Enzo Savastano live a Roma a Na Cosetta, sabato 2 marzo

Re indiscusso della canzone neomelodica, Enzo Savastano è la sorpresa più originale di questi ultimi anni. In lui c’è l’italiano medio che si incarna nel neomelodico e integra la realtà col surreale, il vero con la fantasia, il concreto con l’astratto. La sua ascesa è stata rapidissima, un fenomeno partito dal web che ha conquistato e convinto in poco tempo anche tutto il mondo della musica indie.

Il progetto nasce nel 2012 dall’inutile esigenza di Antonio De Luca e Valerio Vestoso (che ne scrive i testi) di dar vita ad un cantante fantasma in grado di beffeggiare la musica leggera italiana col filtro della neomelodia. La mera maschera, col tempo, ha costruito un suo universo fatto di personaggi bizzarri, contesti improbabili e aneddoti surreali, tesi a mescolare le prodezze di un passato mai vissuto con l’attualità di un presente invivibile. Ne è derivato un mostro autonomo in cui molti si riconoscono, a svantaggio della propria reputazione. Questa tendenza a bazzicare l’alto e il basso, il sacro e il profano della musica, l’ha portato ad incontrare la complicità di grandi nomi dell’intrattenimento: da Daniele Sepe a Calcutta, da Stefano Bollani a Brunori Sas, tutti accomunati dalla sacrosanta vocazione a prendersi in giro.

Le sue canzoni sono raccolte con ironia nella sua opera prima “Io sono con voi”, album diviso in due distinti momenti, l’Antico Testamento degli esordi, e il Nuovo Testamento, più strutturato e preciso vestendo di ironia tutti i generi musicali che hanno la sfortuna di imbattersi sul suo cammino di conversione.

Così “Reggae Neomelodico” fonde le sonorità giamaicane con i luoghi comuni di cui si impregnano i centri sociali; “Una canzone indie” si prende gioco dell’universo di locali scuri e fumosi in cui la musica indipendente sopravvive alle intemperie del mainstream, e “Le mogli dei cantanti famosi” immagina la vita sacrificata di chi ha deciso di dedicare la propria esistenza ad un partner troppo impegnato sui palchi per occuparsi di lavatrici e spesa. Savastano affronta questi e altri temi con l’umorismo raffinato della volgarità dichiarata che, rasentando l’imperfezione, diviene accessibile a tutti.

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