Intervista con Massimo Di Cataldo: “I sogni non si afferrano mai del tutto e si cerca sempre di inseguire qualche ideale nella vita”

“Con il nastro rosa” è il nuovo singolo di Massimo Di Cataldo, cover di uno dei brani di Mogol e Battisti che hanno fatto la storia della musica italiana. Il cantautore ha realizzato un sogno con questa elegante ed energica versione messa a punto durante i concerti degli ultimi tour e realizzata in studio con la stessa band che lo accompagna dal vivo. Il video del brano è stato girato in una location speciale: il CET, la tenuta nel centro Italia di Mogol.

“Con il nastro rosa” arriva dopo gli ultimi tre inediti di Massimo Di Cataldo “Domani chissà”, “Prendimi l’anima” “Ci credi ancora all’amore”, che saranno contenuti nel nuovo disco di prossima uscita.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Massimo Di Cataldo per parlare non solo del nuovo singolo e dei prossimi progetti, ma anche della sua partecipazione ai programmi televisivi di Rai 1 “Ora o mai più” e “Tale e quale show”.

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Massimo, è uscito il tuo nuovo singolo “Con il nastro rosa”, cover del celebre brano del sodalizio Mogol-Battisti. Cosa rappresenta per te questa canzone?

“Questo senso di libertà, questo incipit di inseguire la libellula in un prato, mi ha colpito fin da ragazzino. Credo che ognuno di noi insegua qualcosa nella vita, un sogno, delle risposte. La prima volta che ho ascoltato la canzone ho sognato anch’io di inseguire questa libellula, intesa come l’arte di cantare, di fare musica e per tutta la vita sono andato avanti lungo questa strada. Ora è arrivato il momento in cui ho sentito la necessità di omaggiare chi mi ha dato questa grande ispirazione: Battisti, un grande artista che ho sempre ammirato e Mogol perchè con i suoi testi ha influenzato la mia musica”.

Il video della canzone è stato girato al CET di Mogol…

“Ho avuto l’onore di girare il video al CET, un posto bellissimo, dove si respira un clima di arte, dove c’è uno scambio culturale tra tante generazioni ed è bello sapere che ci sia un posto così nel nostro paese in cui i giovani possano portare avanti attività legate alla musica. E’ stato bellissimo lavorare lì, c’è la sala Battisti dedicata a Lucio dove sono esposte foto in bianco e nero di lui e Mogol, immagini che documentano anni prolifici della musica italiana. E’ stato veramente emozionante”.

Prima di “Con il nastro rosa” hai pubblicato i singoli “Domani chissà”, “Prendimi l’anima” “Ci credi ancora all’amore” che andranno a far parte del tuo nuovo disco. Cosa puoi anticiparci a riguardo?

“Il concept del disco è il long playing degli anni Sessanta e Settanta e sto pensando di farlo uscire anche in vinile. Ci saranno questi singoli e altri inediti sui quali sto lavorando. E’ un momento particolarmente ispirato per me”.

Cosa ti hanno lasciato umanamente e musicalmente le esperienze televisive di “Ora o mai piu'” e “Tale e Quale Show”?

“In termini personali sicuramente una crescita interiore, mi hanno permesso di esibirmi in prima serata su Rai 1, con grandi professionisti come Amadeus in Ora o mai piu’ e Carlo Conti a Tale e quale show. Sono due trasmissioni molto diverse tra loro, in cui ho potuto ritrovare tanti amici e colleghi. Musicalmente è stato straordinario perchè la gente ha bisogno di musica e ho potuto cantare in entrambi i programmi brani eccezionali del nostro patrimonio musicale non solo italiani ma anche internazionali. Ho potuto fare tante imitazioni a Tale e Quale Show e lavorare con Patty Pravo e gli altri maestri a Ora o mai piu’. Sono state esperienze importanti, di grande valore”.

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“Se adesso te ne vai”, presentata al Festival di Sanremo del 1996, è la tua canzone manifesto. Cosa rappresenta per te?

“Se adesso te ne vai è una canzone evergreen, nel senso che è diventata un classico della musica italiana e questo mi rende felice perchè quando l’ho presentata a Sanremo non avrei mai potuto pensare a quello che sarebbe diventata nel tempo. E’ un brano che tutti conoscono, ha avuto una grande notorietà non soltanto in Italia ma anche all’estero. Rappresenta l’opera che assume un valore significativo piu’ importante di chi l’ha scritta o realizzata”.

Ti piacerebbe tornare sul palco dell’Ariston?

“Sanremo è sempre una grande kermesse, una vetrina importante per la musica, qualora ci fosse la possibilità tornerei molto volentieri”.

Riprendendo il concetto iniziale dell'”inseguire la libellula in un prato” come metafora del sogno da realizzare, tu questa libellula nel corso della carriera l’hai trovata? 

“I sogni non si afferrano mai del tutto e si cerca sempre in qualche modo di inseguire qualche ideale nella vita, è come la leggenda del re pescatore, quando hai tra le mani quello che desideravi è come se lo perdessi. E’ sempre bello invece dimenticarsi di quello che si è fatto e continuare a fare qualcosa per il proprio divertimento o per quello altrui. Non mi piace l’idea di sentirmi realizzato”.

di Francesca Monti

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