SANREMO 2019: Arisa in gara con la canzone “Mi sento bene”: “E’ un riassunto delle puntate precedenti e un assaggio di quello che sarà il nuovo disco Una nuova Rosalba in città. Voglio vincere il Festival e andare all’Eurovision”

E’ una Rosalba nuova, piu’ consapevole di sé e padrona del proprio destino quella che si appresta a calcare il palco dell’Ariston con la canzone “Mi sento bene” con cui sarà in gara tra i Big al Festival di Sanremo 2019. Un palco speciale che in 10 anni l’ha vista protagonista sia come vincitrice  nelle Nuove Proposte (2009, Sincerità) e nei big (2014, Controvento), sia come co-conduttrice nel 2015.

“Mi sento bene” sarà contenuta nel nuovo disco di Arisa, “Una nuova Rosalba in città”, il primo pubblicato con Sugar, in uscita l’8 febbraio, nel quale sono coinvolti 6 producer (Matteo Buzzanca, Matteo Cantaluppi, Dario Faini, Team Ithaka, Jason Rooney e Andro) e 17 autori, oltre alla stessa Rosalba che firma 2 brani (Gianluca De Rubertis, Shridhar Solanki, Matteo Buzzanca, Lorenzo Vizzini, Alessandra Flora, Diego Mancino, Dario Faini, Giuseppe Zingaro, Vito Dell’Erba, Edwyn Roberts, Niccolò Agliardi, Marta Venturini, Morgan Giovannetti, Giulia Anania, Stefano Brandoni, Sobral e Cristiano Malgioglio). Un team variegato e creativo che ha permesso ad Arisa di raccontare se stessa con sonorità completamente diverse e testi cuciti su misura.

Il fil rouge del disco è l’amore, declinato in tutte le sue sfumature, come in “Minidonna”, “Gli amanti sono pazzi”, più maturo, sincero e consapevole in “Vale la pena”, “Così come sei”, ma anche esplosivo come in “Tam tam”, desiderato ne “La domenica dell’anima”, universale ne “Il futuro ha bisogno d’amore” e difficile in “Amarsi in due”, con testo di Cristiano Malgioglio per “Amar pelos dos”, il brano con cui Salvador Sobral ha trionfato all’ Eurovision del 2017.  Arisa si diverte con racconti ironici delle relazioni ai tempi dei social (“Dove non batte il sole”, “Quando c’erano le lire”) e nella canzone che da il titolo all’album (“Una nuova Rosalba in città”) si ritrae come donna libera, in pace con i suoi pregi e difetti.

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“Una nuova Rosalba in città” è il titolo del tuo nuovo disco. Chi è questa nuova Rosalba e come è avvenuto questo cambiamento?

“Il libro di Federica Bosco “Mi dicevano che ero troppo sensibile” mi ha cambiato la vita, parla della iper empatia, siccome mi sentivo sempre un po’ sbagliata, con questa lettura ho scoperto che in realtà l’ipersensibilità è bellissima se la accetti. Io tendo ad allontanare quello che mi fa male, senza girarci troppo intorno. Oggi c’è questa smodata ricerca della perfezione data da alcuni canoni come ad esempio il fatto che una persona possa innamorarsi di te solo se sei bella come Cindy Crawford. Oppure pensare che quando le cose non vanno bene con una persona sia sempre tu che sbagli. Invece non è così, magari non c’è un incastro, non c’è un’alchimia. Bisogna pensare a quello che hai, piuttosto a quello che non hai. Se ci guardiamo intorno abbiamo tante cose per cui essere felici. Innanzitutto siamo in una società che ci permette di scegliere, cosa che in altre parti del mondo non esiste. Io penso alle cose belle che ho”.

Al Festival di Sanremo porterai il brano “Mi sento bene”. Come mai hai scelto questa canzone?

“L’abbiamo scelta insieme alla Sugar perchè è un riassunto delle puntate precedenti e un assaggio di quello che sarà questo disco. E’ una canzone che mi rappresenta molto a livello testuale, perchè ho vissuto per un po’ di anni una sorta di elucubrazione mentale, della serie ma perchè vivo? Poi ho capito che l’importante è riuscire a dare il tutto per tutto oggi, senza aspettare domani per dire ti amo, ti voglio bene, andiamo a bere un caffè. Prendersi dei tempi è fondamentale. E poi con poco si può stare meglio. Ho bisticciato con mia madre tutta la vita, quando però succedono alcune cose e la vita di dà una seconda possibilità, che è quella piu’ importante, non va sprecata”.

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credit foto Debby Gram

Oggi quali sono i tuoi obiettivi?

“Voglio essere felice perchè anche da bambina sono stata sempre messa in dubbio, la cosa che ho iniziato a fare è non mettermi nelle situazioni che possono farmi del male. Ho trovato molta soddisfazione nel rapporto che ho instaurato con i miei cagnolini, molta gente sottovaluta l’amore per gli animali. Il fatto di sentirmi in grado di amare e di prendermi cura di qualcuno mi ha dato una grande spinta. Se dovessi avere un figlio sarei in grado di fare la mamma. Basta farci dire dagli altri che ci sono cose che non sappiamo fare! Non è così”.

“Vale la pena” è firmata da Niccolò Agliardi con cui avevi già avuto modo di collaborare recentemente in “Ho cambiato i piani”, che ha ricevuto la nomination ai Nastri d’Argento come miglior canzone…

“Sì, Niccolò Agliardi è stato anche autore di Ho cambiato i piani, una canzone che è piaciuta molto e che è stata scritta per la colonna sonora del film Nove lune e mezza di Michela Andreozzi. Per quanto riguarda Vale la pena è un pezzo diverso dagli altri ma ho voluto inserirlo nel disco perchè è rappresentativo di quello che ho sostenuto negli ultimi tempi: vale la pena vivere, la vita è un dono incredibile e bisogna tenersi stretta questa opportunità. Vale la pena investire sulla vita”.

Cosa ci racconti invece di “La domenica dell’anima”, in cui c’è l’immagine della ragazza che vuole segnare un gol al Brasile come metafora del desiderio di realizzare i propri sogni?

“La domenica dell’anima è un brano firmato da Dario Faini e Diego Mancino, è una canzone molto bella. E’ stato particolare l’incontro con Mancino, mi ha fatto sentire diversi pezzi e ho scelto questo perchè è la metafora di quando una persona impiega tutte le sue energie per conquistare una cosa che desidera particolarmente. Mi piaceva molto l’immagine della ragazza che si propone di fare un gol al Brasile a rappresentare la voglia di realizzare traguardi che sembrano impossibili da raggiungere, come un amore desiderato ma inafferrabile”.

il futuro ha bisogno d_amore

Qual è la canzone del disco che piu’ ti rappresenta?

“Il futuro ha bisogno d’amore, soprattutto nel ritornello, mi rappresenta moltissimo. Tutti abbiamo bisogno di ballare, di una ragione per andare avanti, perchè vivere è bellissimo ma non facilissimo e ogni tanto possiamo cadere nell’errore. E’ un pezzo super popolare, poi dentro ci sono le voci dei miei genitori, c’è mio padre che dice “sei il cuore mio”, mia madre che mi dice “sei il primo battito del mio cuore” e a me emoziona molto”.

Nell’album affronti anche la tematica della sessualità e dell’omosessualità in Minidonna e Gli amanti sono pazzi…

“Minidonna è stato il primo brano che mi ha fatto sentire la Sugar e per cui sono impazzita. E’ bellissimo, divertente, sensuale e parla di un essere dalla sessualità indefinita che si approccia alla conquista dell’oggetto che desidera, la minigonna per trarre in inganno un uomo. Ne Gli amanti sono pazzi sottolineo che l’amore non ha nè sesso nè confini e che può succedere che una donna, quando all’improvviso vede il suo ex ragazzo in compagnia di una nuova fiamma, anzichè essere gelosa di lui possa prendersi una sbandata per lei”.

Cosa ci racconti invece dell’esplosiva “Tam Tam” in cui c’è anche il featuring di Caterina Caselli (body percussions)?

“Tam tam è la versione happy de La notte, che descrive i movimenti del dolore all’interno del corpo. Tam Tam è il suono onomatopeico di quello che accade quando ci si innamora di una persona, rappresenta questo cuore che batte. Il brano ha anche un’impronta internazionale grazie a Shridhar Solanki. Un giorno in studio abbiamo registrato i battiti dei piedi sul pavimento e anche la signora Caterina ha voluto partecipare”.

Com’è nata la collaborazione con Cristiano Malgioglio?

“Cristiano ha espresso la sua profondità in questo brano che è Amarsi in due, regalando un testo emozionante in italiano su un amore indeciso, raccontato dalla bellissima canzone di Salvador Sobral che ha conquistato l’Europa all’Eurovision nel 2017”.

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credit foto Debby Gram

Tornando a Sanremo, quali sono le tue aspettative?

“Io voglio vincere Sanremo e andare all’Eurovision per capire cosa succede, parlare alla gente di tutto il mondo… Ce la metterò tutta, devono reggere la voce e l’umore. Mia madre in questo periodo è l’addetta al monitoraggio del taglio dei capelli e poi mi consiglia i vestiti che devo comprare…Ho cantato canzoni di grande speranza ma sempre con un velo di malinconia e senza volerlo hanno reso malinconica anche me, invece ora voglio essere leggera, voglio volare alto”.

Nella serata dei duetti sarai accompagnata da Tony Hadley con la coreografia dei Kataklò, la compagnia italiana di danza acrobatica fondata da Giulia Staccioli…

“Abbiamo avuto questa fantastica idea dei Kataklò, grazie a Mary Cavallaro, perchè volevo una scenografia pazzesca, un balletto alla Stromae. Poi abbiamo invitato Tony Hadley che ci farà fare un salto nei mitici anni ’80”.

Dopo il Festival, Arisa sarà impegnata in un instore tour per incontrare i fan in tutta Italia. Queste le date in calendario: 12 febbraio: Roma – Discoteca Laziale ore 18; 13 febbraio: Milano – Mondadori Megastore Duomo ore 18; 15 febbraio: Torino – Feltrinelli Stazione Porta Nuova, ore 18; 16 febbraio: Bologna – Mondadori Bookstore via Massimo D’Azeglio, ore 17; 19 febbraio: Napoli – Feltrinelli Piazza dei Martiri, ore 18; 20 febbraio: Bari – Feltrinelli via Melo, ore 18.

di Francesca Monti

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