Claudio Marchisio ha annunciato in una conferenza stampa all’Allianz Stadium, nella sala “Gianni e Umberto Agnelli”, la sua decisione di ritirarsi dal calcio giocato dopo una lunga carriera di successo nella Juventus e l’esperienza in Russia nello Zenit San Pietroburgo: “Non è stata una decisione facile, negli ultimi mesi la mia testa c’era ma il mio corpo non girava più come prima. Così ho cominciato a riflettere perchè non è importante l’età che una persona ha ma quello che sente e se capisci che non puoi dare il massimo è giusto lasciare. Ho realizzato un sogno, quello di un ragazzo di Torino che voleva indossare la maglia della sua squadra del cuore. Ho vinto tantissimo, insieme ai miei compagni e sono emozioni che saranno sempre dentro di me. Sono contento di aver lasciato un bel ricordo e di aver ricevuto tanto affetto dai tifosi”.
Una carriera costellata di trionfi con due rimpianti: “Quello di non aver vinto la Champions con la Juventus e l’Europeo con la Nazionale. Il momento più bello è quello in cui mi sono reso conto che il mio sogno si stava realizzando nel 2006, l’anno della Serie B. Guardavo i campioni che avevano scelto di restare in B, per me non era indossare la maglia della Juventus in Serie B, ma indossarla e basta”.
Il Principino ha poi raccontato quali sono i gol che porta nel cuore: “Sono due, quello contro l’Inter e il primo segnato nel nuovo stadio. Vorrei invece rigiocare la partita contro il Barcellona nella finale di Champions a Berlino”.
Marchisio ha sottolineato anche quanto i giocatori possano essere important anche fuori dal campo esprimendo opinioni e schierandosi dalla parte dei piu’ deboli: “I giocatori hanno la responsabilità non soltanto come sportivi ma anche come persone. Ho visto che c’era bisogno di far sentire la mia voce anche fuori dal campo, non ho mai avuto problemi a prendere la parte dei più deboli, senza avere paura delle critiche”.
Riguardo al suo futuro l’ex numero 8 bianconero ha annunciato: “Per ora mi godo la famiglia e mi riposo, poi si vedrà”.
F.M.
