Recensione di “La Differenza”, il nuovo disco di Gianna Nannini

“La Differenza” è il nuovo disco di inediti di Gianna Nannini. Un progetto che è l’ideale seguito di “Amore Gigante”, ma allo stesso tempo è completamente diverso a livello sonoro. La rocker senese, infatti, ha registrato il nuovo album tra la tranquillità del piccolo studio di Gloucester Road a Londra, e la vitalità di Nashville, negli Stati Uniti, quasi a chiudere un cerchio aperto nel 1979 con la pubblicazione di “California” che conteneva la hit “America”.

Il risultato è un disco pervaso da un’anima blues, folk, rock, che racchiude 10 canzoni al cui centro c’è l’amore con la A maiuscola, declinato in tutte le sue possibili sfumature, registrate in presa diretta come si faceva un tempo, con uno o due take, senza overdubs, grazie al supporto di musicisti di alto livello.

“La differenza” si apre con l’omonimo singolo che è il manifesto dell’intero lavoro, volto a trasmettere un importante messaggio: siamo noi che dobbiamo fare la differenza. Il brano parla di una relazione complessa in cui c’è una presa di coscienza da parte della donna che rialza la testa e afferma: “Sei come sei tu/ ma tra noi due la faccio io la differenza”.

La seconda traccia, dal sound blues, è “Romantico bestiale”, scritta con Pacifico, che vede la collaborazione con Dave Stewart. Si prosegue con l’unico featuring del disco, “Motivo”, in duetto con Coez, che ha firmato una parte della canzone, in cui le voci dei due artisti si sposano alla perfezione nel ritornello.

Le atmosfere sonore cambiano nuovamente con “Gloucester Road”, un pezzo folk country ispirato a quella stanza tutta per sè, come diceva Virginia Woolf, in cui Gianna Nannini si è rinchiusa per trovare la necessaria tranquillità per scrivere: “In questa stanza a Gloucester Road/ vado in vacanza senza te /ancora una volta libera /chiudo la porta e mi faccio un buon caffè”.

La quinta traccia è “L’aria sta finendo” in cui viene ripresa l’idea di base legata all’importanza di fare la differenza: “E’ meglio dirsi addio/ E’ meglio e si vivrà/ Ora lo so/ Come si fa”.

A seguire ci sono due ballad, “Canzoni buttate” e “Per oggi non si muore”, in cui trovano spazio la malinconia e la dolcezza, nonchè un timbro vocale piu’ morbido, per arrivare a “L’Assenza”, in cui si torna ad un sound piu’ rock-blues con un ritornello trascinante che mette voglia di ballare.

La nona traccia è “A chi non ha risposte”, una bellissima riflessione sulla vita e sull’amore impreziosita dalla voce della vocalist Wendy Moten che ha dato un tocco soul-gospel al brano.

“La differenza” si chiude con “Liberiamo”, incentrata sull’amore libero da ogni pregiudizio: “Liberiamo questo amore/ Dal domani, dalle paure, dall’età/ E sia piu’ forte e sia piu’ grande/ Liberiamolo e ci salverà”.

Un disco vario, con una tracklist ben studiata, in cui testo e sound di ogni singolo brano sono perfettamente in armonia, tanto che quando si arriva all’ultima traccia si ha voglia di riascoltarlo dall’inizio.

Un progetto in cui Gianna Nannini si è messa in gioco prediligendo l’analogico in un’epoca in cui la musica è digitale e liquida, riuscendo pienamente nell’intento e realizzando un album che fa davvero la differenza.

di Francesca Monti

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