SPECIALE NATALE 2019: I LIBRI DA METTERE SOTTO L’ALBERO

Come ogni anno vi proponiamo una selezione di libri (in ordine casuale), usciti nel 2019, da regalare a Natale. Ne abbiamo scelti 20 di genere diverso, dalla cronaca al romanzo, dallo sport alla storia.

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Non fate i bravi di Nadia Toffa 

Questo libro rivela i pensieri della conduttrice e inviata de Le Iene negli ultimi mesi della sua vita, da gennaio a giugno 2019, dopo gli attacchi subiti sulla rete in seguito alla decisione di rendere nota la sua battaglia contro il cancro. Il suo desiderio, espresso alla mamma Margherita, era che i testi da lei scritti fossero pubblicati, per non nascondere nulla e continuare a essere se stessa fino alla fine.

Nadia Toffa è stata una donna speciale e un personaggio televisivo che ha lasciato un segno profondo nel cuore di tutte le persone che ha incontrato lungo il proprio cammino.

I diritti d’autore del libro saranno devoluti alla “Fondazione Nadia Toffa” per la ricerca e la cura del cancro.

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“Il gioco di Lollo” (Baldini+Castoldi) di Federica Angeli

Una madre, una giornalista e una città, Ostia, dove si spara per le strade. È pensando proprio ai suoi bambini ancora piccoli che Federica Angeli decide di denunciare quel che ha visto una notte dal balcone di casa. A Ostia tutti tacciono, anche quella notte. Lei no, perché sa che domani i suoi figli, diventati adolescenti, potrebbero camminare per quelle vie trasformate in far west. Lorenzo detto “Lollo” è il maggiore e ha solo otto anni quando i suoi genitori gli annunciano che la mamma ha vinto quattro autisti come premio per un suo articolo. È invece la scorta che le è stata assegnata dopo la sua denuncia. Per Federica Angeli combattere i clan che avvelenano la vita di Ostia è una priorità, lo fa ogni giorno dalle pagine di «La Repubblica», armata soltanto della sua penna. Ma la serenità dei suoi figli conta ancora di più, ecco allora che con il marito trasforma magicamente la sua lotta alla malavita in un gioco, come Guido ne ‘La vita è bella’ di Benigni, l’unico modo per non stravolgere la loro esistenza.

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La casa delle voci di Donato Carrisi (ed. Longanesi)

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

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La vita bugiarda degli adulti, il nuovo romanzo di Elena Ferrante

«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».

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Lungo petalo di mare di Isabel Allende (Feltrinelli)

1939. Alla fine della Guerra civile spagnola, il giovane medico Victor Dalmau e un’amica di famiglia, la pianista Roser Bruguera, sono costretti, come altre migliaia di spagnoli, a scappare da Barcellona. Attraversati i Pirenei, a Bordeaux, fingendosi sposati, riescono a imbarcarsi a bordo del Winnipeg, il piroscafo preso a noleggio da Pablo Neruda per portare più di duemila profughi spagnoli in Cile – il “lungo petalo di mare e neve”, nelle parole dello stesso poeta -, in cerca di quella pace che non è stata concessa loro in patria. Lì hanno la fortuna di essere accolti con generosa benevolenza e riescono presto a integrarsi, a riprendere in mano le loro vite e a sentirsi parte del destino del paese, solo però fino al golpe che nel 1973 fa cadere il presidente Salvador Allende. E allora, ancora una volta, si ritroveranno in esilio, questa volta in Venezuela, ma, come scrive l’autrice, “se si vive abbastanza, i cerchi si chiudono”.

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“La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella Shoah” (Rizzoli) di Liliana Segre ed Enrico Mentana

Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere.” Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz. Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla. Dopo trent’anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identità ebraica a lungo rimossa. “Scegliere di raccontare è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea”. Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d’eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l’adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all’amore del marito Alfredo e ai tre figli. Un racconto emozionante su uno dei periodi più tragici del secolo scorso che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perché “la chiave per comprendere le ragioni del male è l’indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore”.

Per volontà degli autori tutti i diritti maturati saranno devoluti alla Fondazione Opera San Francesco per i Poveri Onlus. La casa editrice Rizzoli verserà inoltre alla Fondazione parte del ricavato delle vendite del libro.

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“Il mio calcio libero” di Barbara Bonansea (Rizzoli)

“Avevo tre o quattro anni al massimo, e i miei pomeriggi trascorrevano con gli occhi incollati al prato, attratta da un desiderio fortissimo di giocare, ma ancora muto. Il primo a dargli voce fu l’allenatore di mio fratello: un giorno si avvicinò e mi chiese se non ero stufa di guardare gli altri giocare. Sono entrata in campo e, da allora, nessuno è più riuscito a farmi uscire.” A poco più di vent’anni da quell’indimenticabile pomeriggio, Barbara è diventata una delle calciatrici italiane più riconosciute e apprezzate, ha conquistato il secondo scudetto consecutivo con la Juventus ed è stata protagonista con l’Italia, nel giugno 2019, del Mondiale francese che ha avvicinato milioni di tifosi al calcio femminile. Il mio calcio libero, scritto con Marco Pastonesi, non è solo il racconto della storia di Barbara, da Bricherasio alla Nazionale. E una dichiarazione d’amore, è un viaggio nei campi un po’ sgangherati del calcio cosiddetto minore, è un libro tecnico e romantico nel quale si spiega mirabilmente il gioco – “il rigore è un giallo, il cross è una poesia, il dribbling è acrobazia, volteggio, funambolismo”. E, in definitiva, un libro che trabocca di passione autentica, assoluta, e che Barbara ha scritto per tutte le bambine, per tutte le ragazze, per tutte le donne che, proprio come lei, si trovano a essere le prime o le uniche in un mondo quasi totalmente al maschile. Che si sono stufate di guardare gli altri giocare. Che un giorno hanno deciso di entrare in campo e di non uscirne più.

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Un anno felice di Chiara Francini (Rizzoli)

Protagonista di “Un anno felice” è Melania, una ragazza dai lunghi capelli mossi color castagna e due sopracciglia pennellate alla Rossella O’Hara, che abita in centro a Firenze con la sua amica Franca. Potrebbero sembrare due studentesse fuori sede, in realtà sono solo due ragazze fuori corso a cui finora il tanto studio ha portato arguzia e cultura, ma non un principe azzurro. Per Melania, però, tutto cambia in un giorno di maggio, in cui si ritrova a pagare un caffè ad Axel, un giovane straniero atterrato lì da chissà quale altro mondo. Ha un volto da etrusco, ma è svedese. La bellezza sfacciata di Firenze e il cuore colorato di Melania danno esca al fuoco dell’amore, un calore che a lei scoppia dentro e che lui desidera da sempre. Poi, si sa, la passione si impone sulla vita: perciò, quando Axel deve ritornare in Svezia, Melania decide di seguirlo, lasciando tutto, lavoro, amici, rassicuranti consuetudini e quotidiane certezze. Ma come distinguere il volto del vero Amore? E come non lasciarsi confondere da fantasmi evanescenti e dalla proiezione dei propri sogni?

Dopo aver affrontato i temi delle nuove famiglie e della relazione madre-figlia nei due precedenti romanzi, in “Un anno felice” Chiara Francini percorre l’evoluzione di un amore che prende una piega sbagliata, una trappola spietata in cui tante donne cadono accecate da sentimenti sinceri e dai veli dell’autoillusione.

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“Tutte le volte che ho pianto” (Giunti) di Catena Fiorello

Il romanzo è ambientato a Messina e ha per protagonista Flora, una donna di quasi quaranta anni che sta riprendendo il controllo sulla sua vita. Il matrimonio con Antonio, sposato da giovanissima, è naufragato dopo l’ennesimo tradimento di lui, eppure Flora non riesce a dimenticarlo e vacilla ogni volta che lui torna a corteggiarla, alimentando le illusioni della figlia quindicenne Bianca. Ma la sua vita è già abbastanza complicata, con un bar da gestire e una madre anziana che non ha mai superato la morte del marito e, soprattutto, la perdita di Giovanna, la sorella maggiore di Flora: bellissima, indomabile e carismatica, uccisa a venti anni in un tragico incidente. Adesso Flora trema vedendo che la figlia Bianca, per uno strano destino, coltiva il sogno di diventare attrice proprio come un tempo faceva Giovanna. Ma a scombinare di nuovo le carte, un giorno arriva Leo, con la sua aria da James Dean e un passato che lo lega a quei luoghi, dove sta per produrre un film. E con i suoi modi affascinanti, si insinua pericolosamente nei pensieri di Flora.

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Per te di Francesco Sole (Mondadori)

Denny il pi grande rapper italiano, bello e maledetto, genio e sregolatezza. Denny ha successo, soldi, donne, case e feste, eppure la sua esistenza vuota, un guscio senza vita. Zoe una giovane ragazza non vedente che vive in compagnia delle parole delle sue poesie. Eppure, nonostante le parole, la sua vita spenta come quella di Denny. Due esistenze lontane, diverse e apparentemente inconciliabili vengono fatte incrociare dal destino. Un incontro non voluto, forzato da elementi esterni, cambia i cuori di entrambi. La purezza delle poesie di Zoe piano piano fa vacillare la disillusione di Denny. Al tempo stesso, la spavalda esuberanza di Denny mina a poco a poco le mura che la ragazza ha eretto intorno a s per proteggersi dal mondo. Come per magia le loro giornate vuote si riempiono di emozioni profonde, ricordi dolorosi e desideri nascosti. D’amore. Quella che era nata come una condanna diventa l’occasione, sia per Denny sia per Zoe, per essere chi sono veramente, per capire il vero valore delle cose, per ritrovare se stessi e anche l’amore.

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Una gran voglia di vivere di Fabio Volo (Mondadori)

“Svegliarsi una mattina e non sapere più se ami ancora la donna che hai vicino, la donna con cui hai costruito una famiglia, una vita. Non sai come sia potuto accadere. Non è stato un evento, una situazione, un tradimento ad allontanarvi. E successo senza esplosione, in silenzio, lentamente, con piccoli, impercettibili passi. Un giorno, guardando l’uno verso l’altra, vi siete trovati ai lati opposti della stanza. Ed è stato difficile perfino crederci”. Quello di Marco e Anna sembrava un amore in grado di mantenere le promesse. Adesso Marco non riesce a ricordare qual è stata la prima sera in cui non hanno acceso la musica, in cui non hanno aperto il vino. La prima in cui per stanchezza non l’ha accarezzata. Quando la complicità si è trasformata in competizione. Forse l’amore, come le fiamme, ha bisogno di ossigeno e sotto una campana si spegne. Forse, semplicemente, è tutto molto complicato. Il libro di Fabio Volo è il racconto di una crisi di coppia e del viaggio, fisico e interiore, per affrontarla. Un romanzo sincero, diretto, che sa fotografare le pieghe e le piccole contraddizioni dei nostri rapporti.

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La misura del tempo di Gianluca Carofiglio (Einaudi)

Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

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Nozze per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni (Einaudi)

Una ragazza, nuda, in una grotta che affaccia su una spiaggia appartata della città; l’hanno uccisa con una coltellata al cuore. Un abito da sposa che galleggia sull’acqua. In un febbraio gelido che sembra ricacciare indietro nell’anima i sentimenti, impedendogli di uscire alla luce del sole, Lojacono e i Bastardi si trovano a indagare su un omicidio che non ha alcuna spiegazione evidente. O forse ne ha troppe. Ognuno con il proprio segreto, ognuno con il proprio sogno ben nascosto, i poliziotti di Pizzofalcone ce la metteranno tutta per risolvere il mistero: la ragazza della grotta lo esige. Perché non solo qualcuno le ha tolto il futuro, ma lo ha fatto un attimo prima di un giorno speciale. Quello che doveva essere il più bello della sua vita.

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“Andata e ritorno” di Gabriel Garko, edito da La Nave di Teseo

Dalla provincia torinese alla corona di “più bello d’Italia”, dalle prime foto scattate quasi per gioco nei campi vicino casa fino ai palinsesti televisivi più prestigiosi, in una scalata inarrestabile verso la fama, saltando dalle copertine delle riviste di gossip al palcoscenico di Ronconi, dal calendario di Max alla regia di Zeffirelli. Amato, adorato, inseguito: Gabriel Garko è da molti anni l’oggetto del desiderio, l’uomo dalla bellezza impossibile. Ma cosa si nasconde dietro una parabola così invincibile? Cosa si prova quando si è costretti a rinunciare a una vita privata, ad abitare un mondo sempre estraneo che chiede di ricevere più di quanto dà? Come si può rimanere se stessi quando a tutti sembra interessare solo il tuo personaggio, l’apparenza, il successo, la popolarità? Per la prima volta fuori dai riflettori e dentro le pagine di un libro, Gabriel Garko si mette a nudo in un memoir profondamente onesto e sensibile, in cui gli aneddoti appassionanti della celebrità si mescolano alla confessione più intima, per disegnare il percorso di un uomo che, dopo aver camminato sulle strade più dorate del mondo, vuole tornare a casa e raccontare la sua verità.

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“Basta! Il potere delle donne contro la politica del testosterone” di Lilli Gruber

Aggressioni scioviniste sul web, risse, stupri, omicidi. L’invisibilità delle donne, escluse dai ruoli decisionali, il machismo al potere. Da troppo tempo siamo governati dall’internazionale del testosterone: Trump, Putin, Xi Jinping, Bolsonaro, Erdogan, Johnson. Risultato: un’emergenza migratoria non gestita, una crisi economica infinita, un pianeta in fiamme. E un clima di arroganza e di odio che favorisce il diffondersi del populismo e mina le istituzioni democratiche. Quindi dateci più ragazze. Sportive grintose come Milena Bartolini, attiviste determinate come Greta Thunberg, politiche autorevoli come Ursula von der Leyen e Christine Lagarde e, oltreoceano, Nancy Pelosi. Ci riterremo soddisfatte quando avremo raggiunto i giusti obiettivi: equal pay e un 50 per cento nei consigli di amministrazione, nei parlamenti, nei governi. È il messaggio di Lilli Gruber, che in questo libro fa parlare dati, storie e personaggi, in un vero e proprio reportage dal fronte della battaglia per il potere femminile filtrando racconti e analisi attraverso la propria esperienza professionale e delineando per le donne una strategia precisa: puntare sulle competenze, farsi valere e studiare. E chiama a raccolta anche gli uomini, perché solo cambiando insieme le regole ci potremo salvare.

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I love shopping a Natale di Sophie Kinsella (Mondadori)

Becky Bloomwood adora il Natale. Il rito è identico ogni anno: l’invito a casa dei suoi genitori, le canzoni tradizionali ripetute fino allo sfinimento, la mamma che finge di aver fatto lei il pudding e i vicini di casa che puntualmente si ripresentano con i loro orrendi maglioni a tema per bere insieme un bicchiere di sherry. Ma stavolta lo scenario cambia: i genitori di Becky si sono temporaneamente trasferiti a Shoreditch, il quartiere londinese più modaiolo del momento, e le chiedono di organizzare il Natale a casa sua. In fondo qual è il problema? Sarà sicuramente in grado di farlo, figuriamoci! Ora Becky vive in campagna con Luke e la piccola Minnie, vicino alla sua amica Suze, e lavora nel negozio annesso alla sua splendida e antica residenza di famiglia. Anche se non rinuncia alle scorribande nei negozi londinesi, lo shopping online è la sua nuova frontiera e sapere di poter fare acquisti da casa in ogni momento, semplicemente con un clic, è per lei molto rassicurante. Poco importa se deve procurarsi un tacchino vegano per la sorella Jess, se vuole a ogni costo trovare regali personalizzati per tutti o se il vestito che ha scelto le è troppo stretto: Becky coglie questa occasione come una vera e propria missione. Dal Duemila, anno in cui è uscito il primo “I love shopping”, a oggi il modo di fare acquisti è molto cambiato: la rete è entrata prepotentemente nella nostra vita e in questo romanzo Sophie Kinsella ha saputo cogliere i nuovi tic e comportamenti di tutti noi attraverso il racconto delle situazioni esilaranti e spesso paradossali in cui Becky puntualmente si ritrova. Perché la sua massima soddisfazione è guardare quanto ha risparmiato approfittando di sconti più o meno reali, e mai una volta quanto ha speso…

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Cartelli d’Italia 2 di Cristiano Militello (Baldini+Castoldi)

Dopo il grande successo dello scorso anno, torna la più pazza, divertente, esilarante galleria di Cartelli d’Italia: scritte folgoranti sui muri, avvisi assurdi, cognomi strampalati, insegne «creative», locandine bizzarre e chi più ne ha più ne metta. Raccolta nata in tv con il titolo di Striscia il cartellone, rubrica di «Striscia la notizia», e poi approdata anche in radio sulle frequenze di R 101, dove tutte le mattine dalle 7 alle 9 Militello ne fa rivivere l’effetto comico attraverso la sua inconfondibile voce, Cartelli d’Italia cresce a vista d’occhio grazie all’entusiastico apporto delle migliaia di «reporter per caso» che continuano a spedire le loro incredibili perle, giorno dopo giorno. Quello che ne esce è un ritratto spietato del livello culturale del nostro Paese, ma nello stesso tempo una prova lampante del nostro genio comico, diverso da regione a regione, elemento fondativo della nostra essenza più profonda. E siccome anche quest’anno, come lo scorso, l’intento del libro è quello di sorridere delle nostre debolezze per ricavarne forza, parte dei proventi derivanti dalla vendita del libro andranno ad aiutare la Fondazione Together To Go (TOG), che cura gratuitamente cento bambini con patologie neurologiche complesse. Ridere, riflettere e fare del bene. Avete un programma migliore per la giornata?

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“Codice Ventura” (Sperling & Kupfer) di Simona Ventura

Un viaggio nella memoria, un tuffo nelle emozioni dei magici anni Ottanta e Novanta, per capire da dove siamo partiti e dove vogliamo andare. “Raccontare i miei anni Ottanta e Novanta è come fare un salto straordinario ed appassionante nel passato”, racconta l’autrice e conduttrice. “A volte mi guardo allo specchio e in un’espressione, in un sorriso ritrovo la ragazzina piena di energia e di sogni che voleva mordere la vita e realizzare qualcosa di profondamente suo. Ritornare agli ultimi decenni dello scorso millennio significa però immergersi nella cultura di quel periodo, attraverso i film, la musica e le «star» che l’hanno reso indimenticabile. E come in ogni viaggio nei ricordi, tutti i sensi sono coinvolti: la vista, l’olfatto, l’udito, il gusto e anche il tatto; è come riattraversare la mia vita riscoprendone i profumi, i suoni, i sapori, ma anche i valori che mi hanno accompagnato, e che i miei genitori hanno cercato di insegnarmi. Così nasce questo libro, che parte da un’esperienza personale, la mia, ma diventa il racconto di un’epoca, un libro che cerca di riportare i ricordi di quei meravigliosi anni ai valori che dovrebbero essere senza tempo”.

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“Perchè parlavo da solo” di Paolo Bonolis, edito da Rizzoli

“Viaggia veloce il fiume del tempo, molto più di quanto scorreva in passato. E scava sempre più profondo il canyon che attraversa. I miei figli sono dall’altra parte e potrebbero partire prima che possa raggiungerli. Gli vorrei consegnare quello che ho conservato. Non c’è molto tempo e, senza il mio bagaglio, ho paura che il loro viaggio possa essere più faticoso di quello che intrapresi io. Ho 58 anni adesso che scrivo e, il mio viaggio, l’ho iniziato che ero ragazzo. A quei tempi anche mio padre mi consegnò il suo bagaglio, ma gli bastò allungare un braccio per passarmelo”. Da sempre Paolo Bonolis parla da solo. Lo fa per ritornare sui suoi pensieri, elaborarli, triturarli, rivoltarli come calzini. E per capirci di più: sul mondo, sulla felicità, sulla televisione, sullo stupore, sull’amore e la famiglia, sulla tecnologia che non rispetta i ritmi della biologia, sullo sport che è passione, su Roma (’sti cazzi), sull’uomo che è l’animale con la spocchia. Negli anni, da queste riflessioni ad alta voce sono nate delle pagine di appunti scritti che ora aprono i diciotto capitoli di Perché parlavo da solo, il primo libro di Paolo Bonolis, un tesoro intimo, meditato e prezioso da consegnare ai suoi figli e a tutti coloro che nel tempo l’hanno apprezzato o anche criticato. In un flusso appassionato e coinvolgente, ricco di ricordi di personaggi ed episodi, Bonolis sorprende i lettori con le sue domande ora poetiche ora al vetriolo, sempre profonde: leggerezza e accettazione sono antibiotici per l’esistenza? La Natura Umana è senza scopo, lo Spazio la limita e il Tempo la corrode: come se ne esce? Un amore è un dato oggettivo o un fiume di farfalle? Internet ci sta rincoglionendo? E tagliare i cojoni a un gatto è un atto lecito o arbitrario? Il risultato è una lettura che incuriosisce, fa pensare e talvolta ridere grazie all’intelligenza affilata e alle battute ciniche di Bonolis.

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“Tofu e la magia dell’arcobaleno” (A.Car. Editore) di Luisa Corna

Un racconto tra fantasia e realtà, una fiaba per bambini che contiene anche dei brani musicali cantati dal Piccolo Coro di Novara e le illustrazioni di Fiora Giovino. L’eroe-protagonista, un piccolo alieno di nome Tofu, proviene da Arcus, un pianeta dove tutti vivono in armonia, e spinto dalla curiosità e dalla passione per la musica intraprenderà questo viaggio interstellare che lo porterà sulla Terra.

Nella sua avventura stringerà una grande amicizia con Lucy, una bambina che soffre di un’importante malattia agli occhi. Scoprirà che a scuola Lucy subisce delle prepotenze, per via dei suoi grandi occhiali, da parte di alcuni compagni che sono soliti prendere in giro anche altri bambini. Tofu riuscirà ad insegnare ai bambini che se anche siamo diversi siamo tutti nello stesso modo importanti come i colori dell’arcobaleno.

Nell’epilogo Lucy e Tofu, inventano una nuova canzone che chiuderà la magia di questo incontro (nel cd interpretata da Annalisa Minetti insieme alla piccola Laura Carlesso). Il volume è già stato adottato da alcune scuole per affrontare il tema del bullismo. La prefazione è a cura di Enrico Ruggeri. All’interno ci sono i testi delle canzoni e gli spartiti musicali per coinvolgere i giovani amanti della musica in questo splendido viaggio.

 

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