Intervista con l’ex campione di sci alpino Piero Gros

A pochi giorni dalla partenza della Coppa del Mondo di sci alpino con le gare in programma nel weekend a Soelden, abbiamo fatto una chiacchierata con Piero Gros, ex sciatore alpino, vincitore della Coppa del Mondo 1974 e della medaglia d’oro nello slalom speciale ai Giochi Olimpici invernali di Innsbruck 1976.

Piero, sta per partire la nuova stagione che non vedrà tra i protagonisti Marcel Hirscher, che ha annunciato il ritiro…

“Tutti si aspettavano il suo addio, è difficile essere sempre davanti, lui è stato un mostro sacro dello sci, Hirscher credo abbia battuto Ingemar Stenmark, vincendo otto Coppe del mondo consecutive. Quest’anno lo sci cambia volto, speriamo ci siano nomi nuovi, tra cui qualche italiano. Penso ci siano 3-4 atleti che potranno lottare per la vittoria della Coppa del Mondo, Pinturault è il favorito”.

Come vede la squadra azzurra maschile?

“Dominik Paris non credo abbia chance perchè con 11 slalom e 9 giganti in programma se fai solo giganti e non slalom è difficile arrivare alla conquista della Coppa del Mondo, a meno che tutto non si equilibri e i favoriti sbaglino qualche gara. Gli slalomisti sono avvantaggiati sotto questo aspetto. Secondo me bisognerebbe fare due Coppe del mondo, quella dei velocisti e quella degli specialisti. Ci sono stati pochissimi atleti che hanno vinto la Coppa del mondo essendo discesisti puri, Luc Alphand, Eberharter e Hermann Maier, ma erano forti anche in altre specialità. Hirscher è stato bravissimo anche in SuperG”.

Cosa ne pensa invece della squadra femminile italiana?

“Penso che Sofia Goggia sia maturata molto in questi anni, è un’atleta che ha fatto cose strabilianti ma dovrà fare sempre piu’ attenzione per calibrare la sua irruenza e la sua voglia di fare. Ha buone chance di vincere la Coppa del Mondo, e’ un’atleta forte in tre specialità”.

Come sta crescendo il vivaio azzurro?

“In gigante ma anche in slalom è un po’ tutto da rifare, Alex Vinatzer è in grande forma ed è tra le nuove leve piu’ promettenti. Dobbiamo pensare ai giovani, Moelgg e Fill hanno ancora voglia di mettersi in gioco, ma abbiamo bisogno anche di nuovi campioni, bisogna puntare sui ragazzini dai 10 ai 17 anni. Ci vorrà qualche anno per far crescere bene il settore giovanile azzurro”.

di Simone Zani e Marco Borinato

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