SANREMO 2020 NUOVE PROPOSTE: Intervista con Marco Sentieri, in gara con “Billy Blu”: “L’obiettivo è far arrivare il messaggio contro il bullismo a piu’ persone possibili”

Marco Sentieri sarà in gara al Festival di Sanremo 2020 tra le Nuove Proposte con “Billy Blu” che affronta una tematica importante e attuale come quella del bullismo.

La canzone, che è stata scritta da Giampiero Artegiani (compianto autore scomparso nel febbraio 2019), è stata arrangiata dal noto Maestro Adelmo Musso.

L’artista campano, classe 1985, all’età di 16 anni si è trasferito a Roma dove ha fondato la sua prima band “Il Quarto senso”, con cui si è classificato ai primi posti del “Sanremo rock giovani”. Dopo due anni ha iniziato la carriera solista, ha aperto i concerti di Clementino, Gemelli Diversi, Rocco Hunt, Moreno, Neri per Caso, Gianni Nazzaro, Tony Tammaro, Mario Trevi.

Marco Sentieri (vero nome Pasquale Mennillo) ha vinto due festival internazionali in Romania: “George Grigoriu” (maggio 2016) e “Dan Spataru” (settembre-ottobre 2016), partecipando anche ad “X Factor Romania”, con l’approdo ai bootcamp nei 10 finalisti per categoria.

Ha iniziato poi la collaborazione con i “Pilla”, Nicola ed Alessandro, che insieme a Paolo formeranno i “Due Quarti”, i musicisti di Marco Sentieri. La loro collaborazione li vede coinvolti in due anni per circa 200 live tra locali e piazze del centro Sud. Nel 2016 hanno partecipato, con l’inedito “La Nuova Generazione”, al contest nazionale “Tour Music Fest” qualificandosi sesti tra migliaia di band. Nel 2017 sono arrivati alle semifinali nazionali del “Festival Show”. A fine 2018 Marco Sentieri ha composto l’inno per la propria squadra di calcio dell’Albanova, e nel 2019 ha pubblicato il nuovo singolo dal titolo “Avvolgimi”.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Marco Sentieri a pochi giorni dall’inizio del Festival di Sanremo 2020. Ecco cosa ci ha raccontato.

Marco, sei in gara al Festival di Sanremo 2020 tra le Nuove Proposte con il brano “Billy Blu” che affronta il tema del bullismo…

“E’ un tema a cui tengo in particolar modo e spero di portare questo messaggio il piu’ in alto possibile, non nel senso di vincere il Festival ma di rivolgermi ai bulli e alle persone bullizzate. Mi scrivono tanti ragazzi dicendo che riescono a trovare la forza grazie al mio brano, questo mi inorgoglisce. Billy Blu parla di una storia vera, di un ragazzo bullizzato a scuola e chiamato così in senso dispregiativo, il caso vuole che dopo tanti anni si ritrovi a salvare la vita al suo bullo, che ha fatto un percorso diverso dal suo. Infatti arrivava da una buona famiglia, si è rovinato la vita con alcol, droghe ed è finito anche in carcere e nel momento in cui vuole farla finita si ritrova Billy alle spalle che gli dice: “ehi, ti ricordi di me?”. Invito tutti ad ascoltare questo brano che è molto diretto e arriva fin dal primo ascolto”.

La canzone è stata scritta dal compianto Giampiero Artegiani, scomparso un anno fa…

“Il 5 febbraio sarà l’anniversario della sua scomparsa, io non so ancora in quale giorno mi esibirò ma se dovesse essere il 5 sarebbe una coincidenza astrale. Non ho avuto il piacere di conoscere Giampiero, ero a Bucarest il 17 settembre 2019 e dovevo collaborare con un noto maestro d’orchestra, Adelmo Musso, ci sentiamo al telefono e appena ascolta la mia voce mi chiede di lasciargli la mia mail perchè voleva inviarmi un brano. Era Billy Blu, dopo due battute ho sentito un brivido alla schiena e ho capito che era perfetto per me. Abbiamo mandato la canzone per le selezioni di Sanremo Giovani e siamo entrati nei 60 finalisti”.

Ci racconti le emozioni vissute nel corso della serata Sanremo Giovani quando hai saputo che eri tra gli otto cantanti in gara al Festival?

“Ero già pronto ad uscire, non perchè non credessi nelle mie potenzialità, ma in quanto vengo da una realtà piccola, dai locali e dalle feste di paese, ho una band e suono in 150 location in un anno, a volte davanti a 30 persone. Quando ho visto il televoto e che ero tra le otto Nuove Proposte ho chiuso gli occhi, ho goduto per quattro secondi e poi ho pensato subito a rassicurare Shari, la mia “sfidante”, ad abbracciarla e a dirle: per me non esistono vincitori nè vinti, sei un talento e andrai sicuramente avanti”.

Chi è stata la prima persona che hai chiamato per festeggiare?

“La prima chiamata è stata con mia moglie e i miei due bambini, abbiamo pianto per la gioia”.

03. Marco Sentieri

Con quali obiettivi salirai sul palco dell’Ariston?

“L’obiettivo è far arrivare il messaggio contro il bullismo a piu’ persone possibili, non penso alla classifica, la mia vittoria è riuscire a mettere i piedi su quel palco. Se penso che il 1° novembre 2019 ho fatto il mio ultimo live in un lounge bar all’aperto a Mondragone e ora canterò all’Ariston mi sembra un sogno”.

C’è una canzone delle precedenti edizioni del Festival di Sanremo che ti piace di piu’?

“Negli ultimi sei – sette anni ho fatto tante serate live e non riesco molto a guardare la tv, però l’edizione 2019 di Sanremo me la sono goduta in quanto mia moglie era in dolce attesa e andava a letto presto, così stavo da solo sul divano guardando il Festival e c’era un’atmosfera fantastica. Ci sono state delle canzoni che mi hanno colpito come “Rose viola” di Ghemon ma anche “I tuoi particolari” di Ultimo che cantavo sempre nei miei live”.

Hai ottenuto un grande successo in Romania partecipando a X Factor, che differenze hai riscontrato a livello musicale rispetto all’Italia?

“Ho vissuto contesti televisivi in Romania dove, un po’ come in Italia, c’è la musica nazional-popolare che possiamo accostare alla nostra tarantella, ascoltata soprattutto nei paesini, mentre nelle grandi città come Cluj, Costanza, Bucarest c’è la musica internazionale, il rap, la trap, il pop. Ho preso parte a X Factor, è stata la mia prima esperienza importante, nel 2016, in Italia invece non ho mai avuto la possibilità di esibirmi davanti al grande pubblico”.

Quali sono i prossimi progetti?

“Una volta saputo che sarei stato in gara a Sanremo con il mio team abbiamo iniziato a pensare al disco che non era in programma. Ci stiamo lavorando notte e giorno per farlo uscire prima dell’estate. Poi ci saranno i concerti, la musica fa parte della mia vita da quando avevo 12 anni, a quell’età ho inciso il mio primo brano e iniziato a prendere seriamente il microfono in mano, a 16 anni ho fatto le prime serate a livello professionale, ora ne ho 34 e non mi sono mai fermato”.

di Francesca Monti

 

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