Gigi D’Alessio racconta “Noi due”: “In questo disco mi apro al mondo, ma ho voluto fortemente mantenere anche le mie radici”. Il duetto con Fiorella Mannoia, i pregiudizi e lo show di Rai 1 con Vanessa Incontrada

E’ come vivere il mio primo giorno di vita. Sono nato anche io insieme al disco“, con queste parole Gigi D’Alessio ha presentato il nuovo progetto “Noi due”, in uscita il 18 ottobre per Sony Music.

In questo capitolo della sua carriera musicale, l’artista mostra tutta la sua versatilità, misurandosi con diversi linguaggi sonori e spaziando tra i generi senza perdere la sua identità artistica, tra ballad e sorprendenti featuring a cominciare da quello con Fiorella Mannoia in “L’ammore”: “Come diceva Pino Daniele “ogni scarrafone è bell’a mamma soja”, in questo album ci sono 12 tracce, di cui 11 inedite e Non dirgli mai riarrangiata con la London Symphony Orchestra. E’ un album ricco di collaborazioni. Per quanto riguarda il duetto con Fiorella Mannoia l’idea è nata il giorno in cui lessi su un quotidiano una sua intervista nella quale diceva: “Ho sempre cantato le canzoni dei grandi cantautori, ma se mi portasse un brano anche Gigi D’Alessio lo canterei. L’ho presa come una sorta di sfida. Ho scritto questa canzone in macchina, durante un Roma-Milano mentre facevo The Voice. Quindi sono andato da Fiorella dicendole che avevo letto quell’intervista e che avevo scritto questa canzone. Quando gliel’ho fatta sentire, lei si è commossa, così le ho detto: “Se ti piace non solo la devi cantare, ma la devi cantare con me”. Lei mi ha risposto: “Se mi aiuti con il napoletano facciamo questo duetto”. Fiorella non ha avuto bisogno di aiuto perchè è lei che può aiutare gli altri. Questa canzone, come tutto il disco, pone al centro l’amore che può regalare il mondo, ma se la persona amata ti lascia sembra tutto buio. Quando un amore finisce, ti rimangono le ferite che fanno male come il sale sulla pelle che ti entra nelle vene“.

Ci sono poi i duetti con Giusy Ferreri, Luchè, Emis Killa e Guè Pequeno: “Il brano con Giusy, “Non solo parole” ha un mood romantico e allo stesso tempo sensuale, è stato bello collaborare con lei. La canzone con Luché è nata durante una cena, mentre quella con Guè durante The Voice of Italy. Emis Killa invece l’ho chiamato per cantare “La Milano da bere”. Quando veniamo a Milano a noi meridionali sembra tutto strano. Vediamo gente in giacca e cravatta in bicicletta, a Napoli non succede, restiamo affascinati dal Bosco Verticale che vedo illuminato di sera quando magari vado a cena con amici. Ho voluto descrivere la Milano che conosco, una città bellissima, europea, funzionante. Emis, Luchè e Guè sono tre artisti che stimo molto e la sfida è stata farli entrare nel mio mondo. Ho dovuto aspettare ventisette anni per fare un duetto con cantanti italiani, ho dovuto combattere contro il pregiudizio dell’ambiente. Per assurdo è stato piu’ facile collaborare con artisti internazionali quali Liza Minelli. Per questo è come se Noi due fosse il mio primo disco, perchè mi apro al mondo. La musica è un incontro. Non salviamo vite umane, non muore nessuno se sbagliamo una canzone, casomai aiutiamo qualcuno attraverso la musica. Penso, con grande umiltà che, se dopo 27 anni sono ancora qui a cantare, se ho avuto la fortuna di esibirmi in Italia e nei teatri piu’ importanti del mondo, da New York a Sydney, da Londra a Parigi, da Tokyo a Shanghai ,forse qualcosa di buono l’ho fatto“.

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Nel corso della presentazione Gigi D’Alessio ha ricordato di essere stato oggetto di assurdi pregiudizi, svelando anche un episodio accaduto al Festival di Sanremo 2000: “Ne ho subiti tanti negli anni perchè sono napoletano, se nasci a Napoli sei considerato un neomelodico. Io mi sento fortunato ad essere napoletano. Il pregiudizio è iniziato nel momento in cui dalla mia città dopo il concerto del 1996 al San Paolo ho deciso di mettermi in gioco e aprirmi all’Italia. Quando sono andato al Festival di Sanremo è stato difficile trovare un direttore che dirigesse l’orchestra e un musicista ha anche cercato di mettermi in difficoltà durate le prove. Poi però la gente ha dimostrato di apprezzare la mia musica. Come dice Mogol: la musica viene dal popolo. Nonostante tutte le porte in faccia e le delusioni non ho mai mollato e questa è stata la mia forza. Mi chiedevo: “Perché questi giudicano senza aver ascoltato il mio disco?”. Ognuno ha i suoi gusti ma si può dire a prescindere che una cosa è brutta. La musica è bella perché è varia“.

Tornando a “Noi due”, Gigi ha svelato di non aver inserito volutamente un duetto con la sua compagna Anna Tatangelo: “Non abbiamo voluto mettere una canzone cantata insieme, altrimenti ce la cantiamo e suoniamo tra di noi. Non siamo nati come una coppia, abbiamo duettato in Un nuovo bacio e Il mondo è mio per la Disney, poi ognuno porta avanti il suo percorso“.

Nel disco c’è anche “Non dirgli mai (20 anni dopo)”, una incredibile interpretazione insieme alla London Symphony Orchestra per celebrare i 20 anni dall’uscita del brano, con arrangiamenti del Maestro Adriano Pennino: “E’ come Albachiara per Vasco Rossi o Questo piccolo grande amore per Claudio Baglioni. E’ un po’ la mia canzone manifesto, pensate che c’è un’insegnante che fa superare gli esami di armonia al Conservatorio con questo brano. Questo mi onora molto”.

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Per quanto riguarda la copertina di “Noi due” in cui è raffigurato insieme alla sua ombra, il cantautore ha spiegato: “Noi due siamo noi, io e la mia ombra, perchè noi napoletani nasciamo prima napoletani che italiani, tant’è che il programma televisivo che farò con Vanessa Incontrada su Rai 1 si chiamerà Vent’anni che siamo italiani, perchè io sono venti anni che da Napoli sono arrivato in Italia con Non dirgli mai e lei sono venti anni che dalla Spagna è arrivata nel nostro Paese. Non mi sono mai staccato dalla mia ombra che rappresenta le mie radici, che ho voluto fortemente in questo disco perchè venti anni fa quando portai Non dirgli mai a Sanremo nel brano c’era solo una frase in napoletano, “Si stasera t’avesse vasà” e i discografici e il direttore artistico di allora mi dissero che dovevo cambiare questa frase ma quando sono salito sul palco dell’Ariston mi è venuto naturale cantarla come l’avevo scritta. Dopo venti anni mi chiedono di cantare in napoletano, quindi sono contento che questa lingua sia stata finalmente sdoganata anche nella musica pop”.

Tra le tracce presenti nel disco c’è “Mentre a vita se ne va”, uno struggente brano sul periodo piu’ fragile della vita, la vecchiaia: “Credo sia un testo di livello, potevo solo scriverlo in lingua napoletana per essere ancora più profondo. Con questa canzone volevo smuovere le coscienze di chi la fortuna di avere accanto nonni e genitori. Passiamo ore a giocare e chattare sul telefonino, ma a volte non abbiamo tempo per dare un abbraccio alle persone care. Io non ho più genitori o nonni purtroppo. Ricordate che un giorno loro non ci saranno piu’ mentre il telefonino ci sarà ancora, quindi non sprecate il tempo ma passatelo insieme alle persone anziane“.

Gigi D’Alessio ha poi sottolineato quanto in questi venti anni sia cambiata la musica e il modo di crearla: “Oggi basta iscriversi a un sito, si paga un abbonamento e hai a disposizione tutte le musiche che vuoi. Ormai le canzoni si compongono come se si andasse all’Ikea. Io invece ho scritto i brani e li ho vestiti con sonorità moderne. Quando ho terminato il disco mi sono reso conto che ci sono pezzi che possono andare forte su Spotify, altri adatti alla radio o alla tv o ai live. Tra i nuovi artisti mi piacerebbe molto collaborare con Tommaso Paradiso, ma le cose devono nascere spontaneamente. Dopo aver venduto 26 milioni di dischi, posso permettermi di divertirmi con chiunque. Oggi siamo pieni di reggaeton, ma si sa che questo genere è nato in Sud America, noi siamo arrivati dopo. Quest’anno però c’è tanta musica italiana che è andata bene ed è positivo per tutto il mercato discografico, perchè dietro un artista che canta ci sono 400 persone che mangiano“.

Nei prossimi mesi Gigi sarà in tour da nord a sud dell’Italia con appuntamenti instore e tre live che replicheranno il trionfante concerto evento dello scorso settembre a Napoli con Nino D’Angelo “Figli di un Re minore”. Dopo il grande successo dei tre giorni di musica all’Arena Flegrea, i due artisti porteranno lo spettacolo al Palapartenope di Napoli il 26 dicembre, al Mediolanum Forum di Milano il 20 gennaio e al Palazzo dello sport di Roma il 24 gennaio: “Sono arrivate richieste da tutto il mondo quindi abbiamo deciso di proseguire la tournée. In Italia faremo tre date, a Napoli, Milano e Roma“.

Gigi condurrà inoltre, in prima serata su Rai 1 insieme a Vanessa Incontrada, il nuovo programma “Vent’anni che siamo italiani”: “Saranno tre puntate in onda il 29 novembre, il 6 e il 13 dicembre con tanti ospiti e un’orchestra dal vivo. Sarà un modo per presentare parte di queste canzoni. Stiamo scrivendo il programma come se fosse una serie televisiva. Cercheremo di unire la storia con la musica“.

Intanto il 7 novembre l’artista riceverà il Premio Lunezia: “E’ una bella notizia che mi riempie di gioia. Meno male che non mi hanno dato un premio a inizio carriera altrimenti non avrei avuto tutta questa voglia di lottare (scherza)“.

E su The Voice of Italy e sul Festival di Sanremo Gigi D’Alessio ha dichiarato: “Gli autori di The Voice mi hanno detto: “Se si rifarà, la prima poltrona sarà la tua”. Sarei felice di fare nuovamente questo programma. Sanremo rimane la vetrina più importante per la musica italiana. Sono andato al Festival in tutte le vesti, come autore, superospite e cantante. Oggi non c’è nella mia testa l’idea di partecipare. Ho in programma lo show su Rai1 e un tour… ma se Sanremo dovesse chiamare come potrei non rispondere?“.

L’artista incontrerà i fan con un instore tour, queste le date in programma: 18 ottobre Roma (centro commerciale Roma Est, ore 17.30), 19 ottobre Eboli-SA (centro commerciale Le Bolle, ore 17), 20 ottobre a Nola-NA (centro commerciale Vulcano Buono, ore 17), 21 ottobre Bari (La Feltrinelli c/o centro commerciale Mongolfiera Santa Caterina, ore 18), 24 ottobre Formia-LT (centro commerciale Itaca, ore 17), 25 ottobre Catania (La Feltrinelli c/o centro commerciale Centro Sicilia, ore 17), 26 ottobre Siracusa (MediaWorld c/o centro commerciale Archimede, ore 17), 27 ottobre Agrigento (centro commerciale Città dei Templi, ore 17), 28 ottobre Palermo (La Feltrinelli, ore 16.30), 30 ottobre Napoli (centro commerciale Neapolis, ore 18), 1° novembre Torino (centro commerciale Parco Dora, ore 17), 2 novembre Bologna (centro commerciale Vialarga, ore 17), 3 novembre Milano (centro commerciale Bonola, ore 17), 4 novembre Stezzano-BG (Media World c/o centro commerciale Le Due Torri, ore 18).

Questa la tracklist di “Noi Due”:

1. Domani Vedrai (feat. Gigi), 2. Non solo parole (duetto con Giusy Ferreri), 3. Una bellissima storia d’amore, 4. L’ammore (duetto con Fiorella Mannoia), 5. Puorteme cu tte, 6. La Milano da bere (feat. Emis Killa), 7. Cosa vorresti davvero, 8. Mentre a vita se ne va, 9. Come me (duetto con Luchè), 10. Amanti noi, 11. Quanto amore si dà (feat. Guè Pequeno), 12. Non dirgli mai (20 anni dopo)

di Francesca Monti

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