Roberto Giacobbo torna su Retequattro da mercoledì 22 maggio, con la seconda edizione di «Freedom – Oltre il confine»

Roberto Giacobbo torna su “Retequattro” da mercoledì 22 maggio, con la seconda edizione di «Freedom – Oltre il confine», otto appuntamenti in onda in prima serata per proporre divulgazione storica, scientifica e archeologica.

Al comando del programma, l’insostituibile e inarrestabile Roberto Giacobbo, giornalista sempre in cerca di permessi speciali, chiavi che aprano luoghi inaccessibili e tunnel da esplorare. La rete diretta da Sebastiano Lombardi rinnova così il proprio impegno nel garantire ai telespettatori una programmazione ricca e diversificata, che vede in «Freedom» una delle punte di diamante del palinsesto.

Per questa nuova serie, Giacobbo e il suo team si sono recati in Egitto, Gran Bretagna, Stati Uniti, Romania, Cina senza tralasciare l’Italia, con reportage da Lombardia, Campania, Puglia, Toscana, Veneto, Piemonte, Liguria, Marche, Abruzzo, Puglia, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna.

I #giacobbers e i nuovi adepti delle avventure di «Freedom» ritroveranno la passione e la cura con le quali il divulgatore e il suo team di 33 persone – di cui 14 per le riprese in trasferta – confezionano un programma diventato un appuntamento classico anche tra i social (e i cui follower hanno eletto a beniamino Omar, l’operatore steady-cam che segue Giacobbo fin nei cunicoli più insidiosi).

«Freedom» vive anche delle migliori tecnologie disponibili sul mercato, di macchine da presa e lenti cinematografiche configurate per ottenere il massimo dei dettagli in 4K, dell’uso della realtà aumentata, di scanner 3D e laser, di modelli a nuvole di punti.

E di microcamere, fotocamere leggere, action cam e nove telecamere UHD – una di queste, autentico gioiellino, montata su un mini-track targato «Freedom» -, che lavorano in simultanea con droni di ultima generazione.

Il risultato è un prodotto originale e stimolante, spettacolare, dai colori vividi, colmo di punti di vista originali e interviste con i massimi esperti di ogni settore e con i testimoni dei fatti raccontati.

Tra le curiosità di «Freedom», da segnalare quella denominata Armaggedon: al termine di ogni puntata, tutte le persone che hanno lavorato all’episodio vengono mostrate in una spettacolare sequenza in slow-motion.

«Freedom – Oltre il confine» è un programma di Roberto Giacobbo, scritto con Irene Bellini, Valeria Botta, Massimo Fraticelli e Marco Zamparelli. Alla regia, Ico Fedeli e Anna Rita Mineide.

Per Mediaset, curatela di Elsie Arfaras e produzione esecutiva di Monica Paroletti.

Sinossi prima puntata

In questo mese ricorrono 500 anni dalla morte del Genio per antonomasia: Leonardo da Vinci.

E la seconda serie di «Freedom» parte proprio dal Cenacolo Vinciano, per una visita che sarà un’esperienza televisiva come mai prima d’ora. Quello che quasi nessuno sa è che anche Leonardo ha mandato un curriculum vitae per trovare un lavoro: lo prova la lettura del documento originale, uscito per l’occasione dalla cassaforte che lo custodisce. Insieme a un esperto in formazione che collabora con il Ministero dell’Istruzione, Giacobbo spiega la straordinaria modernità di questo cv.

Roberto Giacobbo torna anche in Egitto, dove ritrova l’archeologo Zahi Hawass. Lo scopo è mantenere una promessa fatta nell’ultima puntata della prima stagione: percorrere il tratto finale del tunnel nascosto dietro al Sarcofago di Seti I. I due avevano già tentato l’impresa 15 anni fa: a impedir loro di arrivare fino in fondo fu una frana. Uscirono dal tunnel un attimo prima che fosse troppo tardi. Come andrà questa volta? Dove conduce questo tunnel? E perché è stato costruito?

Il Papa, oggi e ancor di più in passato, è un uomo con uno straordinario potere. Eppure c’è stato chi ha rinunciato al soglio pontificio… è Pietro da Morrone il frate eremita che decise di non essere Celestino V. In Abruzzo, molte tracce di quest’uomo misterioso si trovano in eremi immersi nella natura selvaggia. Giacobbo li ha raggiunti con una delle novità della serie: il truck di «Freedom». Quando il terreno si fa impervio e i normali mezzi non possono arrivare, serve un valido alleato…

In chiusura, una delle più classiche avventure à la Giacobbo: il giornalista e divulgatore entra in una stretta fenditura, imbracato perché sull’orlo di un precipizio. Qual è il motivo?

Svelare – dal suo interno – un ponte romano: tale collegamento è parte di uno degli acquedotti più importanti del mondo e si trova a due passi dalla Villa dell’Imperatore Adriano a Tivoli. Di questo stesso acquedotto fa parte anche il “Gigante dell’acqua”, un monumento che ha sfidato i millenni e che oggi rischia di andare perduto. «Freedom» lo ha raggiunto nella speranza di salvarlo.

Prossimamente

• La nascita del periodico di «Freedom».

• Le puntate di «Freedom» made for “Focus” TV.

• Il ritorno di «Freedom-Day Time» nel sabato pomeriggio di Retequattro.

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