Trenta anni fa ci lasciava Gaetano Scirea, immenso campione in campo e fuori

Trenta anni fa, il 3 settembre 1989, in un tragico incidente stradale in Polonia dove si trovava per visionare l’avversaria della Juventus in Coppa Uefa, il Gornik Zabrze, Gaetano Scirea, grandissimo difensore bianconero e della Nazionale, perse la vita a soli 36 anni.
Fuoriclasse dal talento cristallino, libero con un’ineguagliabile eleganza nei movimenti, campione in campo sempre leale (mai un cartellino rosso), uomo gentile, timido, generoso, Scirea è ancor oggi un esempio di correttezza e di impegno per tanti giovani che giocano a calcio.
552 presenze con la maglia della Juve, 28 reti messe a segno, un Mondiale vinto con l’Italia nel 1982, e tanti trofei conquistati con la maglia bianconera (7 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa dei Campioni), fanno di Gaetano una leggenda del mondo del pallone.
Per ricordare questo straordinario campione è stata allestita una mostra temporanea al J Museum dove sono esposti oggetti, fotografie, video, aperta al pubblico dal 4 settembre, intitolata “Gaetano Scirea”.
Da martedì 3 settembre, inoltre, è in radio e disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download, la canzone “Mi chiamo Gaetano” (Incipit Records/Egea) del compositore e sceneggiatore Giuseppe Fulcheri.
Anche la Polonia renderà omaggio a Scirea con un torneo quadrangolare, iniziativa promossa dall’Ambasciatore d’Italia a Varsavia, Aldo Amati, che si giocherà il 14 settembre sul campo storico del Polonia Varsavia con la partecipazione delle Nazionali italiana e polacca diplomatici, dei parlamentari e degli artisti.
F.M.

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