Intervista con Metis Di Meo: “Con Il nostro capitale umano vogliamo raccontare storie rappresentative, lanciare un messaggio positivo e far conoscere il mondo delle agenzie del lavoro”

Dal 22 giugno, ogni sabato mattina su Rai 2 va in onda “Il nostro capitale umano”, condotto da Metis Di Meo. Il programma è un interessante viaggio attraverso il mondo del lavoro fra percorsi ed esperienze di lavoratori ed aziende.

In ogni puntata viene posta la lente d’ingrandimento sul contributo delle agenzie del lavoro sul mercato del lavoro stesso, accesi i riflettori sulla formazione e sullo sviluppo delle competenze dei lavoratori, sulla qualificazione professionale, sulla parità di genere e sulle necessità di assunzione delle imprese. Storie reali che la conduttrice ed ideatrice, Metis Di Meo, fa conoscere al pubblico, tra emozioni e riflessioni, per raccontare da vicino il mondo delle agenzie del lavoro.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Metis Di Meo, parlando de Il nostro capitale umano, ma anche dei prossimi progetti, dei suoi luoghi del cuore e del suo passato da attrice.

metis

Metis, nel nuovo programma da te condotto e in onda su Rai 2 “Il nostro capitale umano”, vengono raccontate storie di vita reale e il mondo delle agenzie del lavoro…

“E’ un programma nato un anno fa, ho avuto questa idea venendo a conoscenza di alcune storie umane, molto variegate tra loro, tramite Assosomm (Associazione italiana delle agenzie per il lavoro) e ho pensato che meritassero di essere raccontate. All’inizio mi sono concentrata su quei ragazzi che fanno parte della mia generazione e che hanno seguito un percorso universitario, un po’ per obbligo sociale e famigliare, che non li rappresentava o che avevano scelto la materia ma non avevano idea dell’approccio al lavoro, non avevano la richiesta. Ho molti amici che hanno fatto Giurisprudenza ma non trovano lavoro, il praticantato è sottopagato e quando trovano occupazione a volte non è nemmeno quello che volevano fare. Su trenta laureati in giurisprudenza due fanno gli avvocati… Mi sono resa conto che tante persone non avevano chiaro il tipo di approccio che volevano avere nei confronti del mondo del lavoro, se essere dipendenti, professionisti, imprenditori, cos’erano disposti a fare, quante ore volevano dedicare al lavoro e quanto volevano guadagnare. Quando non c’è la passione si mette davanti il guadagno rispetto ad altre esigenze in quanto lo vedi come una specie di dovere. Allora sono partita proprio dal cercare di capire come i ragazzi potessero fare orientamento e ho scoperto che tramite le agenzie del lavoro c’erano tantissimi corsi di formazione professionale qualificante gratuiti che davano accesso al mondo del lavoro con percentuali importanti. La metà delle persone che esce da questi corsi trova occupazione, perchè le agenzie sono a stretto contatto con le aziende quindi già sanno che dei corsi qualificanti creano professionisti utili. Mi sembrava doveroso raccontare chi fa da tramite tra i lavoratori e le aziende. Da lì sono nati i primi racconti che poi sono andati a spaziare su tutto il mondo del lavoro, da chi ha perso l’occupazione e non ha possibilità di ricollocarsi, a chi ha un sogno imprenditoriale e non l’ha potuto portare a termine e non conosceva i corsi di autoimprenditoria. Volevo raccontare delle storie rappresentative e lanciare un messaggio positivo, dando consigli semplici a chi è o ha qualcuno intorno che si sente sconsolato, confuso e non ha le idee chiare su cosa fare nella vita”.

Un tema, quello del lavoro, che non viene spesso trattato in tv, se non relativamente al problema della disoccupazione…

“E’ vero e quello non è il mio genere di tv, ho lavorato in programmi per bambini in cui si cerca di educare, di dare il buon esempio e non di criticare. Tanto di cappello ai colleghi giornalisti che si occupano di fare inchiesta e di raccontare quello che non va in Italia, però bisogna anche spiegare come fare andare bene le cose e come qualcuno sia riuscito a farle funzionare, dando un esempio positivo. Credo che la tv come servizio pubblico debba dare dei messaggi utili e che questo Il nostro capitale umano”,. Sono una ragazza e una professionista che ama andare nelle scuole, nelle università per le mie associazioni e per mia indole, e parlando con le persone sento che percepiscono un distacco rispetto al mezzo tv che viene visto come un luogo di rabbia, di polemica, di morbosità. I ragazzi puntano a guardare dei media differenti come la rete perchè hanno messaggi veloci, allegri e semplici. Quindi volevo far sì che anche la tv potesse essere giovane, semplice, veloce come la vorremmo io, i miei coetanei e il mio gruppo di lavoro, persone con cui ho lavorato anche in altri programmi. Abbiamo dunque pensato a Il nostro capitale umano guardando la realtà con i nostri occhi”.

Tra le storie che racconti nel programma ce n’è una che ti ha maggiormente colpito?

“C’è chi ti colpisce per motivi emotivi e professionali. In questo momento sono in sala di montaggio e sto lavorando su una storia che mi ha coinvolta emotivamente. E’ quella di un ragazzo calabrese che aveva studiato giurisprudenza per obblighi sociali e famigliari ma che aveva un disinteresse per quel genere di materia. La sua vita è cambiata quando hanno ucciso l’avvocato per cui sua sorella faceva praticantato e dove anche lui doveva andare a lavorare. In quel momento ha capito che non voleva combattere un modello sbagliato ma crearne uno giusto. Voleva raccontare il bello della sua terra con le sue idee, e siccome da sempre aveva la passione dei fumetti voleva creare un luogo di ritrovo sicuro dove i bambini e i ragazzi potessero andare a giocare a scacchi, a dama, condividere idee, disegnare, ma non sapeva come fare. Sua sorella gli disse che nell’agenzia del lavoro c’erano corsi di imprenditoria gratuiti. Nell’arco di due settimane  aiutavano il lavoratore a compilare un bando per ottenere dei fondi che sono a disposizione di tutti e che spesso noi sprechiamo. Questo ragazzo si è appassionato al corso, ha vinto il bando e oggi sta aprendo una fumetteria, un luogo di ritrovo a Lamezia Terme. E’ stato bellissimo vedere il suo entusiasmo travolgente perchè ci ha creduto e nel giro di sei mesi ha realizzato il suo sogno a costo zero mettendoci soltanto determinazione e volontà. Questo è l’esempio che vorrei trasmettere”.

metisi

Con “Easy Driver” e altri programmi tv hai raccontato le bellezze dell’Italia. Quali sono i tuoi luoghi del cuore?

“Conosco bene l’Italia ed ora sto girando l’Europa per realizzare alcuni documentari per Rai3. Le mie città del cuore sono due: Matera, a cui sono molto legata per motivi famigliari ma anche perchè negli ultimi tre anni ho condotto un programma che si chiama Made in Basilicata. La conosco da tempo e vedere una città che è cambiata tantissimo ed è diventata orgoglio internazionale è straordinario. E questo è stato possibile grazie alla passione e alla creatività di tante persone che sono accorse lì e hanno cambiato pezzo per pezzo non solo il luogo ma anche la mentalità di chi ci vive. La seconda città, che pochi conoscono ed è l’altra capitale europea della cultura 2019, è Plovdiv, in Bulgaria, è meravigliosa e offre tante attrazioni, dai resti archeologici eccezionali e ben conservati dell’antica Filippopoli a un centro storico vitale che ospita i piu’ bei pezzi di street art legati alla storia del muro di Berlino e alla Guerra Fredda. C’è tanto fermento creativo e culturale”.

Hai iniziato la tua carriera come attrice, recitando in importanti serie tv come Don Matteo, Caterina e le sue figlie, Ho sposato uno sbirro, e film di successo. Come mai hai deciso di dedicarti ad altro? 

“Ho cominciato da piccola a 3 anni ma a 20 ho smesso. Oggi mi dedico principalmente alla parte autoriale, mi sono occupata dello start up di diverse reti come Italia 2, ho lavorato come consulente creativa per tante aziende, ho curato la parte contenutistica ed editoriale di altre media company europee. La vita di attrice, come approccio al lavoro, è diversa, devi essere dipendente da qualcuno che vede in te qualcosa, si gioca con le tue emozioni e con il tuo corpo, devi essere come un burattino a disposizione di altri e caratterialmente non è mai stato il lavoro adatto a me. Io voglio vendere idee, voglio raccontare il mio modo di vedere la realtà, quindi a 20 anni dopo aver fatto due film che sono state le piu’ belle vacanze della mia vita, Maschi contro femmine e Femmine contro maschi con attori del calibro di Paola Cortellesi, Ficarra e Picone, ho capito che la recitazione non era la mia strada e ho smesso. Ora lavoro come autrice e conduttrice”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Ho un paio di programmi che spero possano partire a breve, inoltre a Unomattina mi occupo di una rubrica che si chiama Grand Tour visitando i posti piu’ belli d’Italia. Infine sto realizzando dei documentari per il Kilimangiaro che andranno in onda su Rai 3 a settembre”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Metis Di Meo

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