Recensione di “Accetto Miracoli”, il nuovo disco di Tiziano Ferro

Dopo tanti di carriera e di successi un artista potrebbe proseguire nel percorso musicale tracciato, restando nella propria comfort zone, senza prendersi rischi. Tiziano Ferro nel nuovo disco “Accetto Miracoli”, uscito il 22 novembre, ha scelto di fare esattamente l’opposto, di rimettersi in gioco, di riscoprire se stesso, di approcciarsi alla musica come se fosse la prima volta, sperimentando nel suono e negli arrangiamenti grazie alla produzione del guru del sound americano R&B Timbaland.

Il risultato è un album davvero ben riuscito, uno tra i migliori della carriera del cantautore di Latina, che conquista fin dal primo ascolto in un saliscendi di grandi emozioni e stati d’animo differenti, tra ballad, beat moderni, pop e qualche tocco di dance.

La tracklist si apre con due pezzi di spessore, “Vai ad amarti” dalle atmosfere sospese, e “Amici per errore” che vede in primo piano le chitarre acustiche, per arrivare alla terza traccia, “Balla per me”, unico duetto del disco con Jovanotti, un pezzo fresco, dance, che mette voglia di ballare, perfetto per i live negli stadi.

Si arriva poi a “In mezzo a questo inverno”, che sarà il prossimo singolo, una ballad intima e toccante, che parla della separazione dolorosa da una persona importante, che Tiziano Ferro ha scritto pensando a sua nonna Margherita (“C’eri tu, c’eri tu, c’eri tu, in mezzo a questo inverno/ a dirmi “meglio un minuto ma felice, che triste in eterno”).

L’ascolto dell’album prosegue con “Come farebbe un uomo” incentrata sulla presa di coscienza di non voler piu’ sprecare tempo ma vivere in modo diverso, scritta con Emanuele Dabbono e “Seconda pelle” che ricorda vagamente il mood di “Ti voglio bene”.

La settima traccia è un’altra ballad ma piu’ ritmata, “Il destino di chi visse per amare”, in cui il cantautore racconta di essersi sentito zero per sentirsi normale: “e ho voluto essere unico, speciale/e ho dovuto sentirmi zero per sentirmi normale… E imparai a sentirmi forte ad ogni offesa mai resa/e’ destino per me e per me l’amore è la prima cosa”.

“Le 3 parole sono 2” ha invece un sound piu’ soul, allegro e trascinante, “Un uomo pop” parla dell’uomo di oggi, mentre “Casa a Natale”, una delle quattro canzoni scritte con Giordana Angi, è una ballad che arriva dritta al cuore.

Il disco si chiude con i primi due singoli estratti, “Buona (cattiva) sorte” e “Accetto Miracoli”.

Un album di sostanza, con testi poetici e un sound curato nei dettagli, che dimostra che esistono ancora artisti veri capaci di realizzare canzoni di alto livello.

di Francesca Monti

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