Francesco Piccolo ospite del MIC il 20 marzo

Mercoledì 20 marzo alle ore 18.30, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta un incontro speciale con lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo che presenta il suo ultimo romanzo L’animale che mi porto dentro (Einaudi, 2018).

Dopo la presentazione del libro, seguirà la proiezione del film Malizia (1973) di Salvatore Samperi, con protagonista Ignazio, commerciante di tessuti, rimasto da poco vedovo e intenzionato a far diventare l’avvenente cameriera Angela (interpretata da Laura Antonelli) la sua seconda moglie.

L’evento è ad ingresso libero con Cinetessera 2019.

Francesco Piccolo (1964) è scrittore e sceneggiatore (fra i tanti, Agata e la tempesta di Soldini, Caos Calmo di Grimaldi, Habemus Papam di Moretti, Il capitale umano di Virzì, Il nome del figlio della Archibugi). Ha inoltre sceneggiato la serie tv L’amica geniale, tratta dall’omonimo best seller dell’autrice Elena Ferrante. Per Einaudi ha pubblicato, oltre a Il desiderio di essere come tutti (Premio Strega 2014), La separazione del maschio (2008), Momenti di trascurabile felicità (2010), Momenti di trascurabile infelicità (2015). Negli Einaudi Tascabili sono stati riproposti Storie di primogeniti e figli unici (2012), Allegro occidentale (2013) e L’Italia spensierata (2014).

«Se c’è qualcosa che mi dispiace molto, se ho un dolore fisico, se ho una scadenza, se devo risolvere un tarlo interiore, se ho dei dubbi, se ingrasso, se mi colpisce un lutto molto doloroso, se faccio un incidente per strada – ignoro; ignoro tutto. Vado avanti, non voglio intoppi. Continuo».

Quella che Francesco Piccolo racconta è la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco – e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. La lotta indecidibile e vitale tra l’uomo che si vorrebbe essere e l’animale che ci si porta dentro. Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c’è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti piú impensati. «Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?» In un mondo da sempre governato dai maschi, capirli è la chiave per guardare piú in là. Per questo il racconto si nutre di tutto ciò che incontra – Sandokan e Malizia, i brufoli e il sesso, l’amore e il matrimonio, l’egoismo e la tenerezza – in un andamento vivissimo ma riflessivo, a tratti persino saggistico, che ci interroga e ci risponde, fino a ridisegnare il nostro sguardo.

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