanno il visitatore nel passeggiare tra i vicoli e le vie di Padova.

I luoghi e i racconti più strani di Padova. Alla scoperta della città attraverso i suoi luoghi e gli aneddoti più stravaganti

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Se state cercando un regalo originale per Natale il libro “I Segreti del regno di Babbo Natale” è quello che fa per voi. Attraverso un magico viaggio composto da racconti che arrivano dritti al cuore e affascinano grandi e piccoli, scritti da diversi autori, tra cui Ivan Nossa, Valerio Scanu, Marina Iuele, Francesca Binfarè, Ginevra Prassenda, Sandrino Aquilani e molti altri, Babbo Natale ha deciso di svelare alcuni dei segreti più profondi del suo Regno.

Questo libro è dedicato a quelli che nonostante tutto hanno scelto di fare i bravi e continuano a sceglierlo ogni giorno. Tutti coloro che, qualunque sia la loro età, non smettono mai di credere in Babbo Natale perché hanno capito che, se lo vogliamo, può essere Natale tutti i giorni. Se non smettiamo mai di credere i miracoli avvengono per davvero. Se sappiamo ascoltare il nostro cuore e seguire la via che ci indica possiamo realizzare grandi cose e diffondere gioia intorno a noi in uno scambio che a sua volta lo riempie di felicità emozione. E non è forse questa la magia del Natale?
Emozione, gioia, stupore. E I segreti del Regno di Babbo Natale è davvero un libro magico, che ci prepara ad accogliere il significato del Natale svelandone i segreti più profondi e non sempre così evidenti. Magia, gratitudine, perdono, entusiasmo e tradizione sono alcuni degli ingredienti che scandiranno ogni passo di questo meraviglioso cammino orientato verso la purezza.
Un percorso scritto a più mani fatto di brevi racconti dove autori di lustro fanno sognare e riflettere bambini da 0 a 999 anni, corredato da bellissime illustrazioni realizzate dagli Elfetti del Regno.

I segreti del regno di Babbo Natale

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“Il vento contro” (De Agostini) il libro del campione paralimpico di sci nautico Daniele Cassioli.
Questa è la storia di un ragazzo molto speciale. Ma è anche la storia di un ragazzo come tutti gli altri, che deve crescere e imparare ad accettarsi così com’è, ad aprirsi e a farsi voler bene, a superare i momenti difficili e ad apprezzare la meraviglia di ogni giorno. E scoprire che, a volte, avere il vento contro è proprio quella condizione ideale che ti fa venire voglia di volare.
Questo ragazzo si chiama Daniele, ed è cieco dalla nascita. La sua eccezionale vitalità, però, lo spinge da sempre ad affrontare ogni situazione con slancio e curiosità, e in particolare a dedicarsi allo sport con tutto se stesso. Grazie allo sci nautico, Daniele non ha solo trovato una dimensione di completa ed esaltante libertà, ma ha scoperto di avere la stoffa dell’autentico campione, diventando il più forte sciatore paralimpico di tutti i tempi. Ma la sua storia non è fatta solo di allenamenti, sudore, cadute e trionfi: ci sono l’amicizia, lo studio, l’amore, la musica… Con disarmante leggerezza e candore, Daniele ci porta oltre: oltre la vista, perché c’è molto altro da scoprire, anche se chi vede è portato a credere che ogni esperienza passi attraverso gli occhi; oltre la paura,
perché per migliorarsi non bisogna allenare solo i propri punti di forza, ma anche i propri punti deboli, ciò in cui ci si sente insicuri e fragili. E, naturalmente, oltre la paura del diverso, perché solo grazie alle differenze possiamo arricchirci ogni giorno di più.

Il vento contro. Quando guardi oltre, tutto è possibile

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“L’aggiustacuori” (Mondadori), il romanzo di Francesco Sole.
C’è un ragazzo speciale che di giorno aggiusta telefonini e la sera scrive poesie mentre parla con le stelle. Per ascoltarle meglio ha montato un’altalena sul tetto di casa sua. Loro lo chiamano “Piccolo Poeta” e ormai questo è diventato il suo nome.
Il Piccolo Poeta ha un segreto: nel suo negozio lui non aggiusta solo i cellulari.
Ad alcuni clienti, quelli più tristi e ammaccati, aggiusta anche la vita. Per compiere questa magia gli bastano cento poesie: non una di più, non una di meno. Una al giorno per cento giorni. Le invia sul cellulare di chi ne ha bisogno per aiutarlo a riflettere, per riordinare le sue priorità o riconquistare la fiducia smarrita; per fargli ritrovare l’amore, che sia per qualcuno, per se stesso o per la vita.
Il Piccolo Poeta si accorge subito quando un cliente ha bisogno di essere salvato, dopotutto sono centinaia di anni che dal suo palazzo scrive poesie e aggiusta cuori.
Lo capisce sbirciando dentro i loro cellulari, che come scrigni custodiscono pensieri, desideri, insomma le emozioni più intime e nascoste. Sceglie tutte persone che hanno bisogno di qualcosa ma non sanno precisamente cosa, persone che possono fare delle sue poesie l’uso migliore. Usarle per vivere, amare, curarsi, innamorarsi, chiedere scusa.
Eppure, anche lui ha bisogno di essere salvato. L’ha capito grazie a tre storie, tre vite che ha aggiustato e che, alla fine, incredibilmente, hanno aggiustato lui. Ha capito che deve partire per ritrovare la sua Anna, senza la quale non può più vivere.
Prima di iniziare il suo viaggio, però, ci lascia queste cento poesie, che sono come una mappa, o delle istruzioni per ricostruirsi. Affinché anche noi possiamo usarle per aggiustarci, per capirci, per uscire dal bozzolo e diventare farfalle. E diventare la migliore versione di noi stessi.

L’aggiustacuori

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“Preghiera dal mare”, il nuovo libro di Khaled Hosseini, a cura di Roberto Saviano, che raccoglie sotto forma di lettera le riflessioni di un padre che guarda il proprio figlio dormire durante il viaggio che sperano li porterà verso una vita migliore.

Un libro che nasce in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati UNHCR ed è la risposta all’attuale crisi internazionale dei rifugiati.
“Ci troviamo nel mezzo di una crisi migratoria di enormi proporzioni. Preghiera dal Mare vuole essere anzitutto un tributo a milioni di famiglie che, come quella di Aylan, sono state costrette ad abbandonare il proprio paese e la propria vita”, dice Hosseini che devolverà l’intera somma derivante dalla vendita del libro all’UNHCR e alla Fondazione Hosseini per finanziare azioni umanitarie a supporto dei rifugiati di ogni paese.
Mio caro Marwan…È l’inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano “lingue che non conosciamo”. I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa, dove “nessuno ci ha invitato”, dove chi la abita ci ha detto di “portare altrove le nostre disgrazie”. Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente. Questa lettera è un grande atto d’amore e nelle parole che la compongono c’è la vita. Speranza e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.

Preghiera del mare

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“Questa è l’ultima volta che ti dimentico”, è il nuovo romanzo di Levante, edito da Rizzoli.
Si tratta di un romanzo di formazione, che segue la protagonista Anna nel delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza, in un viaggio emotivo ed introspettivo che la porta a scoprire amicizie, amori, sogni ed inevitabilmente anche ferite. Anna sogna di volare via a passi di danza dal paesino siciliano in cui vive, dove tutti hanno memoria della sua storia di bimba cresciuta troppo in fretta. Quando Anna balla sulle punte, nessun posto è troppo piccolo per i suoi sogni grandi. Nemmeno la scuola, dove le scarpette e il tutù cedono il posto ai sospiri per Giulio, tanto bello quanto sfuggente, e alla complicità di Egle, l’amica con cui condividere segreti, sorrisi, momenti di noia e corse in motorino. Il perimetro del cuore di Anna sta tutto lì, tra gli esercizi alla sbarra e le granite in piazza; tra le fantasie di fuga e il semplice desiderio di essere vista, di ricevere finalmente attenzioni, di essere amata.

Questa è l’ultima volta che ti dimentico

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“Fiorire d’inverno, la mia storia” è il libro di Nadia Toffa, edito da Mondadori, in cui la giornalista e conduttrice de Le Iene racconta la sua lotta contro il cancro.

“Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano. Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta. Per ciascuno di noi l’esistenza è costellata di eventi che in prima battuta sono sembrati inaffrontabili, e invece poi hanno portato a una rinascita, a un nuovo equilibrio. Penso che ci sia un ordine più saggio che governa il mondo e di cui spesso ignoriamo il senso, la prospettiva. Per questo ho una grande fiducia, mi alzo sempre col sorriso. Certo che preferisco il sole, ma quando ci sei in mezzo scopri che anche la neve ha la sua bellezza. La malattia, l’avere bisogno di aiuto, mi hanno costretto a riprendere contatto con la mia parte più tenera e indifesa, quella più umana. Era come se mi fossi dimenticata che la fragilità non è una debolezza, ma è la condizione dell’essere umano ed è proprio lei che ci protegge, perché ci fa ascoltare quello che proviamo, quello che siamo, nel corpo e nel cuore”. Da quel 2 dicembre 2017, giorno in cui si è sentita male mentre era a Trieste per realizzare un servizio per Le Iene, scoprendo poi la malattia, Nadia Toffa ha sempre lottato con coraggio e determinazione, senza perdere mai la voglia di sorridere, diventando un esempio da seguire per tante persone che si trovano ad affrontare la sua stessa situazione.

Fiorire d’inverno. La mia storia

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“Kalipè lo spirito della montagna” di Massimiliano Ossini, edito da Rai Eri.
Da un lato, il fiume della realtà, bulimico e vorticoso, i primi passi di una professione sotto i riflettori, la felice scoperta della televisione. Dall’altro, l’abbraccio dolce e severo della montagna, la fatica del sentiero, la magia della vetta. In mezzo, un ragazzino, innamorato dei campi e assetato di ossigeno, che si trasforma in un uomo alla perenne ricerca di senso. Ripercorrendo i passaggi cruciali della sua vita, Massimiliano Ossini incontra l’amore e l’amicizia, le gioie della famiglia e il miracolo della paternità, una carriera di successo, ma soprattutto il dialogo intimo e profondo con se stesso, fatto di piccoli gesti, grandi incontri, continue scelte di libertà. E ogni volta che, lasciato il caos della città, inizia a salire per respirare il divino panorama della natura, tra gli orizzonti e le rocce trova il silenzio, un maestro impagabile che gli insegna ad amarsi, a capirsi, a leggere dentro di sé. Perché la sfida più grande è svuotarsi del superfluo per tornare all’essenziale, cadere nei crepacci e imparare ad uscirne, mettersi in gioco ogni giorno per diventare testimone di quella bellezza che brilla inesauribile, fuori e dentro di noi. Prefazione di Domenico Capponi.

Kalipè. Lo spirito della montagna. La mia vita, le mie vette e la ricerca della felicità

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“L’esodo” (D&M EDIZIONI) di Ciro Formisano. Il romanzo è stato scritto dall’autore e regista prima dell’uscita dell’omonimo film con protagonista Daniela Poggi, premiato al Globo d’Oro 2018, che affronta la tematica degli esodati.
Siamo nel 2012, l’anno del governo Monti. Francesca, sessantenne, si ritrova improvvisamente nella condizione di esodata e, quindi, senza alcun reddito. Anche con Mary, sua nipote con la quale convive, la situazione precipita, proprio a causa del disprezzo che l’adolescente prova per la miseria in cui improvvisamente si vengono a trovare. Così Francesca finisce a mendicare in Piazza della Repubblica a Roma. Le persone che attraversano quotidianamente la piazza sono colpite dalla sua immagine, così distinta e lontana dallo stereotipo del mendicante. Tenendo Mary all’oscuro di tutto, la donna riesce a superare l’imbarazzo dei primi giorni e a conoscere diverse persone incuriosite dalla sua condizione. Diventa l’anti-Fornero in occasione di un’intervista che la rende popolare e, tra le macerie della sua vita, si troverà a dover affrontare un passato che la investe e al quale non può più sottrarsi.

L’esodo

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“Il vizio della speranza” di Edoardo De Angelis, edito da Mondadori.
Fra il lago rosso di rifiuti tossici e i morti ammazzati per strada, c’è una balena che si arena e dalla sua pancia che esplode putrefatta esce un cagnolino. Sulla spiaggia, a osservare questa scena, c’è un bambino che vuole essere cantante, ballerino, cintura nera di karate. Per nonna Mena quella creatura è speciale. Assieme si fanno largo nel mondo, anche se ogni tanto serve un po’ di prepotenza.
È lei che lo aiuta a diventare uno dei migliori registi italiani della sua generazione. Il suo film Indivisibili ha vinto sei David di Donatello, altrettanti Nastri d’argento, otto Ciak d’oro e un Globo. Ora, in questa terra tra il fiume Volturno e la strada Domitiana, il bambino che intanto è cresciuto ha girato il nuovo film, Il vizio della speranza, la storia di Maria che prende ispirazione dalle vicende reali di molte ragazze che vivono ogni giorno un purgatorio senza fine.
Nella sua sconfinata bellezza violentata, la strada statale Domitiana è la milza d’Italia. Una terra di costruttori visionari, rifugio di peccatori di ogni colore, senza legge, senza regole, senza morale, culla di donne e uomini coraggiosi che muoiono per strapparne un pezzo alla barbarie; un quadrilatero di palazzine tutte uguali e prematuramente diroccate, attraversate da strade in cui il cemento fa da padrone e trasformate in una discarica diffusa.
Nascere a Castel Volturno, su questo pezzo di litorale campano a metà strada tra Gaeta e Napoli, è diverso che nascere in qualsiasi altro luogo d’Italia. Un territorio che conta venticinquemila abitanti regolari, più venticinquemila clandestini, tra aborti, superstizione cattolica, crimine organizzato bianco e nero, riti voodoo. Questo succede nelle decine di case sulla litoranea da Mondragone a Lago Patria.
Edoardo De Angelis guarda e descrive questo magma potentissimo con il suo talento visionario, vivendo le storie in prima persona e utilizzando la scrittura come una cinepresa, dando vita a una straordinaria narrazione tra romanzo e reportage. Un libro che è l’atlante dei luoghi e delle vite che hanno nutrito il suo film, ma anche il racconto di formazione del suo regista attraverso il formidabile personaggio della nonna. Un repertorio di storie che rende metafisico un luogo reale, una scrittura in diretta e in soggettiva che scava nella melma alla ricerca della bellezza. E la trova.

Il vizio della speranza

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WonderGiusy”, la supereroina dotata del potere del sorriso e di un paio di gambe alate, sempre pronta ad aiutare il prossimo e a salvare chi si trova in difficoltà.

Come era stato per il primo libro della Versace “”Con la testa e con il cuore si va ovunque””, anche in questo caso il messaggio è forte e chiaro: mai scoraggiarsi di fronte alle avversità della vita e ricercare sempre nuove risorse per trasformare il dolore e la rabbia in speranza e voglia di vivere. E questa volta il pubblico al quale Giusy si rivolge è quello dei giovani. Attorno alla storia di WonderGiusy gravitano due personaggi: Hater, il disabile rancoroso che dopo aver perso il braccio decide di prendersela col mondo ed è sempre pronto a sabotare le “missioni sorriso” di WonderGiusy. Poi c’è Chris, un bimbo emarginato dai suoi amici da quando, a causa di un incidente, è costretto su una sedia a rotelle. Grazie all’’aiuto di WonderGiusy, Chris riuscirà a cancellare il passato e a guardare il presente con occhi nuovi e speranzosi: “prima potevo…oggi posso!”

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“Il tritolo e le rose” (Mondadori) di Maurizio Costanzo.
“Non è vero che gli anni sono tutti uguali. Nella mia vita i Novanta sono stati speciali, anni di tritolo e di rose. Di assurdi boati e di bellissimi fuochi d’artificio.” Così Costanzo racconta e celebra un decennio che, rispetto ai precedenti, sembrava il più incolore: se gli anni Sessanta sono stati gli anni del boom, i Settanta gli anni di piombo, gli Ottanta gli anni dell’edonismo, i Novanta sono sempre stati difficili da etichettare, da definire in una parola. Costanzo ne usa due, per i “suoi” anni Novanta. Il tritolo dell’autobomba che doveva ucciderlo, e le rose della storia d’amore con Maria De Filippi. Un amore di cui per la prima volta scrive con sincerità e candore, lui sempre così restio, anche nei suoi libri, a parlare della vita privata. Se quel 14 maggio 1993 l’attentato di Cosa Nostra fosse andato a segno, “la mia vita sarebbe saltata in aria e io non avrei potuto sposare la donna che amavo: Maria”. Intendiamoci, Costanzo non si scioglie mai, il suo racconto è asciutto e ironico com’è nel suo stile. Ma proprio per questo è divertente, quando rivela i dettagli del loro primo incontro a Venezia (freddino) o il motivo per cui, grazie alle imperscrutabili trame del destino, lei accetta di spostarsi da Pavia a Roma e di lavorare in tv invece che nelle aule di tribunale…

Il tritolo e le rose. I miei memorabili anni Novanta

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Ecco a voi. Una storia italiana” il libro di Pippo Baudo scritto con Paolo Conti.
«La prima volta che sono salito su un palcoscenico è stato per una recita scolastica, sostenevo la parte del figlio di santa Rita. Mi è piaciuto tantissimo, e da quel momento ho solamente desiderato di tornarci.» Un desiderio esaudito, quello del bambino che aveva davanti a sé un destino da avvocato in un paesino siculo, e invece è diventato Pippo Baudo. In questo libro il grande presentatore racconta per la prima volta una carriera mozzafiato: dal colpo di fulmine per il piccolo schermo nella Trieste appena ridiventata italiana, nel 1954, agli esordi «poveri ma belli» nella Roma di Federico Fellini, Ennio Flaiano, Carlo Dapporto. Poi i successi, dal Festival della canzone napoletana e da quello di Castrocaro fino al mitico palcoscenico di Sanremo, che calcherà per tredici edizioni. La conduzione di trasmissioni di culto come “Domenica in” o “Fantastico”, e le pubblicità di “Carosello”. Memorie e pensieri di una vita dentro e fuori dagli schermi si susseguono nell’autobiografia di un protagonista della vita culturale italiana. Attraverso i ricordi di una carriera che ha incrociato tutte le maggiori personalità della politica, dello spettacolo, del cinema, della musica, si disegna il ritratto non solo di un uomo, ma di un’Italia in profondo mutamento. Una vera rivoluzione del costume nazionale di cui lui è stato, oltre che testimone privilegiato, anche autore e regista. Signore e signori, ecco a voi Pippo Baudo.

Ecco a voi. Una storia italiana

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“Cleopatra  – La Regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità” è il nuovo libro di Alberto Angela.

Il mondo di oggi non sarebbe lo stesso senza Cleopatra, una sovrana colta, intelligente e dotata di una straordinaria abilità sia sul tavolo delle trattative che nelle guerre. Una donna di potere incredibilmente moderna per il passato e allo stesso tempo capace di provare grandi passioni amorose. Ma chi era veramente l’ultima regina d’Egitto? Lei, infatti, è nell’immaginario di tutti, però la sua figura storica è ancora in parte poco conosciuta e non priva di aspetti enigmatici a causa dei pochi dati certi che la riguardano. Alberto Angela ha deciso di ricostruire la vita e le abilissime mosse sullo scacchiere internazionale, ma anche gli amori e le passioni della regina che in un certo senso ha conquistato Roma, rintracciando le fonti storiche e consultando gli studi moderni, e accompagnandoci per mano tra le caotiche strade della capitale del mondo antico, sulle banchine dell’esotico porto di Alessandria d’Egitto e sui sanguinosi campi di battaglia, alla scoperta di persone, storie, usi e costumi. Alberto Angela è in grado di farci rivivere in prima persona il periodo che ha segnato un cambio epocale nella storia romana, dal racconto minuto per minuto dell’uccisione di Giulio Cesare che decreta la fine della Repubblica alla morte di Antonio e Cleopatra (la cui tomba non è ancora stata ritrovata!) fino alla nascita dell’Impero con Augusto al potere. “Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità” è un viaggio nel tempo tra Occidente e Oriente, per riscoprire con uno sguardo nuovo una donna carismatica e intelligente e un periodo storico affascinante.

Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità

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“Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone” è il nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni.

Anche le vite all’apparenza più piene possono nascondere un vuoto incolmabile. Ed è in questo vuoto che devono affacciarsi i Bastardi. Un’insegnante di liceo scompare nel nulla e i Bastardi di Pizzofalcone, che a dispetto dei tanti nemici interni al corpo di polizia sono ormai una delle migliori squadre investigative della città, hanno il compito di ritrovarla. O almeno di ritrovare il suo corpo. Nella completa assenza di indizi, Lojacono e i suoi colleghi saranno costretti a indagare negli angoli oscuri di esistenze che sembrano del tutto normali, portando alla luce, infine, le ragioni di un odio mortale.

Vuoto per i bastardi di Pizzofalcone

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“L’amica geniale” di Elena Ferrante, da cui è stata tratta l’omonima serie in onda su Rai 1 con la regia di Saverio Costanzo.

L’amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati… Non vogliamo dirvi altro per non guastare il piacere della lettura. Torniamo invece all’inizio. Dicevamo che L’amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. Altri romanzi arriveranno nel giro di pochi mesi, per raccontarci la giovinezza, la maturità, la vecchiaia incipiente delle due amiche.

L’amica geniale: 1

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Con la sua inconfondibile voce, Pif esordisce nel romanzo con un’opera divertentissima dal titolo “…Che Dio perdona a tutti”, che costringe il lettore a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri, il nostro comportamento quotidiano e le parole solidarietà, uguaglianza, verità.   Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l’agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che condivide con gli amici di sempre. La più importante e irrinunciabile è il cibo: famoso per la sua pignoleria gastronomica, gli amici spesso si fanno il segno della croce quando al ristorante è il suo turno di ordinare. Arturo ricambia la loro tolleranza, immolandosi come portiere per le partite di calcetto. Questa è la sua routine, fino al giorno in cui entra in scena Lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, molto cattolica, Lei sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci. È proprio così che lui la conquista, sostituendo l’uomo che ha il compito di interpretare Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di avere dimenticato qualsiasi nozione della religione cattolica e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Lei si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che leisi accorga della sua indifferenza religiosa né, tanto meno, senza che Arturo la confessi… Questo precario equilibrio, fatto di verità non dette e risposte liturgiche mezzo inventate e mezzo bofonchiate, non può durare: quando Lei si accorge della freddezza cattolica del compagno, la loro vita di coppia esplode.

… che Dio perdona a tutti

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“Il ladro gentiluomo” è il nuovo romanzo di Alessia Gazzola.

Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.
Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…

Il ladro gentiluomo

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“Dieci magnitudo” sono le cose che amiamo, le cose che ci fanno bene e quelle che ci fanno male. “Dieci magnitudo” sono le scosse che scorrono sulla nostra spina dorsale, toccando il cuore, arrivando al cervello. “Dieci magnitudo” la guerra tra mente e cuore, il dolore che conserviamo, e l’amore che possiamo dare. “Dieci magnitudo” quello sguardo in metro, quel sorriso fatto per caso, il sesso prima di un addio. “Dieci magnitudo” quel respiro che ci fa sentire vivi. Come Gaia e Alex, in un mondo fatto di storie e ricordi, conosciuti per caso e legati per la vita. Un romanzo che un inno all’amore, quello vero.

Dieci magnitudo

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“Il gioco del suggeritore” è il nuovo romanzo di Donato Carrisi, edito da Longanesi.

La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investigatori senza alcuna risposta possibile – soltanto un enigma. C’è un’unica persona in grado di svelare il messaggio celato dentro al male, ma quella persona non è più una poliziotta. Ha lasciato il suo lavoro di cacciatrice di persone scomparse e si è ritirata a vivere un’esistenza isolata in riva a un lago, con la sola compagnia della figlia Alice. Tuttavia, quando viene chiamata direttamente in causa Mila Vasquez non può sottrarsi. Perché questa indagine la riguarda da vicino. Più di quanto lei stessa creda. Ed è così che comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto, si nasconde nelle pieghe fra il mondo reale e quello virtuale in cui ormai tutti trascorriamo gran parte della nostra vita, lasciando tracce digitali impossibili da cancellare. E un gioco, ed è soltanto iniziato. Perché lui è sempre un passo avanti.

Il gioco del suggeritore

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“Non sai quanto sei forte” è il libro della campionessa di atletica paralimpica Monica Contrafatto, edito da Mondadori.

Afghanistan, marzo 2012: Monica è primo Caporal Maggiore dell’Esercito, 1° Reggimento Bersaglieri. Ha 31 anni e quella è la sua seconda missione all’estero.
È lì che rimane vittima di un attacco: riesce a schivare la prima delle bombe che cadono dentro la base, non la seconda. Le schegge la colpiscono all’altezza della femorale, all’addome, a una mano. La gamba destra verrà amputata, un tratto dell’intestino asportato, la mano ricostruita utilizzando un osso della gamba. Ma è viva.
Le terapie e la riabilitazione richiedono mesi: a fine estate è ancora in ospedale. Una sera, facendo zapping, si imbatte nelle gare delle Paralimpiadi di Londra. Monica non sapeva nemmeno che cosa fossero, le Paralimpiadi. Si innamora della corsa mentre assiste al trionfo di Martina Caironi, vincitrice dell’oro nei 100 metri, amputata come lei a una gamba appena sopra il ginocchio. Nasce allora il desiderio di arrivare lì, su una pista di tartan, e di servire il suo Paese in modo diverso: vincendo una medaglia.
È quello che succede: a Rio de Janeiro, nel 2016, Monica non solo sbarca insieme agli altri atleti paralimpici, superando selezioni durissime, ma si aggiudica il terzo posto nei 100 metri, tagliando il traguardo qualche istante dopo Martina Caironi, che si classifica ancora una volta prima.
In questo libro Monica ci racconta il potere dei sogni: diventare un soldato prima e un’atleta poi, con lo stesso amore per il prossimo e per il proprio Paese, e la stessa determinazione. “Non sai mai quanto sei forte finché essere forte è l’unica scelta che hai”: queste le parole che Monica ha tatuate sulla pelle, per ricordare a se stessa e a tutti noi che ciascuno ha dentro di sé una forza innata che aspetta solo di essere liberata. L’importante è non arrendersi e, dopo ogni caduta, rialzarsi e correre.

Non sai quanto sei forte. Dall’attentato alle paralimpiadi: la mia rinascita

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“Becoming – La mia storia” è il libro autobiografico di Michelle Obama, edito da Garzanti,

Grazie a una vita ricca di traguardi perseguiti e conseguiti con determinazione, Michelle Obama è considerata una delle donne più forti e iconiche dei nostri giorni. Da First Lady degli Stati Uniti d’America – la prima afroamericana a ricoprire questo ruolo – ha contribuito a creare la Casa Bianca più accogliente e inclusiva della storia, diventando una energica sostenitrice della causa delle donne e delle ragazze negli Stati Uniti e nel resto del mondo, modificando radicalmente il modo in cui le famiglie possono vivere una vita più sana e attiva, e restando al fianco del marito mentre guidava l’America attraverso alcuni dei suoi momenti più difficili. Nel suo memoir, un’opera di profonda riflessione e di grande forza narrativa, Michelle Obama inviterà i lettori nel suo mondo, raccontando le esperienze che l’hanno formata, dalla sua infanzia nel quartiere di South Side a Chicago agli anni di lavoro in equilibrio tra gli impegni professionali e quelli di madre, fino al periodo trascorso nella casa più famosa del mondo. Con estrema franchezza e verve, descriverà i trionfi e le delusioni, sia pubblici sia privati, raccontando per intero la sua storia così come l’ha vissuta, attraverso le sue parole e dal suo punto di vista. Caldo, saggio e rivelatore, Becoming sarà l’inedito ritratto intimo di una donna che ha costantemente sfidato le aspettative, e la cui storia ci ispira a fare altrettanto.

Becoming. La mia storia

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“So che un giorno tornerai” è il nuovo romanzo di Luca Bianchini.

Angela non ha ancora vent’anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un “jeansinaro” calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: “Se sarà maschio, lo riconoscerò”. Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma.
Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da baby sitter a Emma.
Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l’occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.
So che un giorno tornerai è un romanzo sulla ricerca delle nostre origini, la scoperta di chi siamo e la magia degli amori che sanno aspettare. Con ironia e un pizzico di nostalgia, Luca Bianchini ci prende per mano e ci porta a conoscere i sentimenti più nascosti in ognuno di noi, per scoprire che non hanno confini, “da Trieste in giù”.
Alla fine, ognuno di noi s’innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre.

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“Gli uomini sono come le lavatrici” è il nuovo romanzo di Caterina Balivo.

Che sapore ha l’amore? Quando Lara lascia la provincia di Napoli in cui è cresciuta per iniziare una nuova vita nella capitale, per lei l’amore ha il sapore dei panini imburrati che sua madre le preparava la mattina, prima di andare a scuola. A Roma, in quella città dove ciò che a Napoli è folklore diventa degrado, Lara però scopre che l’amore può avere un sapore molto più amaro di quanto avrebbe mai immaginato.
Ma questa è solo la prima delle sue trasformazioni: da Napoli, città autentica, si è trasferita a Roma, città della finzione, e ora il suo destino la porta a Milano, la città dove lavorano tutti, ma che a lei apre le sue porte segrete, guidandola alla scoperta del vero sapore dell’amore. E ora ha capito che ciò di cui si vergognava da piccola di fronte alle sue amiche lì è di gran moda. È cool. Come quel panino fatto in casa che sua mamma le preparava infagottato nel sacchetto del pane e che lei nascondeva nello zainetto con timidezza di fronte alle merendine sintetiche e cellophanate ostentate dalle sue compagne. O glamour, come la sua fedele amica, una buona lavatrice, che fa il bucato e non ti tradisce mai.
E allora ecco che il suo cuore si trasforma nella centrifuga di una lavatrice, in un groviglio di capelli, nella vertigine di un giro su un ottovolante che non si ferma mai.
Caterina Balivo ci sorprende inventando un personaggio che molto le somiglia: Lara, la magnetica e spiritosa ragazza napoletana che spesso parla troppo, che dice sempre la verità e che taglia i vestiti dei suoi fidanzati se scopre che la tradiscono. Guarda i loro cellulari, li avverte. Prima.
Nelle pagine di questo romanzo d’amore si ride e ci si commuove. E, naturalmente, si sogna. C’è una lei. Ci sono le amiche. E poi diversi lui. Intese fulminee e tanti ostacoli pronti a dividerli. Tra ragioni e sentimenti, buoni o cattivi che siano.
L’amore finisce, gli uomini si cambiano, ma le lavatrici buone no. Le lavatrici buone sono come i diamanti: per sempre. O, se non proprio come i diamanti, sono come i fidanzati: bisogna tenersele finché durano.

Gli uomini sono come le lavatrici

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“Nel muro” è il nuovo romanzo di Mauro Corona (Mondadori).
Nel fitto di un bosco di uno dei monti dell’Italia settentrionale un uomo ritrova una baita appartenuta ai suoi antenati. Decide di ristrutturarla, per andarci a vivere e sfuggire così alla crudeltà del mondo che lo circonda.
Ma, mentre lavora, un colpo di piccone bene assestato cambia per sempre la sua vita. Dietro la calce, in un’intercapedine del muro, trova i corpi mummificati di tre donne. E si accorge che sulla loro carne sono stati incisi dei segni, quasi lettere dell’alfabeto di una lingua misteriosa e sconosciuta. Qual è la storia delle tre donne? Chi le ha nascoste lì? Qual è il terribile messaggio che quelle lettere vogliono comunicare? Ed è possibile che la cerva dagli occhi buoni che sbuca ogni sera dal bosco voglia davvero proteggere l’uomo e rivelargli qualcosa?
Mentre le tre mummie cominciano a infestare i suoi pensieri e i suoi sogni, trasformandoli in incubi e allucinazioni, l’uomo si mette alla ricerca della verità, una ricerca che può portarlo alla perdizione definitiva o alla salvezza. O forse a entrambe.

Nel muro

Buona lettura e Buon Natale!

 

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