L’8 novembre esce in tutto il mondo “D.O.C.”, l’atteso nuovo disco di inediti di Zucchero “Sugar” Fornaciari: “In ogni brano c’è un leggero inizio di redenzione”

L’8 novembre esce in tutto il mondo “D.O.C.” (Polydor/Universal Music), l’atteso nuovo disco di inediti di Zucchero “Sugar” Fornaciari.

L’album, a “denominazione d’origine controllata”, è autentico, genuino e di qualità, racchiude 11 brani e 3 bonus track:Rispetto ai precedenti dischi questa volta ho lasciato perdere i doppi sensi perchè i tempi in cui viviamo non sono goliardici e sereni”, ha raccontato Zucchero alla stampa. “Ho pensato a lungo a quale fosse il titolo migliore per questo progetto, all’inizio doveva chiamarsi Suspicious times, tempi sospettosi perchè nella società odierna c’è poca sostanza e tanta apparenza. Però il titolo era troppo anglofono e a me piace invece portare nel mondo canzoni in italiano. Così ho detto alla casa discografica che questo album non avrebbe avuto un nome. Poi un giorno, mentre mi trovavo nella mia fattoria, parlando con i contadini è uscita questa parola, D.O.C. e ho deciso che sarebbe stato il titolo giusto per questo album che è apparentemente semplice ma in realtà è complesso perchè contiene un sound variegato che spazia dal rock al blues, al gospel, al progressive. Sono quasi geloso di questo disco perchè è molto intimo, i brani rispecchiano esattamente il mio stato d’animo attuale“.

Prodotto da Don Was e Zucchero con Max Marcolini, “D.O.C.” è stato concepito dall’artista a Pontremoli nella sua Lunisiana Soul e registrato tra Los Angeles e San Francisco: “Quando ho iniziato a scrivere questo disco ho pensato a come renderlo musicalmente diverso dai precedenti. E’ stata fatta quindi una ricerca sonora insieme al mio team di lavoro, tenendo conto delle sonorità moderne. E’ un disco che suona contemporaneo, anche negli arrangiamenti, con un perfetto equilibrio tra strumenti organici e sintetici. Per quanto riguarda i testi ho tratto ispirazione dalla mia vita, da chi mi circonda, dal mondo che viviamo ed è uscito questo quadro. Attraverso queste canzoni sottolineo i mali del mondo ma allo stesso tempo accendo un barlume di speranza, una luce, una sorta di fede. Non è la prima volta che parlo di fede, era successo anche con il brano Così celeste. In ogni brano c’è un leggero inizio di redenzione che però passa sempre dal blues“.

Il disco è stato anticipato dal singolo “Freedom”, un inno alla libertà scritto a quattro mani insieme all’artista britannico Rag’N’Bone Man:Freedom è una parola molto usata, quando ho pensato alla libertà mi sono chiesto se siamo realmente liberi e mi sono accorto che non lo siamo, perchè veniamo continuamente controllati e condizionati dai media, dai social. Io cerco di essere il piu’ libero possibile, faccio una vita country tra le montagne, una vita genuina, in quel contesto mi sento davvero libero“.

D.O.C - Zucchero Sugar Fornaciari_b

Zucchero per la scrittura di alcuni brani dell’album ha collaborato insieme a Francesco De Gregori, Davide Van de Sfroos, Pasquale Panella e Daniel Vuletic, Rory Graham (noto come Rag’n’bone Man), Steve Robson e Martin Brammer, F. Anthony White (noto come Eg White), Mo Jamil Adeniran e l’artista scandinava Frida Sundemo.

Tra le tracce c’è “Vittime del cool”, scritta con Mo Jamil Adeniran:Sono contornato da gente che vuole essere cool. Vorrei invece che le persone si manifestassero per quello che sono realmente, senza fingere, vorrei un mondo piu’ genuino“, ha spiegato Zucchero.

Con Francesco De Gregori ha composto invece “Tempo al tempo”:Abbiamo già collaborato in passato, siamo amici e quando ci siamo visti in occasione di uno dei suoi concerti alla Garbatella mi ha detto che gli sarebbe piaciuto fare qualche altra cosa insieme a me. Così ci siamo trovati a casa mia e in un giorno e mezzo abbiamo completato la scrittura di Tempo al tempo“.

“Testa o croce” porta invece la firma di Davide Van De Sfroos:Aveva scritto per mia figlia Irene un brano molto bello, Grande Mistero portato a Sanremo 2012 e anche De Gregori mi ha parlato bene di lui dicendo che canta sì in dialetto comasco ma ha una forte vena poetica nella scrittura dei testi. Un giorno Davide mi ha mandato un messaggio dicendo di aver scritto una canzone per me. L’ho ascoltata e ho visto che aveva frasi forti e toccanti, così gli ho chiesto il permesso di modificare la musica e lui ha accettato. Lavorare in questo modo è un vero piacere“.

Da aprile 2020 “D.O.C.” verrà presentato live in tutto il mondo partendo dall’Australia: Cominceremo il tour dalla terra Down Under, suoneremo a Byron Bay dove si tiene il Festival blues piu’ importante d’Australia, a Sydney, Melbourne, in Nuova Zelanda ad Auckland e poi ci sposteremo in Europa. A me piace portare la canzone italiana nel mondo. In Italia ascoltiamo musica straniera ma non chiediamo agli artisti di cantare nella nostra lingua, allo stesso modo penso che all’estero preferiscano che un artista italiano canti nella sua lingua originale, perchè per quanto ti possa impegnare la pronuncia in inglese non sarà mai perfetta, per non parlare della traduzione dei testi. Se mi vogliono devono accettarmi per come sono“.

A settembre 2020 Zucchero tornerà all’Arena di Verona per dodici concerti speciali (22, 23, 24, 25, 26, 27, 29, 30 settembre, 1, 2 3, 4 ottobre): “Eric Clapton con cui ho debuttato all’estero come supporto alla sua tournée diceva che ci sono posti magici che si sposano perfettamente con la musica di un artista. Per me questo luogo è l’Arena di Verona, mi piace cantare lì e ho deciso di fare dodici concerti in questa magnifica location. Poi ci saranno altri progetti per il 2021″.

I biglietti sono disponibili in prevendita sul sito di TicketOne e nei punti vendita e prevendita abituali.

Questa la tracklist di “D.O.C.”: “Spirito nel buio”, “Soul Mama”, “Cose che già sai” feat Frida Sundemo, “Testa o croce”, “Freedom”, “Vittime del Cool”, “Sarebbe questo il mondo”, “La canzone che se ne va, “Badaboom (Bel Paese)”, “Tempo al tempo”, “Nella tempesta”, “My Freedom” (bonus track), “Someday” (bonus track) e “Don’t let it be gone” feat Frida Sundemo (bonus track).

di Francesca Monti

credit foto Robert Ascroft

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