A Speciale Tg1 “Ogni 72 ore” di Enrica Majo incentrato sulla violenza sulle donne

E’ una piaga trasversale, che non si differenzia per età, ceto sociale né colore della pelle. E mentre gli altri reati diminuiscono, il femminicidio è in aumento nel nostro Paese, con una vittima ogni tre giorni, mentre 88 donne al giorno sono vittime di violenza. Una realtà raccontata da Enrica Majo in “Ogni 72 ore” in onda domenica 1 dicembre alle 23.40 su Rai1 per “Speciale Tg1″.
Cosa sta cambiando in Italia dopo l’entrata in vigore della nuova legge chiamata ‘Codice rosso’? E’ stato davvero avviato un percorso prioritario a tutela delle vittime? In primo piano, i pro e i contro della nuova normativa, la necessità di maggiori risorse, il divario tra i centri antiviolenza e le istituzioni, le carenze del tessuto sociale, le possibilità di recupero degli autori di violenza.
Nello Speciale anche le testimonianze di chi ha perso una madre, una sorella, un’amica, di chi invece ha avuto il coraggio di dire basta ai maltrattamenti, storie di donne in fuga dagli abusi che spesso rischiano la vita.
“Ogni 72 ore” visita, inoltre, alcuni centri antiviolenza che quasi sempre sono in mano a volontarie, e racconta gli interventi degli addetti ai lavori: sociologi, giudici, avvocati, psicologi, criminologi e forze dell’ordine.
E ci sono le interviste a uomini violenti che si sono sottoposti ad un lavoro di riabilitazione. Come Mario, in prigione per tre anni con l’accusa di violenza sessuale, che ha seguito ad un percorso di recupero all’interno del carcere di Bollate a Milano, nell’Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali.

Un commento

  1. Il fenomeno è più radicato è il modo di pensare che va cambiato. Si deve cambiare la mentalità degli uomini ma soprattutto delle donne che pensano che la loro vita sia dedicarsi al marito e ai figli annullando se stesse. Continuando a relegare le donne in stereotipi non può che peggiorare la situazioni.
    Non c’è speranza nelle nuove generazioni perché le madri di oggi insegnano questo atteggiamento di sudditanza ai propri figli.
    Se una donna decide di dedicare la sua vita al lavoro viene attaccata da chi la circonda perché deve innanzitutto dedicarsi alla casa e a cucinare e poi se rimane tempo può dedicarsi ai suoi interessi. Il lavoro deve servire solo a incrementare il budget familiare.
    Una donna che supera i 50 come madre e moglie si auto esclude dal mercato. se invece vuole continuare a lavorare deve viaggiare a 1 passo indietro dei suoi colleghi o comunque non “legiferare”.
    Se poi non è neanche di bell’aspetto non va bene neanche per l’ultimo dei cassonetti.
    Questo è quello che ho visto nella mia esperienza.

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