Intervista con Beppe Convertini: “E’ un onore condurre La Vita in Diretta Estate. Vedere la felicità dei bambini che ho incontrato nelle missioni umanitarie mi ha fatto sentire utile e vivo come non mai”

Tra i protagonisti del day time estivo targato Rai c’è Beppe Convertini, per la prima volta in veste di conduttore de La Vita in Diretta Estate in coppia con Lisa Marzoli.

Artista versatile, in oltre trenta anni di carriera ha spaziato dal cinema alle serie tv, dal teatro alla radio, ed ora con la sua eleganza e il suo sorriso è entrato nel cuore del pubblico del pomeriggio di Rai 1.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Beppe Convertini parlando non solo de La Vita in Diretta Estate ma anche del suo impegno nel sociale e delle missioni umanitarie per Terre des Hommes.

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Beppe, sei per la prima volta alla conduzione di La Vita in Diretta Estate, che sta riscuotendo grandi ascolti da parte del pubblico…

“E’ un sogno che si è realizzato e ringrazio il direttore di Rai 1 Teresa De Santis che ha creduto in me. E’ un onore e un grande piacere condurre un programma come La Vita in Diretta Estate in cui vengono raccontate storie che riguardano tutti e che entrano nel piu’ profondo dell’anima delle persone. E’ una trasmissione in cui si parla di attualità, ma anche di costume, spettacolo, estate. Voglio ringraziare di cuore il pubblico perchè ci sta  seguendo con grande affetto, abbiamo battuto il record di ascolti di tutta la stagione 2018/2019 de La Vita in Diretta e siamo felicissimi”.

Si è creato un bel feeling anche con la tua compagna di conduzione Lisa Marzoli…

“Sì, c’è un grande feeling con Lisa, è una gioia lavorare insieme, la stimo molto, è una grande professionista e una persona perbene”.

Tra le storie di questi primi giorni alla conduzione de La Vita in Diretta Estate ce n’è una che ti ha maggiormente colpito?

“Sicuramente l’intervista con Angelo Licheri, l’uomo che 38 anni fa tentò di salvare la vita ad Alfredino Rampi, il bambino precipitato in fondo a un pozzo a Vermicino. A quel tempo ero piccolo ma è una storia che ha commosso l’Italia, tutti speravamo si salvasse. La commozione di quest’uomo durante l’intervista, il suo pianto per non essere riuscito a salvare Alfredino mi hanno commosso, sono andato ad abbracciarlo, ho sentito i brividi per il fatto che questo eroe si sentisse in colpa nonostante abbia rischiato la vita per aiutare un bambino. Mi ha toccato il cuore e credo anche quello del nostro pubblico”.

Come ti sei preparato per affrontare questa nuova avventura professionale?

“Faccio da trenta anni l’attore e il conduttore, in questa nuova sfida ho cercato di mettere la mia passionalità, la mia conoscenza, il mio essere un uomo curioso che vuole imparare, crescere, maturare, migliorarsi come persona e come professionista, ma anche il rispetto, il garbo e l’educazione, valori che mi sono stati trasmessi dalla famiglia. Cerco di cogliere il lato positivo della vita, l’essenza, la gioia di vivere, ringraziando Dio che ci dà ogni giorno la possibilità di vivere. Quindi cerco di fare ogni cosa con sensibilità, con la voglia di emozionarmi ed emozionare, con il sorriso”.

Qual è la notizia che ti piacerebbe dare nel corso della trasmissione?

“Ce ne sono tantissime, ma avendo fatto delle missioni umanitarie in Birmania e in Siria con Terre des Hommes, vorrei annunciare che la guerra siriana è davvero finita, che dopo centinaia di migliaia di morti c’è finalmente la pace, ma anche notizie belle che riguardano l’Italia, mi piacerebbe dire che la disoccupazione giovanile è diminuita, con reali opportunità di lavoro per i ragazzi. Oppure come è successo qualche giorno fa, dare una notizia sportiva che ci rende fieri e felici come l’assegnazione delle Olimpiadi Invernali 2026 a Milano e Cortina. In generale mi piace raccontare storie positive e guardare avanti con ottimismo. Un’altra notizia che vorrei dare è che il numero delle famiglie povere fosse in diminuzione e non raccontare piu’ di femminicidi o di qualsiasi forma di violenza nei confronti del prossimo”.

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Hai partecipato a diverse missioni umanitarie come volontario di Terre des Hommes. Cosa puoi raccontarci a riguardo?

“Ho preso parte a due missioni umanitarie nei campi profughi di Arsaal, in Libano e Zarqa, in Giordania e a una in Birmania e mi sono occupato in particolar modo dei bambini che rappresentano il nostro futuro. Questi bimbi, di cui parlo attraverso le foto e con i diari di bordo nel mio libro, sono i bambini di nessuno, che non hanno futuro perchè nessuno si occupa di loro. I bambini siriani sono per la maggior parte profughi e orfani. Noi cerchiamo di aiutarli nella vita quotidiana, rendendola normale, con l’assistenza medica, l’istruzione, la possibilità di fare attività sportive. Un’altra questione che ho trattato in Birmania è quella dei Rohingya che vengono trucidati dalle forze di sicurezza birmane nonostante sia al potere Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace. Anche lì i bambini non hanno futuro, vivono in condizioni igienico-sanitarie assurde, fanno accattonaggio per sopravvivere o devono approvvigionarsi nelle discariche intorno alle quali sono costruite le baraccopoli. Cerchiamo di dare una speranza a questi bambini”.

Qual è il momento piu’ emozionante che hai vissuto nel corso di queste missioni?

“Porterò sempre nel cuore i sorrisi e gli sguardi di questi bambini perchè quando giocavo insieme a loro mi vedevano come un piccolo supereroe, infatti nessuno dei grandi fa questo perchè hanno la testa martoriata dalla guerra, dalla carestia, da altri drammi. il gioco diventava il linguaggio universale anche senza parlare la stessa lingua. La loro felicità mi rendeva un uomo fortunato, mi sono sentito utile e vivo come mai nella vita. Ed è una cosa bellissima”.

Cinema, tv, teatro, radio, qual è l’ambito nel quale ti senti piu’ a tuo agio?

“Sono legato a tutti i lavori che ho fatto, dai piccoli ai piu’ prestigiosi. Che si tratti di radio, tv, fiction, cinema il mio approccio è sempre con lo stesso entusiasmo, con la stessa passione, lo stesso amore, dedicando tempo, energie, impegno, costanza, seguendo il mio motto: crederci sempre”.

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Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Prenderò parte a una missione umanitaria in Mauritania dove affronteremo il dramma dell’infibulazione. Poi girerò l’Italia con la mostra “La loro vita non è un gioco” e per presentare il mio libro “I bambini di nessuno”, edito da Admaiora”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Beppe Convertini

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