ClassicAperta riparte il 23 febbraio con il recital del pianista Emanuele Misuraca, tra i protagonisti de La compagnia del cigno

Sabato 23 febbraio, alle 18 presso la Casa della Carità di  Milano ClassicAperta, la rassegna concertistica organizzata dall’Associazione Per MITO Onlus nelle zone più decentrate e sfavorite della città di Milano, inaugura il suo 2019 con il recital del  pianista Emanuele Misuraca.

Palermitano, classe 1996, Misuraca è uno dei sette protagonisti della fortunata serie televisiva La compagnia del cigno, dedicata alle vicende di un talentuoso gruppo di studenti di Conservatorio. Lo stesso Misuraca si è laureato con lode al Conservatorio G. Verdi di Milano, dove ottiene nel 2015 anche il primo Premio del Conservatorio G. Verdi. L’artista, peraltro, non è nuovo al pubblico cinematografico: nel 2016 entra a far parte del cast del film Disney Come diventare grandi nonostante i genitori (regia di Luca Lucini), avviando un duplice, non comune fortunato percorso di carriera.

Il programma del suo recital rivela una personalità audace e avventurosa, di chi sa prendere rischi sapendo di poter contare su basi solide. Misuraca prende le mosse dalla Sonata op.27 n.2, Al chiaro di luna di Beethoven,  opera che nella inconsueta disposizione dei suoi movimenti – Quasi una fantasia recita il suo sottotitolo –  nella scelta della tonalità (do diesis minore), nella scelta dei timbri e delle dinamiche celebra  finalmente il moderno pianoforte – ha scritto nel 1802 la Allgemeine Musikalische Zeitung – «in ciò ch’esso ha di eccellente e di suo particolare».  Seguono le Variations serieuses op.54di Mendelssohn che, partendo un tema calmo e riflessivo in re minore si snodano in 17 quadri emotivamente sempre più coinvolgenti, la cui temperatura passa senza soluzione di continuità dall’allure “seriosa” dichiarata dal titolo al un umore “stürmich”, quasi tragico, senza mai perdere la nobiltà di tratti e il contegno formale che caratterizza l’intera opera di Mendelssohn.

Il Basso ostinato è forse la composizione pianistica più conosciuta di Rodion Shchedrin. Brano breve, di carattere polifonico, intreccia due linee melodiche, le ottave al basso oggetto dell’ostinato (e molto) e la linea superiore dall’andamento “improvvisato” (che tradisce gli ascolti jazz del compositore), sommando in un brano scritto per ottemperare alle necessità della seconda edizione del Čiaikovkij Competition, difficoltà tecnica, ricerca formale, umorismo e sarcasmo. Di carattere brillante e virtuosistico, lo Scherzo e marcia dalla Rapsodia Ungherese n.13  di Liszt, prelude alla conclusione su due Momenti musicali, o. 16 di Rachmaninoff di carattere contrastante: il  n.3, in si minore, cantabile, carico di pathos, il più “russo” dell’intera raccolta e il n. 4, Presto, in mi minore, sfavillante, che alludendo ai Preludì e Studi chopiniani, fornisce al pianista un banco di prova di resistenza e precisione che non preclude, all’interprete, di librarsi in slanci emotivi, e sentimentali.

Il progetto ClassicAperta è realizzato grazie al contributo in cofinanziamento di Fondazione Cariplo, al coordinamento di tutti gli enti coinvolti e soprattutto al lavoro di numerosi volontari con solide esperienze professionali.

L’Associazione per MITO Onlus presieduta da Margherita del Favero, dal maggio 2016 sostiene, affianca e arricchisce le attività sociali del Festival Internazionale MITO SettembreMusica ed è stata voluta e incoraggiata dalla Presidente del Festival MITO Anna Gastel.
L’Associazione può contare sul supporto del Comune di Milano e su una fitta rete di Istituzioni pubbliche che attraverso il proprio sostegno rendono possibili le attività: Municipi, Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano, Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, Case Circondariali-Ministero Giustizia, Istituti Scolastici pubblici di Milano.

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