Anche questa settimana si riparte lungo gli itinerari musicali scanditi dalle “geografie” di MITO Settembre Musica. Un itinerario, quello di lunedì 9 settembre che ritorna a uno dei più grandi compositori della storia musicale occidentale: In viaggio con Bach lungo venticinque anni di peregrinazioni, da Arnstadt a Weimar a Lipsia, compressi e restituiti all’ascolto da laBarocca, diretta da Ruben Jais, e dall’Ensemble Vocale laBarocca, diretto da Jacopo Facchini.
Fino ad arrivare alle Terre Brahmsiane, alle 21 al Piccolo Teatro Grassi, spazi sonori esplorati da un duo d’eccezione formato da Daniel Müller-Schott al violoncello e Olli Mustonen al pianoforte.
Infine, al crepuscolo di questo lunedì firmato MITO Settembre Musica, ecco i Notturni Francesi: due strumenti normalmente lontani, l’arpa di Elena Piva e il corno di Stefano Buldrini (parte de I solisti de laVerdi) incontrarsi, per una volta, all’insegna della musica francese. Che esplorano nella sua veste notturna. Con una prima esecuzione assoluta.
In viaggio con Bach
ore 17, Piccolo Teatro Studio Melato
L’Ensemble Strumentale laBarocca protagonista di un percorso nel tempo sulle tracce di Johann Sebastian Bach
Quattro cantate, da quella che è considerata la sua prima sino alla celebre Wachet auf, sulle orme di Bach lungo venticinque anni di viaggi, da Arnstadt a Weimar a Lipsia. Un viaggio sonoro che l’Ensemble Strumentale laBarocca, ultimo in ordine cronologico tra le formazioni artistiche della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, nato nel 2008 dalla volontà del suo direttore Ruben Jais di costituire un gruppo di musicisti specializzati nella prassi esecutiva del periodo barocco, coadiuvato dal gemello Ensemble Vocale laBarocca, diretto da Jacopo Facchini, restituiranno al pubblico alle ore 17 nel concerto pomeridiano di MITO Settembre Musica al Piccolo Teatro Studio Melato.
Un ideale viaggio nel tempo, che esordisce con Nach dir BWV 150, tagliata in 7 movimenti, con 4 voci soliste e un fagotto accanto agli archi (il manoscritto originale è perduto) sulla cui autenticità in passato sono state avanzate riserve. Quindi Mein Herze schwimmt im Blut BWV 199, capolavoro del giovane Bach su “libretto” di Georg Christian Lehms, poeta di corte e bibliotecario a Darmstadt, concernente la parabola del fariseo e del pubblicano. Con Ich armer Mensch BWV 55 ci spostiamo a Lipsia: unica tra le cantate bachiane a essere stata concepita per una voce sola di tenore, eseguita il 17 novembre del 1726, pone l’accento sulla sofferenza conseguente al peccato e sulla figura del penitente impegnato a invocare la misericordia divina. Infine la celeberrima BWV 140, eseguita il 25 novembre 1731 (27a domenica dopo la Trinità), che appartiene al genere della cosiddetta Choralkantate, su testo anonimo ispirato alla parabola delle vergini, ma con interpolazioni varie specie dal Cantico dei Cantici.
Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Attilio Piovano.
Programma
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Nach dir, Herr, verlanget mich BWV 150
Mein Herze schwimmt im Blut BWV 199
Ich armer Mensch, ich Sündenknecht BWV 55
Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 140
laBarocca
Ruben Jais, direttore
Ensemble Vocale laBarocca
Jacopo Facchini, direttore
Marie Luise Werneburg, soprano
Luigi Schifano, contralto
Thomas Hobbs, tenore
Mauro Borgioni, baritono
Terre Brahmsiane
ore 21, Piccolo Teatro Grassi
Daniel Müller-Schott al violoncello e Olli Mustonen al pianoforte si muovono danzando tra le sonorità de compositore tedesco Johannes Brahms
Meditativa, appassionata, rapsodica. La ricchezza del territorio sonoro brahmsiano viene esplorata lunedì sera alle ore 21 al Piccolo Teatro Grassi da un duo d’eccezione: Daniel Müller-Schott al violoncello e Olli Mustonen al pianoforte.
Una delle maggiori stelle del violoncellismo mondiale, Daniel Müller-Schott, allievo di Mstislav Rostropovich, è uno di quegli artisti che non smettono di stupire. Vincitore del Concorso Ciajkovskij di Mosca all’età di 15 anni, non ha mai smesso di sperimentare. Senza disdegnare la presenza ad eventi pop, persino heavy metal, a 43 gira il mondo ospite dei festival e dei teatri più prestigiosi al mondo.
Insieme al geniale pianista (nonché compositore e direttore d’orchestra) Olli Mustonen propongono per MITO SettembreMusica le due due Sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms: la Sonata in mi minore op. 38 e la Sonata n. 2 op. 9. Con l’aggiunta di una chicca: la Sonata in re maggiore op. 78 “Regenlied Sonate”, nella versione per violoncello.
Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Programma
Johannes Brahms (1833-1897)
Sonata in mi minore op. 38
Sonata in re maggiore op. 78 “Regenlied Sonate”, versione per violoncello
Sonata n. 2 op. 99
Daniel Müller-Schott, violoncello
Olli Mustonen, pianoforte
Notturni francesi
ore 21, Spazio Teatro 89
Due strumenti normalmente lontani, l’arpa di Elena Piva e il corno di Stefano Buldrini (I solisti de laVerdi) si incontrano all’insegna della musica francese. Con un a prima esecuzione assoluta
È un duo – quello formato dai due solisti de laVerdi, l’arpista Elena Piva e il cornista Stefano Buldrini – a guidarci, lunedì 9 settembre alle ore 21 allo Spazio Teatro 89, tra le geografie notturne di autori tutti francesi come Saint-Saëns, Tournier, Hasselmans, Debussy e Andrès.
L’arpa e il suo fascino, i sortilegi dei suoi liquidi timbri che ben si coniugano alle atmosfere flou peculiari della sensiblerie impressionista, l’attitudine a evocare il mistero arcano della notte, e così pure il mirifico risvegliarsi della natura in una mattina rugiadosa; o lo sfoggio di un virtuosismo perlaceo e iridescente. Tutto questo e altro ancora in un intrigante programma che abbina pagine originali a rielaborazioni, affiancando all’arpa il timbro non meno suggestivo del corno.
In apertura, in prima esecuzione assoluta, la trascrizione dell’effusiva Romance op. 36 che Camille Saint-Saëns concepì nel 1874 per corno e pianoforte. Quindi la trascrizione del celeberrimo Clair de lune di Claude Debussy e le Ballade slave. Ecco poi la rivisitazione di un originale per violoncello e arpa, il suadente Nocturne op. 21 di Marcel-Lucien Tournier, e del medesimo il rapinoso studio da concerto Au Matin, tutto effervescenti cascate sonore. Completano il programma due brani di Alphonse Hasselmans: Confidence, Romance sans paroles op. 24 e La Source, étude pour harpe op. 44. Chiude il concerto Chants d’arrière-saison di Bernard Andrès, una pagina col corno (eseguibile anche da un violoncello o un fagotto): ampia suite dal linguaggio eclettico ora onirico, ora venato di arabeggianti echi folklorici, dal sognante epilogo come proteso sull’arcano.
Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Luigi Marzola.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Attilio Piovano.
Programma
Camille Saint-Saëns (1835-1921)
Romance in fa maggiore op. 36
trascrizione di Elena Piva
PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA
Marcel-Lucien Tournier (1879-1951)
Nocturne op. 21
trascrizione di Elena Piva
Au Matin, étude de concert
Alphonse Hasselmans (1845-1912)
Confidence, Romance sans paroles op. 24
trascrizione di Elena Piva
La Source, étude pour harpe op. 44
Claude Debussy (1862-1918)
Ballade (trascrizione di Daniel Bourgue)
Clair de lune (trascrizione di Elena Piva)
Bernard Andrès (1941)
Chants d’arrière-saison
I solisti de laVerdi – 2019
Elena Piva, arpa
Stefano Buldrini, corno
