SANREMO GIOVANI: INTERVISTA CON I SISMA, IN GARA CON IL BRANO “SLOW MOTION”

Tra i protagonisti della seconda serata di Sanremo Giovani in onda il 21 dicembre su Rai 1 condotta da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi ci sono i Sisma, duo partenopeo formato  da Arturo Caccavale “Punkart” e Daniele De Santo “Dan-D”, musicisti entrambi diplomati al Conservatorio di Napoli che a dispetto della giovane età hanno già all’attivo prestigiose collaborazioni con importanti artisti del panorama nazionale e internazionale.

A Sanremo Giovani proporranno “Slow Motion”, un brano che rompe gli schemi della classica forma canzone ed unisce l’elettronica al rap e al cantautorato di spessore, raccontando come a una caduta segua sempre una rinascita.

Ciao ragazzi, quali sono le vostre sensazioni a poche ore dalla vostra esibizione a Sanremo Giovani?

“Siamo carichi, siamo pronti a far esplodere tutta la nostra energia sul palco”.

Com’è nato il brano “Slow Motion”?

“E’ nato esattamente un anno fa qui a Sanremo in onore della nostra “non entrata” tra gli otto finalisti di Area Sanremo. Questa delusione ci ha ispirato infatti l’inizio del brano è dedicato proprio a quello stato d’animo: “Sono scosso dalla scossa che mi è entrata nelle ossa ma non posso rinnegare la mia mossa che di fatto ha scavato la mia fossa”. E’ un brano autoprovocatorio nel senso che è vero che non siamo riusciti ad ottenere quello che volevamo ma è anche vero che forse la colpa è stata anche un po’ nostra, magari non siamo riusciti a fare la scelta giusta e quando questo succede si cerca di capire gli errori per andare avanti e non commetterli piu'”.

Un messaggio positivo quello trasmesso dalla vostra canzone, si cade ma ci si rialza sempre, declinabile a tanti ambiti della vita…

“Assolutamente sì, non si riferisce solo ad una delusione musicale ma abbraccia ogni campo della vita, infatti ad ogni delusione consegue sempre una risalita, non bisogna piangersi addosso ma tirare avanti, con tanta saggezza nelle tasche anche se hai il morale a terra”.

Com’è nato il vostro duo e come mai avete deciso di chiamarvi Sisma?

“Siamo due musicisti e ci conosciamo da dieci anni, ci siamo incontrati nelle situazioni piu’ disparate, dalla musica classica al jazz, dal pop alla musica popolare, insieme abbiamo deciso di fondere le nostre idee musicali e farci contaminare, trovando una strada che fosse personale, che ci portasse a questo sound che caratterizza i Sisma. Abbiamo scelto di chiamarci così perchè ovunque andiamo facciamo casino, siamo un “terremoto””.

Quali sono le vostre aspettative legate alla partecipazione a Sanremo Giovani?

“L’aspettativa è di iniziare un progetto proiettato nel futuro. Questa è l’occasione per presentarci, per farci conoscere da tante persone, per avere la possibilità di continuare lungo questo percorso e di fare sempre meglio. Sanremo poi è l’unica kermesse che permette di esprimerti a 360 gradi, noi suoniamo, scriviamo, siamo autori e compositori dei brani, mentre gli arrangiamenti li firmiamo con un nostro carissimo amico, Paolo Testa”.

C’è un disco all’orizzonte?

“Con la Mescal c’è l’idea di un progetto, siamo usciti con un primo singolo, pubblicheremo un secondo pezzo e poi penseremo al disco, abbiamo nove brani pronti, legati da una filologia nei testi e nella musica”.

A cosa vi ispirate nella scrittura delle canzoni?

“Ci ispiriamo alle cose che accadono intorno ma anche alla situazione attuale della nostra generazione, in un mondo sempre piu’ social in cui spesso si perdono il contatto con la realtà vera e i valori. E questo logora anche le nostre vite. Poi ovviamente c’è anche la parte positiva della modernità”.

di Francesca Monti

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