Paola Turci a Fuoricinema Fuoriserie: “Siamo io quando nasciamo e moriamo ma siamo noi durante il corso della nostra vita”

Paola Turci, raffinata cantautrice che da oltre trenta anni regala emozioni con le sue canzoni, è stata protagonista di un intenso incontro dal titolo “La mia musica, le mie passioni”, moderato da Pasquale Elia, giornalista del Corriere della Sera, nell’ambito di Fuoricinema Fuoriserie, il prestigioso festival che si tiene a Milano all’Anteo e al Chiostro dell’Incoronata dal 20 al 23 giugno.

Nel corso della chiacchierata, che si è aperta sulle note di “La vita che ho deciso”, brano contenuto nel disco “Il secondo cuore” uscito nel 2017, Paola Turci ha parlato della sua carriera ma anche della sua rinascita personale e del rapporto con suo padre: “Ci siamo sempre rispettati. Gli ultimi anni ma soprattutto gli ultimi istanti della vita di mio padre sono stati importanti per me. Da quando se ne è andato non volendo è tornato nella mia vita nei momenti in cui non mi aspettavo che arrivasse. Lui veniva a vedere i concerti, mi apprezzava come cantante e autrice di certe canzoni, non di tutte, però è apparso dentro di me quando sono andata a Sanremo nel 2017 prima di salire sul palco con Fatti bella per te, è arrivato con La vita che ho deciso, e poi prepotentemente con L’ultimo ostacolo, il brano che ho portato al Festival di Sanremo 2019“.

Paola ha quindi raccontato dell’istante in cui ha capito l’importanza di avere qualcuno accanto, perchè non siamo mai soli, c’è sempre qualcuno pronto a sostenerci e a tenderci una mano: ““L’ultimo ostacolo” era già un provino e parlava d’altro, non aveva nemmeno questo titolo, ma quando l’ho sentita e iniziava con le parole “Fermati che non è l’ora dei saluti” ho ripensato al momento in cui ho salutato mio padre e allora l’ho riportato a me. In quell’istante ho capito che in questi anni di lavoro su me stessa attraverso la biografia Mi amerò lo stesso, attraverso il disco Io sono è esplosa la consapevolezza che siamo noi non io. Siamo io quando nasciamo e moriamo ma siamo noi durante il corso della nostra vita. Abbiamo, cerchiamo e vogliamo sempre qualcuno accanto a noi di cui fidarci, su cui contare, che sia un padre, un amico, un compagno, una figlia. Non siamo mai soli, non vogliamo essere soli. Questo lavoro su me stessa è stato curativo per liberarmi dalle mie paure, dalle mie insicurezze legate all’incidente. L’amore verso quelle persone a cui hai voluto bene, che ti sono state vicino, anche se magari non sei riuscita ad esprimerlo fino in fondo alla fine viene fuori. L’assenza si trasforma in una presenza diversa“.

Questa rinascita personale e questa ritrovata serenità traspaiono anche dall’ultimo disco uscito a marzo, “Viva da morire”, in cui la cantautrice brilla di una nuova luce, quella di una donna che ha scelto di essere felice: “La consapevolezza di me stessa è stata la molla che ha permesso di trasformarmi. Oggi mi sento migliore, mi sono liberata da tante paure. Dobbiamo amare noi stessi. Possiamo piacere agli altri se innanzitutto siamo delle belle persone dentro“.

E poichè il tema di Fuoricinema Fuoriserie è l’amore declinato in tutte le sue sfumature Paola Turci, da sempre attiva nelle battaglie sociali, ha mandato un messaggio importante: “Tutte le persone, indipendentemente che siano single, sposate, coppie eterosessuali o omosessuali se lo desiderano hanno il diritto di essere madri o padri. Lotterò per far sì che questo diritto venga rispettato“.

Un incontro ricco di parole interessanti e di bella musica, perchè Paola Turci è una delle poche artiste ad essere profonda e mai banale, sia quanto canta sia quando parla.

F.M.

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