“Fateme cantà” è il nuovo singolo di Ultimo. Recensione, video e testo

“Fateme cantà” (Honiro, distribuzione Believe) è il nuovo singolo di Ultimo, un brano per la prima volta scritto in romanesco, che arriva dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con “I tuoi particolari”, già disco d’oro, e le polemiche seguite al secondo posto del cantautore. La canzone ha già conquistato la posizione #1 su iTunes e sarà contenuta nel disco “Colpa delle favole”, in uscita il prossimo 5 aprile.

Con la sua penna poetica e vera allo stesso tempo, capace di raccontare realtà e sentimenti come pochi altri, Ultimo fotografa in modo diretto e senza giri di parole la sua passione per la musica intesa nel senso piu’ vero del termine, cioè cantare per regalare emozioni agli altri e per parlare dei problemi quotidiani in cui tutti possiamo ritrovarci, e non come fama e luci della ribalta, che anzi lo infastidiscono perchè è un mondo in cui non si rispecchia (Fateme cantà che non c’ho voglia di stà con sta gente/che me parla ma non dice niente, eh/ fateme cantà che me sento anche un pò innervosito/ da sta gente che me chiede una foto/io vorrei parlarglie de loro, oh/ Eh, fateme cantà/pe l’amici che ho lasciato ar parcheggio/io che quasi me ce ne sento in colpa/de ave’ avuto sto sporco successo/che amico sul palco e t’ammazza nel resto).

“Fateme Cantà” è una canzone manifesto che rappresenta appieno Niccolò, un ragazzo semplice, riservato, che non ama apparire e che preferisce parlare attraverso la musica perchè con quella riesce ad arrivare al cuore delle persone e a far capire chi sia veramente (Fateme cantà/nun so bono a inventamme i discorsi/sbaglio i modi/i toni, anche i tempi/parlo piano manco me sentiresti eh eh eh).

Il singolo è accompagnato dal videoclip firmato dal regista Emanuele Pisano che vede, nel finale, la straordinaria partecipazione di Antonello Venditti, segno del profondo legame tra la storica tradizione musicale romana e la nuova scena cantautorale della città.

Questo il testo di Fateme Cantà:

Che giornata, che giornata
so distrutto eh
so distrutto
cameriè portame el vino

Fateme cantà
che non c’ho voglia de sta con sta gente
che me parla
ma non dice niente eh eh eh

Fateme cantà
che me ne sento anche un po’ innervosito da sta gente
che me chiede na foto
io vorrei parlaje de loro oh oh oh

Fateme cantà
sto a impazzì presso a troppe esigenze
c’ho bisogno all’appello
de dì che so assente

Eh, fateme cantà
pe l’amici che ho lasciato ar parcheggio
io che quasi me ce ne sento ‘ncolpa
de ave’ avuto sto sporco successo
che amico sul palco e t’ammazza nel resto

Fateme cantà
nun so bono a inventamme i discorsi
sbaglio i modi
i toni, anche i tempi
parlo piano manco me sentiresti eh eh eh

Fateme cantà
che a ste cene con questi in cravatta
parlo a gesti nun so la loro lingua eh eh eh

Fateme cantà per quel tizio che non c’ha più er nome
sta per strada elemosina un core
pe’ quel padre che se strigne l’occhi
davanti a suo figlio pe’ proteggeje i sogni

Fateme cantà
pe’ sti gatti che aspettano svegli
un motore pe’ stassene caldi
pe’ i ricordi che me spezzano il sonno
e a letto me fanno girà come un matto
un matto un matto

di Francesca Monti

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