Giovedì 19 e venerdì 20 dicembre fa tappa al Teatro Storchi di Modena Teatro Delusio

Giovedì 19 e venerdì 20 dicembre fa tappa al Teatro Storchi di Modena Teatro Delusio: in scena dal 2004 con una tournée internazionale, lo spettacolo è uno dei più noti della compagnia tedesca Familie Flöz.

Teatro Delusio è teatro nel teatro: l’intensità del linguaggio delle maschere, le fulminee trasformazioni e una poesia tipicamente “Flöz” trascinano il pubblico in un mondo carico di comicità e suggestione.

Con l’aiuto di costumi raffinati, suoni e luci ben costruiti, i tre attori in scena interpretano ventinove personaggi, per dare vita a «un trionfo del teatro senza paragoni» come l’ha definito il Times.

I tre tecnici di scena Bob, Bernd e Ivan lottano per realizzare i propri sogni: Bernd, sensibile e cagionevole, cerca la felicità nella letteratura ma la troverà improvvisamente in una ballerina in eterno ritardo; il desiderio di successo di Bob lo porterà al trionfo e contemporaneamente alla distruzione; Ivan, capo del backstage, non vuole perdere il controllo di quello che accade in scena, ma finirà per perdere il controllo di tutto il resto. Le loro vite all’ombra della ribalta si intrecciano al mondo scintillante del palcoscenico fino a diventare protagoniste in scena.

Fin dalle sue origini, Familie Flöz fa teatro servendosi del linguaggio non parlato. Tutte le pièce teatrali hanno origine da un processo creativo collettivo, nel quale gli interpreti fungono anche da autori di figure e situazioni. Nel corso di svariate improvvisazioni, il gruppo individua un tema, raccoglie materiale drammatico e ne discute ancora molto a lungo, prima di mettere in gioco le maschere. Come un testo, anche la maschera porta con sé non solo una forma, ma anche un contenuto. Il processo di sviluppo di una maschera, che va dalla sperimentazione sul palco fino alla simbiosi attore/maschera, è determinante per il risultato.

Il paradosso fondamentale della maschera, cioè il fatto di celare un viso animato dietro una forma statica e con essa di creare figure viventi, costituisce per l’attore una vera e propria sfida da raccogliere. E non solo per lui. La maschera prende vita innanzitutto nell’immaginazione dello spettatore, il quale in questo modo ne diventa, in una certa misura, anche il creatore.

Attente anche verso le reazioni degli spettatori, con uno sguardo critico sempre rivolto al proprio lavoro, tutte le produzioni Flöz vengono spesso modificate nel corso del tempo, sviluppando così la loro pienezza e intensità.

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