Bif&st 2019 – Paola Cortellesi protagonista della prima Masterclass: “Fare l’attrice mi permette di vivere tante vite diverse”

Nell’ambito della 10a edizione del Bif&st al Teatro Petruzzelli di Bari, Paola Cortellesi è stata protagonista della prima Masterclass nel corso della quale ha raccontato la nascita del film “Come un gatto in tangenziale”, ma anche del suo ultimo lavoro attualmente al cinema “Ma cosa ci dice il cervello”.

L’amatissima attrice ha ricevuto il Federico Fellini Platinum Award dalle mani del Direttore Felice Laudadio: “Un premio intitolato a Fellini, consegnato su un palco prestigioso come questo e con una tale motivazione: vabbè, io ora vi saluto e me ne vado a casa!”, ha detto la Cortellesi con la sua consueta ironia.

“Come un gatto in tangenziale è nato da una esperienza personale che ha visto me e mio marito, il regista Riccardo Milani, alle prese con una storia tra la seconda figlia del suo primo matrimonio e un ragazzo del quartiere Bastogi di Roma, un quartiere difficile. Con Riccardo eravamo inizialmente un po’ preoccupati poi abbiamo capito che stavamo discriminando luoghi e persone. Poi abbiamo conosciuto i genitori del ragazzo ed è andato tutto bene. Il mio personaggio è la somma di tante donne che ho conosciuto, anche le mamme delle mie compagne di quando vivevo in periferia”, ha raccontato l’attrice parlando di “Come un gatto in tangenziale”.

Nel corso dell’incontro Paola Cortellesi e David Grieco hanno ricordato Raffaella Fioretta, che del Bif&st è stata per tanti anni Responsabile del Cerimoniale e che è scomparsa alcuni mesi fa e hanno poi parlato della nuova commedia “Ma cosa ci dice il cervello”: “La commedia offre la possibilità di affrontare anche aspetti tragici, le miserie, l’ignoranza, di parlare del reale ma con ironia. La commedia sociale ti lascia ironizzare sulle cose, il che non significa essere superficiali. Parlare di cose brutte con ironia è difficile, quando ci riusciamo è importante perché il pubblico si diverte ma ha anche spunti per dialogare e riflettere”.

L’attrice ha infine raccontato come è nata la sua passione per la recitazione: “Sono sempre stata una persona molto curiosa. Da giovanissima avevo la possibilità di diventare una cantante ma avrei dovuto scegliere un solo genere mentre fare l’attrice consente di fare tutto, di vivere tante vite. Quando ho cominciato a fare cinema ho pensato di puntare sull’umorismo, che è sempre stato prerogativa degli attori uomini. Monica Vitti è stata una felice eccezione. Oggi ho la possibilità di essere una protagonista e sono grata ai produttori per questo, ma devo dire che ho costruito il mio percorso passo dopo passo da sola. Spero che le donne non debbano essere ostinate come lo sono stata io per raggiungere il loro obiettivo”.

credit foto Bif&st

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