Intervista con Fiona May, in scena all’Off/Off Theatre di Roma con lo spettacolo “Maratona di New York”: “Affronto ogni sfida senza paura, cercando di dare il massimo”

Affronto ogni sfida senza paura, prendo ogni cosa seriamente e mi impegno per fare bella figura“, afferma Fiona May, una carriera sportiva leggendaria alle spalle, due volte campionessa mondiale di salto in lungo, due volte argento olimpico, detentrice del record italiano di salto in lungo sia outdoor che indoor, e ora grande protagonista insieme all’attrice toscana Luisa Cattaneo dello spettacolo “Maratona di New York” di Edoardo Erba, uno dei testi teatrali contemporanei più rappresentati al mondo, in scena all’OFF/OFF Theatre di Roma fino al 3 marzo 2019, con un nuovo allestimento al femminile, con la regia di Andrea Bruno Savelli.

Per Fiona May si tratta del debutto teatrale dopo aver partecipato alla trasmissione televisiva condotta da Milly Carlucci “Ballando con le stelle”, danzando insieme all’insegnante Raimondo Todaro, aver recitato nelle fiction “Butta la luna” e “Butta la luna 2”, in onda su Raiuno e dirette da Vittorio Sindoni, essere stata protagonista del cortometraggio Guinea Pig (La Cavia) del regista Antonello De Leo, patrocinato da Amnesty International, con il quale ha vinto il Globo d’Oro come migliore attrice.

“Maratona di New York” è una sfida fisica per tutti gli attori che l’hanno portata in scena, impegnati a correre per l’intera durata della pièce. Da una parte c’è la leader, nella corsa così come nella vita, donna determinata, sicura e invincibile, dall’altra la sua amica, più insicura, impaurita, fortemente legata ad un passato dal quale non riesce a separarsi. Per tutta la durata dello spettacolo le due donne sviluppano una vera e propria rincorsa verbale, che cresce insieme all’aumentare dei battiti del loro cuore, accompagnandoci lungo il percorso narrativo col battere delle loro suole. Una drammaturgia dallo straordinario impatto emotivo dove il gesto sportivo diventa massima espressione della metafora del percorso della vita.

Abbiamo avuto il grande piacere di fare una chiacchierata con Fiona May, parlando non solo dello spettacolo “Maratona di New York” ma anche di atletica leggera (grazie a Giulia Attucci e all’Ufficio Stampa Carla Fabi e Roberta Savona).

Fiona May e Luisa Cattaneo - Maratona di New York_Rid

Fiona, il 26 febbraio ha debuttato all’Off/Off Theatre di Roma con lo spettacolo “Maratona di New York”. Cosa l’ha spinta ad intraprendere questa nuova sfida?

“Lo scorso anno Andrea Bruno Savelli mi ha chiesto di prendere parte a questo spettacolo, io ne sono stata lusingata ma non sapevo se sarei stata all’altezza, poi ho letto la sceneggiatura e mi ha conquistato, quindi ho deciso di accettare questa nuova sfida e prendere parte a “Maratona di New York”, che rappresenta il mio debutto teatrale”.

Uno spettacolo che è anche una prova di resistenza visto che lei e Luisa Cattaneo correte per tutta la durata della pièce. Come si è preparata?

“Correre e recitare contemporaneamente non è stato semplice. Mi sono allenata sia fisicamente che mentalmente. Abbiamo fatto anche due prove nello stesso giorno e in estate non c’era l’aria condizionata… E’ stato un grande lavoro di squadra in cui ognuno ha dato il massimo”.

Lei e Luisa Cattaneo interpretate due donne caratterialmente molto diverse ma legate da un’amicizia che cresce sempre di piu’ e diventa importante anche per affrontare i problemi della quotidianità…

“Luisa ed io interpretiamo due donne diverse, con caratteri differenti, una piu’ forte, determinata, che guarda al futuro, l’altra piu’ insicura e legata al passato, che sono diventate amiche e affrontano le difficoltà tipiche della vita, parlano, discutono e a volte litigano. E’ uno spettacolo che dura 50 minuti. Andrea è riuscito ad adattare al femminile una pièce che in origine era maschile raccontando com’è cambiato nel tempo il ruolo della donna”.

fiona

Sarete in scena fino ad aprile. C’è il progetto di proseguire con una tournée di “Maratona di New York” anche nella prossima stagione?

“Ci sono tante prospettive e tante richieste, quindi faremo sicuramente altre date. Non pensavo ci fosse questo grandissimo interesse e mi fa molto piacere. E’ uno spettacolo diverso dal solito, particolare, forse è questo il segreto”.

In passato ha fatto delle esperienze televisive prendendo parte a Ballando con le stelle e recitando nella serie “Butta la luna”. Cosa le hanno lasciato?

“Ogni esperienza è stata diversa e mi ha lasciato bei ricordi e un interessante bagaglio di conoscenze. Io arrivo dal mondo dello sport e sto imparando giorno dopo giorno per cercare di fare al meglio le cose. Tanti hanno criticato il fatto che fossi stata scelta per questo spettacolo teatrale, poi mi hanno vista in scena a Todi e hanno cambiato idea. Il teatro è diverso dalla tv come il salto in lungo è diverso dalla maratona. Io affronto ogni sfida senza paura, prendo ogni cosa seriamente e mi impegno per fare bella figura. Mi piace diversificare e confrontarmi con ambiti differenti”.

L’emozione prima di salire sul palco è diversa da quella provata prima di una gara di salto in lungo?

“E’ uguale, in entrambi i casi si tratta di una performance, è una gara, devi fare bene, non puoi sbagliare, se sbagli perdi. Si è sempre nervosi, c’è il riscaldamento, bisogna concentrarsi e a fine spettacolo capisci se è andata bene e dove si può migliorare”.

MAY_Fiona

credit foto Fidal

Nella sua straordinaria carriera sportiva ha vinto tantissime medaglie, tra cui due titoli mondiali. C’è una vittoria a cui è piu’ legata?

“No, per me sono tutte uguali, ci sono storie diverse dietro ogni medaglia, quindi sono tutte speciali”.

Cosa ne pensa dell’attuale momento dell’atletica leggera italiana?

“Non c’è stato un miglioramento come si auspicava, spero che le nuove generazioni facciano bene e che possano essere competitive contro il resto del mondo, ci sono tante piccole nazioni che dieci anni fa praticamente non erano ai nostri livelli e ora sono avversarie forti e piu’ avanti di noi nei risultati. Bisogna cambiare approccio per dare la possibilità agli atleti italiani di essere competitivi”.

Cosa manca all’atletica leggera italiana per tornare competitiva come un tempo?

“Manca tutto, devono cambiare tante cose, dalla federazione agli allenatori, alla maggiore valorizzazione degli atleti, i media devono seguire di piu’ le gare. Poi c’è il problema delle scuole, tanti ragazzi sono costretti a scegliere tra lo studio e lo sport. Già dieci anni fa avevo detto queste cose, ma ancora siamo un po’ indietro rispetto agli altri paesi”.

Per chiudere, tornando allo spettacolo teatrale, ha mai pensato di cimentarsi nella maratona di New York?

“No, non ci penso proprio (ride)”.

di Francesca Monti

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