Con il brano “1,2,3 Stella” Jefeo è tra i 20 finalisti di Sanremo Giovani 2019, selezionato dalla commissione artistica presieduta da Amadeus. Il giovane trapper milanese si contenderà nelle prossime settimane i cinque posti disponibili per entrare nella competizione del Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte. Il brano di Jefeo, come quello degli altri artisti selezionati, è disponibile sul sito www.sanremo.rai.it, ecco il link diretto: https://www.raiplay.it/video/2019/11/Jefeo-Un-due-tre-stella-semifinalisti-Sanremo-Giovani-2019-artisti-canzoni-a5ec3472-3fb0-4235-8996-f99314c9cd59.html
“L’idea di questo brano è nata vedendo dei bambini giocare – racconta il trapper classe 2000 -. Anche se ho 19 anni mi è venuto un blocco in pancia guardandoli, penso che ormai non saprò più che vuol dire essere spensierati, è bello essere piccoli e non riuscire a vedere l’esistenza del male”.
“Sono molto contento di questo traguardo – prosegue Jefeo – che dedico in primis a me stesso per tutto l’impegno che ci ho messo e tutti i sacrifici che ho fatto, ma sicuramente un ruolo determinante lo hanno avuto la mia famiglia e gli amici più stretti, che considero come il mio scudo”.
JEFEO è cresciuto a Quartier Tessera, periferia milanese, e rivendica la sua origine con orgoglio in molte delle sue canzoni. Il suo stile musicale, reso riconoscibile dall’innata capacità dell’artista di dosare sapientemente rap e pop, è personale, introspettivo e trae ispirazione dalla rabbia e dalla voglia di riscatto tipica di un ragazzo cresciuto in periferia, la cui visione del mondo non sempre è positiva. Grande appassionato di musica fin da bambino, ha iniziato a scrivere canzoni e poesie dopo aver ascoltato le canzoni di Nesli e dei CLUB DOGO, avvertendo da subito l’esigenza di dire anche lui la “sua”: “la canzone ‘La Fine’ di Nesli – racconta – ha smosso qualcosa in me che mi ha fatto scoprire la mia emotività. I CLUB DOGO, invece mi hanno fatto capire che un ragazzo di strada può farcela dicendo la sua senza filtri. Riconoscevo le loro parole, alcune delle loro storie erano veramente vicine alla mia realtà, alcune erano veramente vicine alla mia realtà, alcune uguali”.
