Con la quinta puntata, dedicata alla libertà di stampa, si conclude il programma L’ora di legalità di Loris Mazzetti, in onda su Rai3 sabato 15 giugno alle 18.00

Con la quinta puntata, dedicata alla Libertà di stampa, si conclude il programma L’ora di legalità di Loris Mazzetti, in onda su Rai3 sabato 15 giugno alle 18.00. Quando in un Paese si ritiene che sia importante parlare di legalità affrontando il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e quando vi è l’esigenza di sottolineare che la stampa deve essere libera e non soggetta a censure, probabilmente l’Art. 21 della Costituzione vive un momento di profonda crisi. È realmente così? Mazzetti ne parla con Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, artista da sempre impegnato contro la mafia, per l’antimafia, testimone con il suo lavoro di Legalità, autore del film:  “La mafia uccide solo d’estate”, considerato uno dei più importanti messaggi contro la mafia degli ultimi anni.

Lo scrittore Erri De Luca parlerà del giornalismo ricordando Indro Montanelli e  la tv di Enzo Biagi sempre dalla parte del telespettatore.
Le “Parole della Legalità” che introducono la puntata sono affidate agli studenti del corso di “Mafie e antimafia” della professoressa Stefania Pellegrini dell’Università di Bologna. Nel loro dialogo si ricordano i tanti, troppi giornalisti che per le loro inchieste hanno dovuto fare i conti con la barbaria mafiosa. Come tanti sono gli operatori dell’informazione che in zone di guerra hanno perso la vita nel tentativo di raccontare le ragioni dei conflitti e dare voce alle popolazioni vessate. Il più delle volte questi giornalisti rischiano di essere uccisi due volte: la prima dalle bombe e dai mortai, la seconda dall’indifferenza e dalla mancanza di memoria – come purtroppo è successo ai colleghi Enzo Baldoni in Iraq nel 2004 e a Raffaele Ciriello nel 2002 a Ramallah.
Mazzetti ricorda con Lucia, Elisa e Rino – sorella, mamma e padre di Andrea Andy Rocchelli – il fotoreporter ucciso in Ucraina il 24 maggio 2014, assieme al giornalista russo attivista per i diritti umani Andrej Mironov. Stavano documentando le sofferenze della popolazione civile stretta nella morsa del conflitto tra separatisti filorussi ed esercito ucraino. Oltre 10 mila i morti secondo l’Onu. Le foto di Rocchelli sono state pubblicate su testate nazionali e internazionali. Nel luglio 2017 le indagini hanno portato all’arresto di Vitaly Markiv un cittadino italiano di nazionalità ucraina, un cecchino della Guardia nazionale di Kiev attualmente sotto processo a Pavia per l’omicidio di Rocchelli, mentre la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Associazione Lombarda dei Giornalisti si sono costituite parte civile ne processo. La famiglia, attraverso il programma chiede  giustizia e verità.

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