“Ischia, paraviso ‘e giuventù Ischia, chistu mare è sempre blu! Chistu cielo ch’è n’incanto, chistu golfo ch’è nu vanto chesto ‘o tiene sulo tu!” ha scritto Totò nella canzone “Ischia mia”. Ed è proprio così, è un’isola che sorprende, conquista, ammalia, un’isola ricca di natura e di bellezze da scoprire, composta da sei comuni: Barano d’Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno, Serrara Fontana.
In questo diario di viaggio vi racconto alcuni tra i luoghi piu’ caratteristici dell’isola Verde, partendo dal Castello Aragonese, che sorge su un isolotto e che ospita spesso mostre ed eventi culturali.
Costruito nel 474 a.C. da Gerone da Siracusa, ai piedi del Castello nel 315 a.C. i Romani fondarono la città di Aenaria che fu distrutta nel 150 d.C. dall’eruzione del Montagnone. Nel 1441 Alfonso D’Aragona diede vita al Castello Aragonese, facendo erigere un ponte di legno per raggiungere l’isolotto. Il 27 dicembre 1509 nella cattedrale del Castello fu celebrato il matrimonio tra Fernando Francesco D’Avalos e Vittoria Colonna, e nel Settecento divenne carcere politico, funzione che svolse fino al 1860 con l’arrivo di Garibaldi a Napoli. Nel 1912 è stato acquistato dalla famiglia Mattera che ha dato vita ad un’intensa opera di restauro dell’edificio.
Il nostro viaggio prosegue ai Giardini La Mortella, creati nel 1956 da Susana Walton, moglie del compositore inglese Sir William Walton. Un luogo incantevole ricco di cascate, fontane e piante rare, con un giardino a valle disegnato da Russell Page e uno in collina dalla stessa Signora Walton. Tra i punti di maggiore interesse ci sono la roccia di Sir William, il Tempio del sole, la cascata del coccodrillo, il Teatro Greco.
C’è poi la magnifica Chiesa del Soccorso, situata a Forio, ha una caratteristica facciata bianca, è circondata per tre lati dal mare, ed è dedicata alla Madonna delle Neve. All’interno si trova la cappella del Crocifisso datata 1791 che custodisce il crocifisso in legno che, secondo la leggenda, fu trovato in mare dai marinai che sorpresi da una tempesta rimasero a Ischia e lo portarono all’interno di quello che ai tempi era il convento. I marinai provarono a spostare il crocifisso e a portarlo fuori dall’edificio, una volta tornato il sole, senza però riuscirci.
credit foto Francesca Monti
Spostandosi a Serrara Fontana ci si imbatte nel pittoresco borgo di Sant’Angelo, con le caratteristiche case colorate che si specchiano nel mare, tra negozi, locali e la piazzetta che è luogo di incontro e ritrovo.
Da Sant’Angelo si possono facilmente raggiungere le Fumarole, nei pressi della spiaggia dei Maronti, caratterizzate da acque termali con bolle di gas nel mare e una sabbia caldissima usata per le sabbiature. Grazie al calore che raggiunge temperature fino a 100° è possibile cuocere in spiaggia le uova mettendole nella carta sotto la sabbia.
credit foto Francesca Monti
Poco distante dal borgo si trova un’altra perla, la Spiaggia di Cava Grado. Per raggiungerla bisogna percorrere 70 scalini, ma ne vale la pena perchè una volta arrivati ci si trova di fronte ad uno scenario incantevole: acqua cristallina di colore turchese, con il mare incorniciato da falesie di tufo bianche.
Meritano una visita anche la baia di Sorgeto dove è possibile fare un bagno termale gratis direttamente in mare e la Sorgente di Nitrodi, le uniche acque termali di Ischia che si possono bere e che hanno molteplici proprietà estetiche e curative.
credit foto Francesca Monti – escursione sul Monte Epomeo in sella a Gianna
Ma Ischia non è solo mare, sole e terme, è molto di piu’. Un’escursione che vi consiglio è quella sul Monte Epomeo, alto 789 metri. A piedi o a cavallo come ho fatto io (prenotando la passeggiata con l’Associazione Sportiva Cavallo e Uomo Un’anima sola: https://www.cavalloeuomo.it/), attraverso suggestivi sentieri, si raggiunge la vetta dove spiccano due terrazze, una con una chiesetta del 1459 dedicata a San Nicola di Bari, che un tempo era un eremo in cui si rifugiò Giuseppe d’Argut, governatore di Ischia durante il regno di Carlo di Borbone, l’altra con un’osteria scavata nel tufo. Dalla sommità del Monte Epomeo il panorama lascia senza fiato: guardando verso il basso si riconoscono Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, il Vesuvio, le altre due isole Flegree Capri e Procida e in lontananza le isole pontine, Gaeta e Formia.
Al Monte Epomeo sono collegate anche alcune leggende tra cui quella del mitico mondo sotterraneo di Agartha, secondo cui sul nostro pianeta esisterebbero diverse porte d’accesso a questo regno, tra cui proprio Ischia, Manaus, Posid nel Mato Grosso, il Polo Nord e il Polo Sud. Il primo a parlare del Regno di Agarthi che avrebbe un proprio sole, vari continenti, sarebbe abitato da giganti e avrebbe Shambhala come capitale, fu nel Medioevo Corrado di Querfurt, vescovo di Hildesheim e poi di Würzburg.
credit foto Francesca Monti
Un viaggio a Ischia non può definirsi tale senza assaggiare le prelibatezze della cucina locale. Tra i piatti di mare tipici troviamo le alici fritte, il polipo all’insalata, il pesce spada alla brace, tra i primi le linguine ai frutti di mare, tra i secondi il coniglio all’ischitana, la frittura di pesce, i calamari imbottiti. Vasta e squisita anche la gamma dei dolci, che spaziano dal babà con rum o limoncello alle sfogliatelle, dalla Delizia al limone alla torta ischitana, con mandorle, rum e caffè per arrivare al Cornetto di Calise di Ischia, deliziosa specialità del Bar Calise. Liquore tipico dell’Isola Verde è il Rucolino, preparato con la rucola selvatica, mentre tra i vini Doc bianchi e rossi vanno citati l’Ischia, il Per ‘e Palammo, il Biancolella, il Forestanera, il Piedirosso.
di Francesca Monti
