Dopo aver ospitato oltre 50 artisti provenienti da 25 paesi dal mondo in 67 concerti nelle quattro province di Milano, Lecco, Monza e Brianza e Verbania, il Festival – firmato da Musicamorfosi e dal Consorzio Brianteo Villa Greppi con la direzione creativa di Saul Beretta – chiude la sua 10° edizione con tre appuntamenti nel primo weekend di agosto dedicati ai talenti internazionali di jazz e world music all’insegna di musiche e culture dal mondo: l’ensemble voci-percussioni francese San Salvador (venerdì 2 agosto), il supergruppo jazz etiope Qwanqwa (sabato 3), la fusione inedita di jazz europeo e ritmi senegalesi del progetto svizzero Woodoism e il percussionista del Chicago Art EnsembleDudù Kouaté (domenica 4).
“L’edizione numero 10 è stata la conferma di come Suoni Mobili sia sempre un festival di respiro internazionale capace di mettere insieme paesi e città, piazze e parchi con una fitta rete di concerti che esaltano i luoghi che li ospitano e che permettono ad un’intera comunità di riconoscersi nei luoghi e di scoprire musica e artisti da tutto il mondo – dichiara il direttore creativo di Suoni Mobili e Musicamorfosi Saul Beretta – lo ribadisce la crescita costante dell’audience ma anche dell’offerta del Festival, che quest’anno ha concerti dal jazz alla world music, folk, blues, musica classica, con artisti provenienti da 25 paesi dal mondo tra cui Svezia, Spagna, Austria, Senegal, Capo Verde, Angola e ovviamente Estonia e Svizzera, due importanti focus tematici del 2019 e una collaborazione produttiva e artistica con ilFestival Internazionale di Stresa.”
SAN SALVADOR
Venerdì 2 agosto ore 21.30
Seregno (MB) Piazza Risorgimento
World Music
Acclamati all’ultima edizione dello storico festival di world music WOMEX, i San Salvador sono moderni troubadour provenienti dalla Francia. Profondo conoscitore della polifonia occitana, il collettivo a sei voci e percussioni propone un viaggio attraverso lo storytelling della musica folk e della tradizione trobadorica. La lingua occitana è qui usata come vero e proprio strumento ritmico, unendo la poesia fonetica della voce a quella delle pulsazioni percussive.
Ne deriva un confronto culturale attraverso stili e linguaggi musicali differenti, un filo di comunicazione diretto tra la contemporaneità della trance, del punk corale, della ricerca e sperimentazione vocale e l’antica regione culturale creata dalla lingua d’oc nella Francia Meridionale. Un progetto musicale, culturale, filologico e storico inedito e di rara profondità di ricerca.
QWANQWA
Sabato 3 agosto ore 21.30
Lecco Piazza Garibaldi
Jazz Nights
Il gruppo jazz è una fusione di musica moderna e tradizionale da Addis Abeba (Etiopia) e ritmi poliritmici, effetti elettronici dal sapore psichedelico. I Qwanqwa presentano sperimentazioni sonore peculiari, dove il violino si mescola a strumenti tradizionali africani elettrificati, creando un a miscela meticcia e elettrizzante.
Da qui si ergono la voce della bandleaer Selamnesh Zemene, il violino dell’americana Kaethe Hostetter, il tradizionale liuto monocorda etiope mesenko e una sezione ritmica che esplora il funk e l’upbeat con originalità, formata dal krar basso e dalle travolgenti percussioni etniche kebero.
WOODOISM + DUDU KOUATÈ
Domenica 4 agosto ore 18
Cesano Maderno (MB) Palazzo Arese Borromeo Via Borromeo 41
TRAMONTO IN VILLA – Jazz Night
Un tramonto suggestivo nel giardino della storico palazzo nobiliare brianzolo degli Arese Borromeo.
Dudu Kouaté è polistrumentista e storyteller, soprannominato il ‘Griot di Bergamo’ poiché senegalese, e figlio di autentico griot nordafricano, sbarcato a Messina nel 1988. L’artista è componente stabile del celebre Art Ensemble di Chicago, è custode e erede di una tradizione millenaria che ha portato in Italia. In solo è stato selezionato per il prestigioso Atlantic Music Expo di Capo Verde suonandoo al Palazzo della Cultura dell’isola di Santiago e in Marocco al Festival di Assilah.
Il quartetto elvetico Woodoism è svizzero ma suona e racconta l’Africa con linguaggi diversi. Capitanato dal trombonista Florian Weiss, l’ensemble concettualizza ritmi e registri musicali tribali e ‘Vodoo’ e li rielaborano in un jazz fresco e originale che parte da Zurigo per passare dall’Africa di New Orleans.
