Semplicità nel senso piu’ vero e positivo del termine, è la parola che meglio rappresenta Catena Fiorello, tra le piu’ amate scrittrici italiane, capace con la sua penna di tratteggiare personaggi in cui tutti si possono rivedere e di raccontare con veridicità e intensità le sfumature dell’animo umano, grazie alla sua capacità di ascoltare le persone e di carpirne sentimenti e caratteristiche. Alla Rizzoli di Milano Catena Fiorello ha presentato il nuovo romanzo “Tutte le volte che ho pianto (Giunti editore)”, accolta da un numeroso e affettuoso pubblico, con il quale la scrittrice ha dialogato come in un incontro tra amici, scherzando, raccontando aneddoti per poi fermarsi non solo per firmare il libro e fare foto ma anche per chiacchierare con ciascuno dei presenti, segno di un’attenzione e un calore nei confronti dei propri lettori non comune. Spesso infatti i firmacopie sembrano essere una catena di montaggio dove meccanicamente vengono firmati libri o cd senza nemmeno avere la possibilità di scambiare due parole con l’artista di turno.

Il romanzo “Tutte le volte che ho pianto” (Giunti), che arriva dopo i grandi successi di Casca il mondo, casca la terra, Dacci oggi il nostro pane quotidiano, Un padre è un padre, L’amore a due passi e Picciridda da cui è stato tratto il film di Paolo Licata “Picciridda con i piedi nella sabbia”, è ambientato a Messina e ha per protagonista Flora, una donna di quasi quaranta anni che sta riprendendo il controllo sulla sua vita. Il matrimonio con Antonio, sposato da giovanissima, è naufragato dopo l’ennesimo tradimento di lui, eppure Flora non riesce a dimenticarlo e vacilla ogni volta che lui torna a corteggiarla, alimentando le illusioni della figlia quindicenne Bianca. Ma la sua vita è già abbastanza complicata, con un bar da gestire e una madre anziana che non ha mai superato la morte del marito e, soprattutto, la perdita di Giovanna, la sorella maggiore di Flora: bellissima, indomabile e carismatica, uccisa a venti anni in un tragico incidente. Adesso Flora trema vedendo che la figlia Bianca, per uno strano destino, coltiva il sogno di diventare attrice proprio come un tempo faceva Giovanna. Ma a scombinare di nuovo le carte, un giorno arriva Leo, con la sua aria da James Dean e un passato che lo lega a quei luoghi, dove sta per produrre un film. E con i suoi modi affascinanti, si insinua pericolosamente nei pensieri di Flora.
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“Ho sempre cercato di raccontare donne di un certo tipo, forti, ma anche fragili. Flora si è dovuta separare dal marito, stanca dei continui tradimenti, a quel punto della sua vita ha scelto di essere coerente e di essere un esempio per la figlia Bianca. Flora ha una mamma anziana e qui qualcosa di autobiografico c’è. Ho visto e sto vedendo in prima persona il cambiamento nella vita di mia mamma, c’è un momento in cui capisci questa fragilità, a volte non l’accetti. Io faccio parte dei figli che non accettano il cambiamento dei propri genitori. Vorrei che mia madre facesse le stesse cose che faceva a 60 anni e ogni volta che vedo che non riesce è come se ricevessi delle coltellate. Quindi parlo di Flora che si prende cura di questa mamma che è rimasta vedova e che ha perso una figlia in un incidente stradale. Questa perdita pesa anche a distanza di anni e sia Flora che sua madre non hanno mai smesso di dannarsi per quello che è accaduto. E nessuno può fare qualcosa per cambiare questa situazione“, ha spiegato Catena Fiorello, “In Tutte le volte che ho pianto racconto la vita di una donna dei nostri tempi“.
Il nuovo appassionante romanzo della scrittrice è un invito ad amare se stessi e a liberare le emozioni attraverso il pianto: “Piangere aiuta a far uscire quello che hai dentro e a lasciar andare il passato. Flora ha una sua fierezza anche nel pianto, ha il coraggio di farlo, io non riesco da tempo a piangere davvero e mi piacerebbe farlo“, ha detto l’autrice. E in una società in cui si stanno perdendo valori come l’umanità, la solidarietà, a vantaggio della falsità, dell’apparenza, dell’arrivismo, anche nei sentimenti, è importante invece tornare alle emozioni piu’ vere e reali, come quelle descritte in “Tutte le volte che ho pianto”.
di Francesca Monti
