Intervista esclusiva a Luigi Sarto: “Per me il dono della scrittura è allo stesso tempo una condanna”

di Patrizia Faiello

Oggi Spettacolonewsport vi propone l’intervista esclusiva al songwriter Luigi Sarto che fin da piccolo si è avvicinato alla scrittura e all’età di diciotto anni comincia a scrivere poesie, folgorato dalla poetica di illustri nomi come Vincenzo Cardarelli e Mario Luzi.

Luigi Sarto, originario di un paese in provincia di Caserta, si trasferisce poi a Milano per studiare lettere moderne all’Università e poco dopo entra in contatto con Franz Di Cioccio, cantante fondatore e leader della Premiata Forneria Marconi. Importante è il successivo incontro con il famoso autore Pippo Rinaldi (Kaballà) che insegna molto a Luigi sul processo creativo di una canzone.

Luigi ha scritto molte canzoni e stabilmente collabora con gli autori e compositori Luca Sala, Remo Elia e Lorenzo Avanzi. Recentemente è stato coautore del brano di successo “Noi Casomai” dei Tiromancino uscito ad Agosto 2018 e contenuto nel cd “Fino a qui”(SONY). Il pezzo è stato un successo internazionale, trasmesso nelle radio di 6 Paesi Europei. Luigi Sarto è autore di altri brani di successo per big della musica italiana – in via di pubblicazione – e collabora con molti emergenti in qualità di autore. Buona lettura!

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Nell’ultimo album dei Tiromancino è contenuta una delle tue ultime composizioni che hai intitolato “Noi casomai”. Un testo per riflettere su…

““Noi casomai” è un inno all’amore che arriva per farci credere ancora nel destino, che tutto sia possibile, che niente è a caso, o di sicuro gli incontri più importanti nella nostra vita non capitano a caso ma sono predestinati”.

La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

“Decisamente un colpo di fulmine e allo stesso tempo un amore molto combattuto, tormentato, viscerale. Amo ripetere che per me il dono della scrittura è allo stesso tempo una condanna. E’ qualcosa che non posso controllare, arriva quando e come dice lei, l’ispirazione. Il tutto dura al massimo due o tre minuti. Un flusso di incoscienza in cui so cosa sto scrivendo ma non so quale sarà il risultato finale”.

Un artista per cui vorresti scrivere?

“Tre nomi su tutti: Carmen Consoli, Max Gazzè e Niccolò Fabi”.

Talent show: sono ancora un’occasione al giorno d’oggi? Cosa ne pensi?

“Io sinceramente credo di sì. Approdare ai talent è un grande sogno e una grande possibilità per gli artisti emergenti… anche se può essere il grande drago che può divorare le speranze. Però al giorno d’oggi molto passa da lì, almeno per chi non ha la fortuna di poter approdare direttamente a un’etichetta, anche indipendente, o di farsi strada da solo magari attraverso un video particolarmente fortunato su Youtube. Ad esempio se prendiamo l’edizione 2018 di X Factor, Martina Attili con la sua “Cherofobia” ha già raggiunto milioni di visualizzazioni su Youtube regalandoci una piccola perla che altrimenti sarebbe rimasta nascosta e insegnando a molti di noi una nuova parola…”.

Quali saranno i tuoi progetti futuri?

“Con Federico Zampaglione dei Tiromancino stiamo già lavorando a nuovi brani e poi ci sono anche altre collaborazioni con grandi nomi della musica italiana, ma il tutto è ancora strettamente top secret. Presto vi potrò dire qualcosina in più. E poi sto collaborando con numerosi emergenti ai loro progetti in qualità di songwriter e supervisore artistico”.

Foto Luigi Nappa

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