Intervista con Paolo Romano, protagonista di “Nodo alla Gola”, in scena al Teatro Ciak di Roma dal 17 ottobre

Dal 17 ottobre al 3 novembre al Teatro Ciak di Roma sarà in scena “Nodo alla Gola” di Patrick Hamilton, dal capolavoro di Hitchcock, con traduzione di Edy Quaggio, per la regia di Raffaele Castria, che vedrà protagonista Paolo Romano, affascinante e versatile attore che ha preso parte a tanti spettacoli teatrali di successo, ha recitato in film quali Cuore Sacro di Ferzan Ozpetek e Copperman di Eros Puglielli, in celebri serie tv come “L’allieva”, “I Bastardi di Pizzofalcone”, “Mentre ero via” andata in onda qualche mese fa su Rai 1 e nella soap “Un Posto al Sole” in cui interpreta il magistrato Eugenio Nicotera.

Al centro dello spettacolo “Nodo alla Gola” ci sono due giovani, dandy e probabilmente omosessuali, che uccidono un amico, solo per dimostrare la loro superiorità sull’uomo comune, ed espongono il delitto, con la perversione quasi sessuale della crudeltà gratuita, in una rappresentazione carica di humor nero a favore degli amici e parenti della vittima e dell’insegnante che ha inculcato in loro le teorie di Nietzsche del superuomo. Infatti danno un party, col buffet apparecchiato sulla cassapanca dove “nascondono” il cadavere.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Paolo Romano parlando di Rupert, il personaggio che interpreta in “Nodo alla Gola”, ma anche di Un Posto al Sole, dei prossimi progetti e del sogno di dirigere un film con una storia da lui scritta.

Nodo Alla Gola Locandina

Paolo, dal 17 ottobre sarai in scena al Teatro Ciak di Roma con “Nodo alla Gola”. Puoi presentarci questo spettacolo?

“E’ una commedia bellissima scritta da Patrick Hamilton, un drammaturgo poco conosciuto. Sono andato a studiare un po’ la sua produzione e devo dire che il film di Hitchock non riporta la complessità della sua opera, non parlo tanto dello snodo centrale quanto dei vari livelli umani, relazionali e anche filosofici presenti, tant’è che anche lo stesso Hamilton una volta vista la pellicola la disconobbe dicendo che non rivedeva l’opera che aveva scritto. E’ una storia anche attuale, infatti è incentrata sul mistero che spinge gli esseri umani ad ucciderne altri, in un’atmosfera quasi umoristica”.

Cosa ci racconti riguardo il tuo personaggio, Rupert?

“Rupert è un personaggio molto complesso che James Stuart interpretò dandogli una visione e un’accezione positiva, cavalleresca, in quanto a quei tempi i divi hollywoodiani non volevano apparire come personaggi negativi. Di fatto è un poeta che ha un’anima profondamente nera, complicata”.

Per quale motivo i nostri lettori dovrebbero venire a teatro a vedere “Nodo alla Gola”?

“Innanzitutto è uno spettacolo coinvolgente, messo abilmente in scena da Raffaele Castria con cui ho fatto diversi lavori, con un eccellente cast di attori. Passerete un’ora e 40 minuti facendo un viaggio tra luci, colori, emozioni, musiche in una storia affascinante, intricata e complessa”.

Porterete lo spettacolo anche in altre città italiane?

“Ci piacerebbe portare “Nodo alla gola” in tournée in giro per l’Italia ma al momento non è possibile. E’ un peccato secondo me preparare uno spettacolo con costumi, attori, regia, imparare il copione e poi metterlo in scena solo tre settimane, sarebbe bello farlo circuitare”.

Hai interpretato tanti spettacoli a teatro, ma anche serie tv di successo e film. Qual è il ruolo che piu’ ti è rimasto nel cuore?

“Il ruolo che mi è rimasto piu’ nel cuore è stato quello interpretato in La Parola ai Giurati al Teatro Ciak, un bellissimo testo di Reginald Rose. L’ambiente è unico, una sala dove 12 giurati sono chiamati a decidere sulla condanna a morte di un ragazzo accusato di parricidio. Io interpreto quest’uomo, che nel film aveva il volto di Cary Grant, che è l’unico ad avere un dubbio sulla colpevolezza dell’imputato e nell’arco di due ore riesce a far cambiare idea a 11 persone che invece al primo voto avrebbero deciso che il ragazzo dovesse essere condannato. Questo ci insegna che non bisogna fermarsi all’apparenza ma andare in profondità nelle cose, imparare ad ascoltare gli altri e capire che quello che noi diamo per scontato non lo è se ci riflettiamo. Un altro spettacolo a cui sono legato è Arsenico e vecchi merletti che porterò al Piccolo Teatro di Milano con Giulia Lazzarini e Annamaria Guarnieri. Una commedia noir che mi fa veramente piacere tornare a interpretare. Se penso che finirò di portare in scena Nodo alla gola e subito dopo dovrò rimettermi a studiare questo spettacolo mi viene da ridere perchè non ricordo le battute”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnato?

“Oltre ad Arsenico e vecchi merletti, prodotto dal Quirino di Roma, che porteremo in tournée in tante città italiane sono impegnato a Napoli con le riprese di Un Posto al Sole”.

eugenioviola.jpg

credit foto FremantleMedia

A proposito di Un Posto al Sole, c’è qualche tratto che ti accomuna a Eugenio Nicotera?

“Non ho praticamente nulla in comune, vorrei essere come Eugenio, lo invidio molto. Non sappiamo come si evolverà il personaggio ma al momento mi sento simile a lui per l’estrema onestà intellettuale, è molto onesto con se stesso, lineare, crede in quello che fa e dice, poi per il resto è un magistrato preciso, esperto di legge, è anche meno divertente di me che invece gioco a calcio, ora ad esempio mi trovo a Verona dove abbiamo appena finito di giocare una partita di beneficenza con la ItalianAttori, ballo il tango, suono la chitarra, faccio le capriole… Nicotera non farebbe mai tutto questo (ride)”.

Sicuramente una cosa che non hai in comune con Nicotera è la fede calcistica…

“I “maledetti” autori hanno fatto una cattiveria nei miei confronti facendo indossare una maglia bianconera a me che sono nipote e figlio di tifosi granata da generazioni. Prima o poi pagheranno per questo (scherza)”.

Un Posto al Sole è in onda da 24 anni, tu fai parte del cast dal 2011, come ti trovi sul set? 

“Interpreto Eugenio Nicotera da otto anni, mi trovo molto bene sul set, è come stare in una grande famiglia. Paghi pegno quando non ci vai per qualche mese, se perdi il ritmo quando ritorni subisci un po’ l’euforia napoletana, dici questa scena non la concluderemo mai, poi per magia si porta tutto a termine. Io sono torinese di madre siciliana cresciuta a Cantu’, ho studiato a Milano ma mi sento profondamente napoletano e quando sono a Napoli sto una favola”.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare…

“Vorrei girare un film con una mia storia, voglio raccontare qualcosa che sia importante per me, non sono interessato al documentario o a pellicole tratte da libri. Ho tre idee pronte, manca soltanto un produttore che possa far diventare realtà il mio sogno”.

di Francesca Monti

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