E’ stato presentato a Venezia durante la 76a Mostra internazionale d’Arte Cinematografica “Push Out”, corto con la regia di Marco D’Andragora, prodotto da Le Brí Production, che vede protagoniste Antonella Ponziani, Francesca Giuliano ed Eleonora Puglia.
“Push Out” narra la storia di una madre e di due donne di età, fisicità e personalità completamente opposte, Marta e Anna, che si trovano a combattere contro i mostri della bulimia e dell’anoressia.
All’interno della storia trovano spazio anche altre piaghe sociali, tristemente attuali, come la discriminazione, l’invidia, le figure genitoriali assenti, lo sport che tende a un’esasperazione del corpo, l’influenza negativa dei social network sui giovani. Nel corso del film si vede come i valori siano diventati un difetto e come l’arroganza sia diventata un pregio.
Le due donne si incontrano per caso e solamente una volta, ignare delle problematiche che, da un certo punto di vista, le accomunano.
A margine della presentazione del corto abbiamo intervistato Antonella Ponziani, che nella sua carriera ha lavorato con i piu’ grandi registi, da Federico Fellini nel 1987 con il film “Intervista” a Monicelli, da Virzì a Pozzessere in “Verso sud”, che le è valso un David di Donatello e un Nastro d’Argento per la miglior attrice protagonista, ed è entrata nel cuore del pubblico con il ruolo di Francesca nella serie di Canale 5 Il bello delle donne.

Antonella, ci presenti il personaggio che interpreti in “Push Out”?
“E’ una mamma giovane, un po’ vanitosa, che pensa alla palestra, alla manicure, un po’ superficiale e si accorge troppo tardi che la figlia sta male, provando poi un forte senso di colpa per non essere stata in grado di capire cosa stesse accadendo. Tutti sanno che il lavoro di mamma è il piu’ difficile del mondo, poi quando ci si separa subentrano altre problematiche. Perdere una figlia è il dolore piu’ profondo e terribile che si possa provare. Per entrare nel personaggio ho preso spunto dalle situazioni di altre donne giovani con figli. Quando poi abbiamo iniziato a girare è successo qualcosa dentro di me e sono riuscita a esternare la disperazione di questa donna”.
Un corto che sottolinea come oggi i valori del passato siano quasi svaniti a vantaggio dell’apparire a tutti i costi…
“Viviamo in un’epoca molto superficiale, i ragazzi adolescenti non sanno a cosa aggrapparsi, mancano i valori. Ricordo ad esempio che mio padre si arrabbiava se a pranzo non stavamo tutti insieme a tavola. Erano ganci importanti con cui ho vissuto per tanti anni. Quando invece una famiglia è sgangherata ci vuole molta intelligenza altrimenti i ragazzi crescono spaesati, senza punti di riferimento”.
Torni alla Mostra del Cinema di Venezia dopo tanti anni. Quali sono le tue sensazioni?
“E’ bellissimo, è tanto tempo che non venivo qui, c’è un po’ di malinconia perchè l’ultima volta che sono stata a Venezia ero giovane, quindi rivedendo questi posti mi vengono in mente dei flash, dei ricordi. Ma è sempre una bella emozione essere alla Mostra del Cinema”.
Hai lavorato con importanti registi in film e serie di successo. C’è un ruolo a cui sei piu’ legata?
“Ho avuto la fortuna di interpretare tanti ruoli belli, da Francesca ne Il Bello delle donne, passando per quelli in La mamma disadatta, Ferie d’agosto, La ragazza di mezzo, Verso Sud. Ora sono proiettata verso il futuro, i personaggi piu’ belli vorrei interpretarli adesso. Ci sono parecchi registi italiani bravi con cui mi piacerebbe lavorare. Voglio concentrarmi sul presente, accettando lo scorrere del tempo”.
Hai già qualche progetto in programma?
“Al momento no, vediamo quello che il futuro mi riserverà”.
di Francesca Monti
